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Con la vittoria del lituano Marius Kudzmanas si sono ufficialmente chiuse le World Series Of Poker Europe 2026. Un’edizione particolare, caratterizzata da numeri importanti e da alcune novità che hanno invogliato molti giocatori a partecipare.

Innanzitutto il buy-in del Main Event che è stato dimezzato dai 10.000 euro (+ fee) delle precedenti edizioni ai 5.000 (+ fee) di questa. Il taglio al costo di iscrizione ha fatto sì che al torneo principale ci fossero 2.617 registrazioni, primato assoluto nella storia delle WSOPE. Per rendersi conto dell’enorme balzo in avanti è sufficiente fare un confronto col passato. Nel quinquennio post-pandemico la media delle entry ha toccato quota 739, mentre dal 2007 al 2019 si era attestata a 428.

La seconda novità riguarda la location. Il festival si è svolto per la nona volta consecutiva in Repubblica Ceca, ospitato però da Praga anziché Rozvadov, dove si era svolto nelle precedenti otto edizioni. Il cambio di città ha sicuramente offerto ai giocatori molti più stimoli extra-competitivi. Senza nulla togliere all’efficiente struttura del King Casino di Rozvadov, quello di Praga è inserito all’interno del lussuoso Hilton Hotel, ma soprattutto la capitale ceca è una città assolutamente da conoscere, ricca di storia, luoghi da visitare e con tante opportunità di intrattenimento. Tutto questo ha reso le WSOPE 2026 un appuntamento torneistico di successo.

Gradimento a parte, però, non tutti hanno festeggiato. In particolare l’Italia del poker che è tornata a casa piuttosto delusa. Per la prima volta negli ultimi cinque anni, i giocatori del Belpaese hanno fallito l’appuntamento con il “braccialetto” e questo non succedeva dal 2019. Nel periodo 2021-2025 il medagliere “azzurro” si è infatti arricchito con ben 11 titoli, compreso quello del Main Event vinto da Simone Andrian nel 2024, mentre quest’anno è rimasto a secco. L’unica, parziale giustificazione è l’assenza dei tanti giocatori italiani impegnati a Dublino nel concomitante Irish Poker Open.

Pazienza, ci rifaremo. E comunque ci sono stati alcuni piazzamenti significativi. 26 italiani hanno raggiunto la zona dei premi nel Main Event, con Michele di Lauro che ha realizzato la migliore performance azzurra terminando 38°. Andreas Goeller è invece quello che è andato più vicino al braccialetto: ha chiuso al quarto posto nel 1.650 euro Monster Stack NLH, premiato con €72.540. Claudio Di Giacomo, 5° lo scorso anno nel ME, è andato in the money quattro volte. Infine c’è Mikel Calo, autore del bottino (monetario) più alto: tre itm che valgono circa 130.000 euro. L’ultimo e più ricco è arrivato nella penultima giornata delle WSOPE 2026.

Calo ha ottenuto un ottimo 5° posto nell’evento #12, €1.500 No Limit Hold’em – European Circuit Championship. Un torneo da 2.628 entry che ha consegnato all’italiano €115.000, più di quanto aveva ottenuto fino a quel momento. Al final table è arrivato anche Mario Colavita, poi 9°. Nel duello per il braccialetto, il russo Nikolai Ogoltsov si è imposto sul ceco Michael Sklenička.

Mikel Calo (credits Assopoker)

Infine, una rapida carrellata sugli eventi di chiusura.

Nel torneo #11, €20.800 No Limit Hold’em – Super High Roller 8-Max, ci sono state 242 iscrizioni per un prizepool netto di €4.694.800. 1.100.000 euro sono andati al tedesco Christopher Nam Nguyen, specialista di eventi con buy-in molto alti: finora ha infatti incassato $7.562.223 con solo 22 itm live. L’anno scorso ha conquistato la vetta nel 100k SHR all’EPT di Montecarlo, dopo aver battuto Enrico Camosci, ed è stato 5° nel ME WSOP Paradise 2024. A Praga ha superato in hu il cinese Tony Lin. 5° posto per il grinder svedese degli high-roller Niklas Astedt.

Passiamo all’€8.400 No Limit Hold’em – GGMillion$ High Roller (braccialetto #13) da 359 entry. Il titolo e la fetta più grossa del prizepool netto (€2.757.120) sono andati al danese Christian Pedersen che ha realizzato il suo miglior payout di sempre, €600k. Seconda piazza per il businessman tailandese Punnat Punsri, mentre Mustapha Kanit ha chiuso 15° realizzando il suo unico itm alle WSOPE 2026.

280 registrazioni e montepremi netto di €268.800 nel 1.100 euro Pot Limit Omaha – Double Board Bomb Pot (evento #14). Ha vinto il pro statunitense Adam Geyer, al suo primo braccialetto dopo tanti final table raggiunti alle WSOP di Las Vegas. Geyer ha incassato €60.000 battendo in heads-up il canadese Mehmet Siginc. Gradino più basso del podio per l’otto volte vincitore di un titolo WSOP Benny Glaser.

Infine il torneo #15, €1.750 + 1,000 No Limit Hold’em – The Closer Turbo Bounty. Al torneo di chiusura ci sono state 466 iscrizioni per un prizepool netto di € 652.400. Vittoria del player tedesco David Wintersberger sul pro russo Arsenii Karmatckii (vincitore dell’EPT a sochi nel 2018). 9a posizione ragiunta dall’azzuro Fabio Giamberardini.

Immagine di testa credits WSOP/PokerNews


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