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E’ in corso da tre giorni il Pot Limit Omaha Grand Slam di Tallinn (Estonia), brandizzato Diamond Poker Series. La kermesse dedicata alla quattro carte – in certi casi anche cinque o sei – si svolge dal 15 al 22 settembre presso il Bombay Club della capitale estone, con un palinsesto che conta 16 tornei ufficiali e €2,5 milioni complessivamente garantiti.

Due eventi costituiscono il cuore del programma: il €5.200 5K Million, in calendario dal 17 al 20 settembre, e soprattutto il €10.400 PLO Championship, previsto dal 20 al 22 settembre. Entrambi mettono in palio un garantito da un milione di euro.

Questo festival dedicato alla seconda tipologia di poker da torneo più diffusa – la prima è ovviamente il Texas Hold’em – è nato solo due anni fa a Tirana, in Albania, proponendo un test da 8 eventi (uno vinto dall’italo-inglese Youness Barakat). Il risultato è stato positivo, tant’è che nel 2025 l’organizzazione ha triplicato le sedi: Tirana, Tallinn e Malta. In quella stagione l’Italia del poker ha vinto quattro titoli, uno di Barakat e tre di Dario Alioto. Quest’anno, il PLO Grand Slam non ha riproposto l’isola come sede di una tappa, ma ha raddoppiato i tornei a Tallinn.

Il gradimento degli appassionati di Omaha per la città affacciata sul Mar Baltico è confermato dalla presenza di alcuni nomi noti. L’anno scorso, oltre a Barakat e Alioto, ci sono stati i successi di Alexander Petersen, specialista che vanta con l’Omaha due picche EPT (2012, 2018) e un braccialetto WSOP 2015. Lo specialista francese Imad Derwiche si è invece imposto nel 10.300 euro PLO Championship.

Derwiche ha già confermato la sua presenza a Tallinn quest’anno, insieme al veterano norvegese Tom-Aksel Bedell, vincitore nel 2025 a Tirana dello stesso torneo. E ci sarà anche il campione del mondo 2019 Hossein Ensan che, pur avendo vinto tantissimo con il Texas Hold’em, rimane un appassionato di Omaha.

Tutti e tre hanno spiegato a PokerNews il loro rapporto con l’Omaha, variante che ha guadagnato molto terreno negli ultimi anni.

Tom-Aksel Bedell (credits RIHL)

Tom-Aksel Bedell è legato soprattutto alla vittoria ottenuta in Albania nel 2025, quando è riuscito a trasformare un freeroll in un successo da 438.000 euro, dopo aver battuto in hu il top player spagnolo Lautaro Guerra. Quest’anno a Tallinn proverà ad aggiungere un secondo titolo alla propria bacheca.

Secondo il professionista norvegese, il PLO è diventato progressivamente più difficile grazie alla maggiore disponibilità di materiale di studio e al confronto tra giocatori.

Imad Derwiche conserva invece, proprio nella capitale estone, alcuni dei ricordi migliori. Nell’aprile 2025 il francese si è imposto su 148 entries nel €10.300 PLO Championship del Bombay Club, per un payout di €338.370.

Il motivo per cui Derwiche ama il PLO è la quantità di azione generata al tavolo. A questa si aggiunge un’atmosfera differente rispetto ai tornei di TH. La crescita recente dell’Omaha sta rendendo la competizione più difficile rispetto al passato, ma anche molto più gratificante quando arriva il successo. Vincere un High Roller oggi significa riuscire a superare un field composto da numerosi avversari di qualità, qualcosa di molto diverso dal conquistare un singolo grande piatto in una partita cash. Il francese ammette che il suo successo di Tallinn è una combinazione molto più semplice da descrivere che da ottenere: disciplina e fortuna.

Imad Derwiche (credits RIHL)

Infine Hossein Ensan, l’unico dei tre a dover ancora conquistare il suo primo trofeo nel circuito. Il campione del WSOP Main Event 2019 ci è però andato vicino più volte.

Ensan ha chiuso secondo in un evento da €5K e raggiunto due final table nei €10K Championship, compreso il quinto posto ottenuto a Malta nell’ottobre dello scorso anno.

Il tedesco arriva inoltre a Tallinn dopo un’altra estate da protagonista. Alle WSOP 2026 ha terminato il Main Event al 13° posto, sfiorando il final table del torneo che lo aveva consacrato campione del mondo nel 2019.

Il suo rapporto con il Pot-Limit Omaha è nato invece molto prima, durante una partita in un casinò di Dortmund. A conquistarlo è stato soprattutto l’azione continua della variante. Oggi il pro tedesco cerca di partecipare a tutte le tappe del PLO Grand Slam compatibili con il suo calendario, attratto anche dai buy-in elevati e dai grandi montepremi.

Anche Hossein Ensan conferma la crescita dell’Omaha, sia per numeri che livello dei giocatori. Vede però in questa evoluzione anche un’opportunità: affrontare regolarmente specialisti di alto livello costringe infatti a migliorare continuamente il proprio gioco.

Sono tutte dichiarazione che confermano l’utilità, oggi, di ampliare il raggio d’azione alle “varianti” del poker. In ballo ci sono più opportunità di andate a premio e più divertimento. Tempo fa, ce lo ha spiegato chiaramente un ottimo “variantista” italiano: Walter Treccarichi.

Immagine di testa: Hossein Ensan (credits RIHL)

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