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Le WSOP tornano fra due settimane per incoronare il nuovo campione del mondo di Texas Hold’em, cioè il vincitore del Main Event 2026, assegnando il più famoso braccialetto del poker e un premio in denaro da 10 milioni di dollari, salvo deal.

Per rendere più leggera l’attesa e sciogliere la tensione, vi proponiamo alcune mani clamorose viste durante il torneo.

Jeremy Moore (credits WSOP via PokerNews)

Cominciamo da quello che avrebbe potuto essere il peggior cooler del Main Event. Il condizionale, però, è d’obbligo in questo caso.

L’azione si svolge durante il Day 3, quindi prima dello scoppio della bolla.

Il canadese Jason James apre il gioco a 14.000 (bui 3k/6k bb ante 6k), trovando il call dell’americano Amarender Puri da middle position. Scende questo flop: J♥J♠Q♠. James fa check e poi chiama la bet da 16k di Puri. La quarta carta del board è un 9♠ molto insidioso, perché potrebbe aver chiuso una scala o un colore: nessuno dei due giocatori investe chip e l’azione si sposta al river 10♥. A questo punto, il canadese esce investendo 50.000 gettoni che Puri chiama dicendo “avrei dovuto rilanciare prima“. Lo showdown è clamoroso: James mostra K♠10♠, cioè scala colore chiusa al turn, che batte il fullhouse del player USA con J♣9♣, preso sempre al turn!

Puri fa un sospiro di sollievo e commenta: “wow, ero pronto a rilanciare!

Per un cooler evitato miracolosamente, ce n’è uno molto difficile da “parare”. Siamo ancora nel pre-bolla, adesso con bui 6k/12k bb ante 12kk. L’azione preflop vede la tribet dello shortstack Jordan Griff e i call di Jeremy Moore e dell’attrice americana Farah Galfond. Sul flop J♥9♥3♠, i tre finiscono ai resti. Griff mostra A♦A♣ ma è dominato dal set della Galfond con 9♠9♣ in mano. Il punto più alto è però quello di Moore: J♠J♣, set di “ganci” superiore a quello dell’attrice. Il board scorre 6♣3♦, il set di Moore cattura il monster pot eliminando Griff. La Galfond rimane invece in gara grazie al suo deepstack: chiuderà in 722ma posizione per $25.000.

Farah Galfond (credits WSOP via PokerNews)

Il terzo round di mani clamorose spetta necessariamente a Go Kato. L’azione, giocata durante il Day 6, è tutta preflop con Wesley Fei che open-rilancia 120k (bui 30k/60k bb ante 60k) e riceve la tribet 360k del finlandese Lauri Saaskilahti. Non finisce qui, perché Kato forbetta fino a 760k. Fei molla la presa, ma non Saaskilahti, il quale invece mette i resti. Kato chiama e i due rimasti vanno allo showdown: A♦K♦ dell’americano vs A♥K♥. E’ split-pot nell’86% delle volte, il resto è 7% a testa. Lauri Saaskilahti hitta il suo con questo board clamoroso: J♥10♥9♥10♠2♦, colore nuts al flop!

Perché facciamo questo gioco?” si chiede un altro player al tavolo. Nel caso del finlandese la risposta è semplice: perché quando le carte girano, si può arrivare al final table del ME Event WSOP!

Chiudiamo la serie di giocate ai limiti della realtà con quello che nel poker digitale verrebbe definito un incredibile misclick!

Il torneo non è più il Main Event, bensì il $5.000 8-Handed No-Limit Hold’em, penultimo evento (#99) delle World Series Of Poker 2026.

L’azione si svolge a 30 left, con il norvegese Ole Askeland posizionato nella top 10 del count. Il canadese Victor Li apre il gioco rilanciando da mid position. La “palla” arriva ad Askeland che, da Small Blind, decide di andare direttamente all-in. Il problema è che il norvegese non si è accorto del raise di Li, come ammetterà lui stesso alla fine dell’azione. Il Big Blind folda, mentre Li snappa con lo stack superiore.

Allo showdown, Ole Askeland si trova davanti A♠A♣, mentre lui ha un modestissimo Q♣6♥. Il resto lo potete immaginare. Il flop Q♥K♣6♣ porta avanti il norvegese che ha hittato la doppia coppia: il turn Q♠ la trasforma in fullhouse e il 10♦ gli consegna il monster pot!

Askeland arriverà 11° nel torneo incassando $42.524, il suo secondo miglior risultato su sette itm.

Immagine di testa: Amarender Puri (credits WSOP via PokerNews)



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