Il poker live post-COVID: grandi ritorni in sala?

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La nostalgia gioca brutti scherzi. Spinge a fantasticare sugli scenari possibili dopo la tempesta, soprattutto quando in ballo c’è una passione congelata da ormai più di un anno.

Prendiamo il poker dal vivo. Il COVID-19 ha messo il sigillo a pokeroom e tornei live. Certo, dal febbraio del 2020 a oggi si è continuato a giocare su Internet, addirittura con picchi di iscrizioni e montepremi che il poker online non vedeva da quasi una decina d’anni. Ma il poker con carte e chips reali è un’altra cosa per gli appassionati, i quali adesso sperano nella vaccinazione globale per un rapido ritorno in sala. Alla memoria tornano le immagini di giocatori in “carne e ossa” che affollano le pokeroom brick & mortar (“malta e mattoni”) per competere nelle più importanti kermesse internazionali, come ad esempio le WSOP, l’EPT, il WPT.

Ad essere sinceri, prevedere un grande ritorno del poker live non è un azzardo. In alcune parti del mondo si gioca già. In Russia, ad esempio, ma soprattutto negli States dove di tornei dal vivo se ne contano già alcune decine dall’autunno scorso ad oggi. La maggior parte sono eventi regionali o comunque con buy-in medi, ma il numero di partecipanti è in costante crescita. Hanno fatto il loro ritorno anche tornei “classici” come il WPT Venetian, che ha sfiorato le mille entries, e il Lucky Hearts Poker Open (1.527 registrazioni). E’ in programma per la fine di giugno il Wynn Millions Tournament (buy-in da $10.000) e soprattutto sono state annunciate le World Series Of Poker 2021, sia quelle di Las Vegas che quelle Europee a Rozvadov.

Di fronte all’evidenza che i tornei sono già tornati nei casinò, la speranza è che la voglia di giocare dal vivo possa essere contagiosa, possibilmente più del virus che ha cercato di cancellarla. E chissà, magari potrebbe contagiare anche alcuni grandi professionisti che avevano deciso di cambiare settore già prima della pandemia.

E’ difficile resistere alla tentazione di fantasticare sui possibili ritorni in sala dei big names

Perché Ludovic Lacay non è l’unico ad aver chiuso con il poker. C’è anche uno dei più grandi giocatori di sempre, Jason Mercier. Dopo aver accumulato più di 19 milioni di dollari con i tornei live, 5 braccialetti WSOP e un titolo dell’ European Poker Tour (a Sanremo, ve lo ricordate?), il professionista canadese alla fine del 2018 ha annunciato il suo ritiro. La ragione è semplice quanto giustificata: dedicarsi alla famiglia, composta dalla moglie Natasha (anche lei ottima giocatrice) e da due figli. Va detto, però, che il suo distacco è stato molto parziale. Nel 2019 è andato tre volte a premio, compreso un primo posto da $715K conquistato al Seminole Hard Rock Poker Open. Non solo, ma Mercier è anche uno staker prolifico. Lui e Garry Gates hanno svelato un accordo stretto per il Main Event delle World Series of Poker 2019, dove Mercier ha stakato Gates che ha chiuso al 4° posto per $3 milioni: di questi, 2 milioni sono finiti nelle tasche di Mercier. Ci sono odds favorevoli per scommettere sul suo ritorno in sala!

Un altro caso potrebbe essere quello di Liv Boeree. L’ex modella inglese, nonché laureata (honoris causa) in fisica e astrofisica all’Università di Manchester, è salita alla ribalta del poker mondiale quando ha vinto l’ETP di Sanremo 2010 per €1,25 milioni (all’epoca fu la vincita record per un torneo organizzato in Europa). Dopo una carriera decennale nel poker e 3,8 milioni di dollari incassati live, la Boeree è ora una YouTuber a tempo pieno. È tornata al suo primo amore, la scienza, e produce video su esperimenti legati al pensiero controintuitivo, alla teoria dei giochi, allo spazio, alla fisica e all’incertezza. Anche quella di un ritorno al poker giocato? Staremo a vedere…

Diverso il caso di Mike McDonald che, pur in un ruolo diverso da quello del poker pro, è rimasto legato al mondo delle carte. Anche lui vincitore di un EPT (in Germania nel 2008, quando aveva solo 18 anni!), l’irlandese ha avuto un enorme successo con il Texas Hold’em da torneo, come testimoniano i 13,3 milioni di dollari vinti live e svariati altri milioni online. Nel 2017 “Timex” (questo il nick che lo accompagna sin dal 2008), ha fondato PokerShares, un sito di scommesse sportive specifico per il poker, e da quando gli affari sono cresciuti ha giocato pochissimo a poker.

Più radicale, invece, la svolta di Pratyush Buddiga. La vita dell’ex poker pro indiano è costellata di successi, dal titolo di campione nazionale di spelling ai $6,4 milioni vinti fino al 2017, anno del grande cambiamento. Oggi, Buddiga ha lasciato il poker per intraprendere il ruolo di chief of staff di una start-up di nome Volley, che costruisce giochi a controllo vocale per Amazon Alexa e Google Home.

Se per quest’ultimo il ritorno al poker è poco probabile, per Vanessa Selbst ci sbilanciamo dicendo che le probabilità sono decisamente a favore. La più forte giocatrice di sempre (poco meno di 12 milioni di dollari e tre titoli WSOP), ha bloccato la sua carriera nel 2017 per dedicarsi al mondo degli hedge funds. Ma nel 2019 è tornata a giocare, piazzando un ITM al WPT Borgata Poker Open, e un altro è arrivato solo due mesi fa, sempre in una tappa del World Poker Tour, questa volta in Canada. E’ evidente che il primo amore ha già bussato alla sua porta.

 

Foto di testa: Jason Mercier (credits The Stars Group)

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