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C’è chi lo ama e chi lo odia, chi lo ritiene uno dei più grandi poker player di sempre, chi invece lo giudica un giocatore sorpassato. Rimane il fatto che Phil Hellmuth sta davanti a tutti quando si tratta di vittorie alle World Series Of Poker. Da ieri ancora un po’ di più.

Nella notte di Las Vegas, Poker Brat si è infatti aggiudicato il 16° titolo WSOP della sua carriera imponendosi nel $1.500 No Limit 2-7 Lowball (evento #31). Il braccialetto è arrivato al termine dell’heads-up che lo ha visto trionfare su Jake Schwartz per una prima moneta di 84.951 dollari.

Con questo risultato Hellmuth entra ancora di più nelle leggenda delle WSOP e, ci permettiamo di dire, anche del poker mondiale. Dal 1988, anno del suo primo ITM (un 5° posto nel Seven Card Stud Split) ad oggi il professionista nato a Madison (Winsconsin) conta 157 “bandierine” WSOP. 66 sono i Final Table. Di questi 16 sono primi posti, 6 in più rispetto a Phil Ivey, Johnny Chan e Doyle Brunson.

Non ce ne vogliamo gli altri grandi campioni che possono dargli la caccia, ma sarà dura per chiunque tentare la rimonta, soprattutto oggi che vincere un titolo alle WSOP è molto difficile. Negreanu è fermo a quota 6, mentre Seidel di braccialetti ne ha 9, uno di questi però lo ha vinto alle WSOP online pochi mesi fa.

Invece Hellmuth gioca pochissimo online, ma è instancabile quando si tratta di live. Il 16° titolo è il frutto di una determinazione di ferro quando si tratta di tornei dal vivo. Nelle due settimane di campionati del mondo finora trascorse, Poker Brat ha raggiunto altri 3 FT, oltre a quello vinto: nel $25.000 H.O.R.S.E. (6°), nel $10.000 Omaha Hi-Lo 8 or Better (5°) e nel $10.000 Seven Card Stud (4°). Il tutto per poco più di 320mila dollari.

Ma la parte economica è probabilmente quella meno rilevante per Phil Hellmuth che, nel corso degli anni, ha saputo essere anche un buon manager di se stesso.

Phil Hellmuth (credits PokerNews)

Sono una persona fortunata. Molto, molto, molto fortunata” ha detto il grande campione in un’intervista rilasciata a PokerNews prima del 16° titolo. “Ho fatto investimenti che sono andati da Dio, e ho la fortuna di non dovermi preoccupare ulteriormente dei soldi per il resto della mia vita. Ok, ora che l’ho detto perderò tutto..! (ride). Scherzi a parte, ho 40 o 50 progetti in giro per il mondo che mi permettono di stare tranquillo, così non penso più ai soldi in modo particolare. Con questa enorme fortuna che ho, posso permettermi di pensare solo a fare la storia nel poker e all’eredità che lascerò un domani, e posso farlo solo vincendo braccialetti. Non mi interessano soldi, piazzamenti ITM o final tables raggiunti… mi interessa solo la vittoria finale“. 

E quella è arrivata. Qualcuno potrebbe dire che il 2-7 Lowball è una specialità di nicchia. E’ vero, così come lo sono l’Omaha Hi-Lo, il Seven Card Stud e l’H.O.R.S.E.. Oggi tutto è di nicchia rispetto al Texas Hold’em, ma saper vincere anche nelle altre discipline, a nostro modo di vedere, è un’ulteriore attestazione di grandezza. Forse è anche una scelta profittevole per chi oggi vuole fare del poker una professione.

Senza dimenticare che Phil Hellmuth ha vinto tantissimo nel TH. Nell’intervista emerge come questo sia da sempre il suo main game: “Quello che ho fatto e che ho sempre voluto fare è stato il divenire il migliore di tutti i tempi, e quasi tutti ormai me lo riconoscono. Al netto degli high-roller (non ne faccio tanti), nel (Texas Hold’em) No Limit resto indubbiamente il migliore“.

Lo conferma anche il suo palmares di vittorie WSOP:

YEAREVENTPRIZE
1989$10,000 WSOP Main Event$755,000
1992Event #8: $5,000 Limit Hold’em$188,000
1993Event #7: $2,500 No-Limit Hold’em$173,000
1993Event #8: $1,500 No-Limit Hold’em$161,400
1993Event #9: $5,000 Limit Hold’em$138,000
1997Event #15: $3,000 Pot-Limit Hold’em$204,000
2001Event #3: $2,000 No-Limit Hold’em$316,550
2003Event #12: $2,500 Limit Hold’em$171,400
2003Event #32: $3,000 No-Limit Hold’em$410,860
2006Event #34: $1,000 No-Limit Hold’em$631,863
2007Event #15: $1,500 No Limit Hold’em$637,25
2012Event #18: $2,500 Seven Card Razz$182,793
2012WSOPE €10,000 Main Event€1,022,376 ($1,333,841)
2015Event #17: $10,000 Razz Championship$271,105
2018Event #71: $5,000 No Limit Hold’em$485,082
2021Event #31: $1,500 No-Limit 2-7 Lowball Draw$84,851

Oltre a desiderare la gloria del “migliore”, per Phil Hellmuth conta anche vedere il poker che ritorna dopo il blocco della pandemia. E che cresce: “Adoro il trend che il poker sta prendendo. Negli anni Duemila avevamo preso un’impennata straordinaria di popolarità, per poi calare per qualche anno...Penso che i numeri, live e online, siano destinati ad aumentare ulteriormente...Vorrei sottolineare come queste WSOP stiano facendo grandi numeri. Impensabile, fino a poche settimane fa. Abbiamo avuto già un evento da 12 mila partecipanti, il che – in questo momento storico – è assurdo. Concludo con una frase che vorrei dire al mondo intero: “poker is back!”

Noi invece concludiamo con un pizzico di orgoglio italiano. Al tavolo finale del 2-7 Lowball è arrivato anche Dario Sammartino. L’italiano ha iniziato molto bene, conquistando la chiplead iniziale (8 left), ma si è poi arreso a Rep Porter: lo shove di Sammartino si schianta sulla wheel (cioè 2-3-4-5-7) vincente del suo avversario

Un risultato comunque ottimo per Mad Genius che incassa $13.463 e soprattutto carica i motori per la parte più calda delle World Series of Poker 2021.

Questo il payout dell’evento #31 Final Table:

PLACENAMECOUNTRYPRIZE
1Phil HellmuthUnited States$84,851
2Jake SchwartzUnited States$52,502
3Chris VitchUnited States$36,387
4Rep PorterUnited States$25,661
5Joshua FarisUnited States$18,421
6Dario SammartinoItaly$13,463
7Jason LipinerUnited States$10,023
8Kevin GerhartUnited States$7,602

Immagine di testa: anche i giganti piangono. Phil Hellmuth subito dopo la conquista del 16° braccialetto (credits PokerNews)

Fonte per la traduzione dell’intervista: www.assopoker.com