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Il poker di oggi ha alzato l’asticella nel post pandemia, sia in termini di partecipanti ai tornei, sia per il livello del gioco che è salito ulteriormente grazie agli strumenti tecnologici a disposizione (solver su tutti). Ce lo hanno spiegato con chiarezza Alec Torelli e Gabriele Re.

Tuttavia, il buon poker è andato in scena anche negli anni precedenti. Campioni come Daniel Negreanu, giusto per citarne uno, hanno offerto giocate da annali del poker.

Ne proponiamo una, anche se non riguarda l’iconico “KidPoker” canadese.

Daniel Negreanu (credits PokerNews)

L’azione è datata 2018 e ha per protagonsti Gal Yifrach e Art Papazyan. Due rapide parole su di loro.

Entrambi statunitensi, Yifrach e Papazyan sono soprattutto specialisti di cash game, ma si muovono bene anche nel settore dei tornei di poker.

Yifrach vanta 104 in the money live dal 2011 ad oggi, con un best da $543.025 realizzato nel 2025 vincendo il PS NAPT di Las Vegas. Il suo palmares WSOP conta un braccialetto dell’edizione 2018, grazie al $3.000 Six-Handed, e altri due terzi posti (2019 e 2021). Nella lista ci sono anche un anello WSOP circuit (2017) e il buon nono posto nel WPT Championship di Hollywood nel 2023. Il tutto per 2,9 milioni di dollari.

Papazyan ha invece vinto finora 1,9 milioni con 34 piazzamenti a premio ne tornei dal vivo. Il suo fiore all’occhiello è, per ora, la vittoria nel WPT 2017 Main Event di Los Angeles, ripagato da 667mila dollari. Sempre lo stesso anno e sempre con il WPT, il giocatore di Glandale (California) si è imposto nel Maryland Main Event. Il terzo colpo grosso è arrivato lo scorso anno, quando Papazyan ha catturato l’anello del Circuito WSOP Main Event a Los Angeles, per altri $341.800.

Detto questo, passiamo all’azione che li ha visti uno di fronte all’altro in una tappa degli High Stakes Fridays.

I bui sono 50/100 bb ante 100 e c’è l’apertura 3x di un giocatore da utg+1. L’hijack chiama e lo stessa fa Yifrach da bottone, nonostante un modesto 4♣3♥. Papazyan trova A♣8♣ da SB ma decide di tenere basso il piatto e si limita al call. Il Big Blind si unisce al family pot.

L’azione di sposta sulle prime tre carte del board: 7♣2♠3♣. Check fino a Yifrach (D) che da bottone decide di “scremare” un po’ il field: punta 1.100 con coppia di tre e progetto di scala runner-runner. Papazyan, che potenzialmente ha 15 out (2 overcard e progetto a colore nut), replica con un check-raise da 3.700 chip. Tutti foldano tranne Yifrach: chiama e piatto che sale a 9k.

Arriva il turn, un 10♥. Papazyan punta altre 6.800 chip, cioè più di due terzi del piatto, che però non spaventano il suo avversario. Altro call e ultima carta che arriva.

River J♥. A questo punto Papazyan ci pensa un po’ prima di annunciare l’all-in da 33.500 gettoni, circa 4mila in più del piatto. Yifrach controlla il proprio stack, sono 30.500 gettoni, e va nel pensatoio. Non gli serve troppo tempo per uscirne con un clamoroso call vincente, perché il suo avversario deve mostra il draw mancato contro la coppia di 3 presa al flop da Gal Yifrach.

Il suo è davvero un grande call, ma come ci è arrivato? Gal Yifrach ha offerto il suo thinking process nel post partita.

L’origine del dubbio riguarda soprattutto la betting size usata dal suo avversario al turn: piuttosto elevata, il che lo polarizza su una mano di valore, potenzialmente un set, o su un semibluff in draw.

L’all-in al river ripropone lo stesso dilemma, ma il J♥ difficilmente può aver chiuso una scala a incastro, tra l’altro poco compatibile con la giocata di Papazyan al flop. Un po’ di history tra i due (“in precedenza Papazian ha giocato piuttosto tricky contro di me“) e l’esitazione di Papazyan al river hanno fatto il resto: ottima giocata da “giù il cappello” per Gal Yifrach!

Immagine di testa: Gal Yifrach (sx) e Art Papazyan (dx). Credits PokerNews

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