Chi si iscrive a un Super High Roller deve possedere due cose: un budget molto ampio e grandi qualità di giocatore. A dire il vero, la seconda non è strettamente necessaria se uno può accontentarsi dell’esperienza di essere al tavolo con un Daniel Negreanu, un Alex Foxen, un Bryn Kenney e via dicendo, solo per il gusto dello show. Ma per puntare al risultato servono le skills.
Lo sa bene Dejan Kaladjurdjevic che di tornei ad alto/altissimo buy-in ne ha giocati parecchi negli ultimi tre anni, realizzando ottimi risultati. Il montenegrino, dopo anni di palestra competitiva su Internet, nel 2024 è arrivato secondo al Main Event delle Triton Poker Super High Roller Series di Budva (buy-in $132.500), precedendo campionissimi quali Bryn Kenney (8°) e Phil Ivey (4°). Si è arreso solo in heads-up al bielorusso Mikalai Vaskaboinikau, per un payout che supera i tre milioni di dollari.
Da lì in avanti sono arrivati altri sette itm a sei cifre: oggi è il n.2 della All Time Money List del Montenegro, nonché affermato specialista di High/Super High Roller a livello internazionale. E’ comprensibile, quindi, che quest’anno Dejan Kaladjurdjevic abbia deciso di partecipare al $250.000 Super High Roller delle World Series Of Poker.
Le cose, però, non sono andate bene; al contrario, sono andate malissimo perché Dejan Kaladjurdjevic ha dilapidato stack e 250mila dollari in due livelli di gioco!

La prima botta gli è stata rifilata da Stephen Chidwick nel livello iniziale del torneo.
L’azione è presa al flop che mostra J♣9♠8♥. Kaladjurdjevic fa check da Hijack. Il top pro statunitense Alex Foxen (cutoff) ne approfitta per puntare 18.000 chip che Stephen Chidwick chiama da Big Bling. L’azione torna all’original raiser: il montenegrino alza la posta fino a 43.000 in check-raise. Foxen chiama ma il n.2 della All Time Money List tribetta 110.000. L’azione al flop si conclude con due call.
Al turn scende un 6♣ sul quale Chidwick prosegue l’azione aggressiva investendo altri 185.000 gettoni. Kaladjurdjevic chiama quasi instant, mentre un dubbioso Foxen molla la presa. K♠ al river. Il britannico punta 525.000: il montenegrino va nel “think tank”, usa tutti e 5 i time bank disponibili ma alla fine folda.
A questo punto, Dejan Kaladjurdjevic ha già perso un terzo dello stack iniziale di 1,5 milioni. La mazzata decisiva arriva all’inizio del secondo livello, quando i bui sono 3.000/6.000/6.000 bb ante.
Aleksejs Ponakovs apre 13k da middle position e riceve i call di Christoph Vogelsang e Kaladjurdjevic rispettivamente da cutoff e big blind. Flop: 2♥4♦2♠. Check-check dei primi due, Vogelsang punta 14k e il player del Montenegro fa call. Il lituano Ponakovs decide allora di rilanciare in check-raise fino a 55.000 chip. Il tedesco lascia, Kaladjurdjevic controrilancia a 138.000 e Ponakovs chiama. Kaladjurdjevic piazza 260k al turn e riceve un altro call. Il 7♥ al river vede l’all-in del montenegrino. Ponakovs ci pensa un paio di minuti, alla fine dei quali annuncia il call: Kaladjurdjevic è costretto a mostrare il bluff con 5♥3♣, scala mancata, il suo avversario incassa con A♥A♦.
Rimasto con 3bb, Dejan Kaladjurdjevic è riuscito a fare subito triple-up e successivamente a raddoppiare fino ad avere di nuovo circa 15bb. Ha deciso di metterli tutti in mezzo poco dopo con Q♣10♣ contro Brandon Wilson, su questo board al river: J♥6♥2♦2♠Q♠. Call dello statunitense che mostra A♦2♣, trips di 2 vs doppia coppia e il Super High Roller WSOP di Kaladjurdjevic finisce lì.
Immagine di testa: Dejan Kaladjurdjevic (credits WSOP via PokerNews)