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Kimi Antonelli fa tutto ciò che può, ma deve rimandare la festa mondiale. Sul Circuit of the Americas il pilota italiano conquista la pole position, domina il Gran Premio degli Stati Uniti e taglia il traguardo con oltre tredici secondi di vantaggio su Charles Leclerc. È la sua nona vittoria stagionale, probabilmente una delle più autorevoli, ma non basta per chiudere matematicamente il campionato. Lewis Hamilton conclude quarto e George Russell ottavo, mantenendo aperta la corsa iridata per appena due punti. Antonelli arriverà quindi a Città del Messico con il secondo match point consecutivo e la consapevolezza di essere ormai a un passo dalla storia. Dietro di lui, Austin regala una Ferrari finalmente competitiva: Leclerc recupera nel finale e supera Max Verstappen, mentre Hamilton vede sfumare la possibilità di attaccare il podio a causa della Virtual Safety Car provocata dal problema alla Cadillac di Valtteri Bottas. Deludono invece Russell e Oscar Piastri, mai realmente protagonisti. Ecco le pagelle del Gran Premio degli Stati Uniti 2026.

Kimi Antonelli voto 10 e lode

Pole position, partenza perfetta e vittoria con 13 secondi di vantaggio. Antonelli affronta il primo match point della carriera senza mostrare la minima tensione e corre come se fosse abituato da anni a gestire appuntamenti decisivi. La scelta di partire con le Medium, mentre gli inseguitori montano le Soft, gli permette di allungare il primo stint e costruire la gara su una sola sosta. Dopo il pit stop rientra quarto, ma non perde lucidità, raggiunge Leclerc, lo supera sfruttando gomme più fresche e maggiore velocità sul rettilineo, poi riprende il comando senza più voltarsi. La superiorità nei confronti di Russell è impressionante: al traguardo separano i due piloti Mercedes oltre cinquanta secondi. Il titolo non arriva soltanto per i piazzamenti degli inseguitori, ma questa domenica conferma che Antonelli non sta semplicemente vincendo il Mondiale, lo sta dominando.

Charles Leclerc voto 9

Una delle migliori prestazioni stagionali del monegasco. Al via supera Verstappen con una splendida manovra nello “snake”, anche se l’olandese si riprende quasi immediatamente la seconda posizione sfruttando la maggiore velocità della Red Bull. Leclerc non si scompone e resta in lotta, aspettando che la strategia gli restituisca un’opportunità. Dopo la seconda sosta monta le Hard, recupera rapidamente terreno e prima supera Norris, poi completa la rimonta su Verstappen con una manovra decisa. Riprendere Antonelli, ormai distante sedici secondi, è impossibile. Il secondo posto rappresenta il massimo ottenibile, ma è anche la conferma che, quando la SF-26 gli permette di attaccare, Charles continua a trasformare ogni occasione in qualcosa di speciale.

Max Verstappen voto 8

Cerca la terza vittoria consecutiva dopo Sepang e Singapore, ma questa volta deve arrendersi. Parte con le Soft per provare ad attaccare Antonelli nelle prime fasi, ma l’italiano gli chiude subito ogni possibilità. Max reagisce bene al sorpasso iniziale di Leclerc e si riprende immediatamente la posizione. Successivamente deve però fare i conti con un problema al freno motore e con una seconda sosta più lenta del previsto, che gli impediscono di sviluppare completamente la propria rimonta. Nel finale resiste finché può, ma Leclerc possiede gomme e ritmo superiori. Il terzo posto interrompe la serie di vittorie, non quella dei podi. Anche in una giornata complicata, Verstappen resta lì davanti.

Lewis Hamilton voto 8

Il quarto posto ha il sapore dell’occasione mancata. Hamilton disputa una gara concreta, mantiene un ritmo competitivo e, nell’ultima parte, supera Norris per lanciarsi all’inseguimento di Verstappen. La Virtual Safety Car causata dal problema di Bottas arriva però nel momento peggiore e congela la corsa proprio mentre Lewis stava riducendo il distacco dalla Red Bull. Senza quella neutralizzazione avrebbe probabilmente avuto la possibilità di attaccare il podio. Dopo le difficoltà strategiche di Singapore, Hamilton risponde con una prestazione solida e contribuisce a mantenere aperta matematicamente la lotta mondiale. Un buon risultato, anche se la Ferrari aveva il potenziale per piazzare entrambe le monoposto sul podio.

Lando Norris voto 7 e mezzo

La McLaren sceglie la strategia a una sola sosta e Norris riesce a farla funzionare meglio di Piastri. Per buona parte della gara occupa una posizione potenzialmente utile per il podio, soprattutto quando Verstappen resta bloccato alle sue spalle. Nel finale, però, la differenza di gomme diventa troppo grande. Max lo supera e Leclerc completa poco dopo la stessa manovra. Norris deve cedere anche a Hamilton e chiude quinto. Non commette errori evidenti e gestisce bene le Hard, ma la McLaren non possiede il passo necessario per difendersi dalle vetture più veloci.

Liam Lawson voto 7

Ancora una volta è il migliore alle spalle dei quattro top team. Lawson entra nella top ten per la tredicesima volta in stagione, consolidando una continuità che ormai non può più essere considerata una sorpresa. Il neozelandese evita i problemi, gestisce bene le gomme e conclude nono, portando altri punti alla Racing Bulls. Gli mancano i riflettori dei grandi protagonisti, ma non la sostanza.

Isack Hadjar voto 6 e mezzo

Compromette buona parte della gara con una partenza poco brillante, nella quale perde cinque posizioni. Da quel momento è costretto a ricostruire e prova a farlo attraverso una strategia su due soste. Il sesto posto finale limita i danni e conferma la competitività della Red Bull, ma resta la sensazione che con uno scatto migliore Hadjar avrebbe potuto lottare almeno con Norris e Hamilton. Una gara positiva nella rimonta, incompleta nel risultato.

Oscar Piastri voto 5

Un’altra domenica anonima per l’australiano. Non trova mai il ritmo di Norris e non riesce a rappresentare una minaccia per i piloti davanti. La McLaren gli chiede anche di lasciare passare il compagno, certificando una differenza di prestazione evidente. Conclude settimo, ma senza lasciare traccia. Dopo una prima parte di stagione già complicata, Piastri continua a perdere terreno proprio quando sarebbe necessario mostrare una crescita.

George Russell voto 4

La sconfitta più pesante non è l’ottavo posto, ma il confronto con Antonelli. Russell parte male, fatica a difendersi dalle McLaren e riceve cinque secondi di penalità per aver mantenuto la posizione dopo essere uscito dal tracciato nel duello con Piastri. La sanzione lo penalizza ulteriormente, ma non basta a spiegare un distacco superiore ai cinquanta secondi dal compagno. Mentre Antonelli domina dalla pole, George resta intrappolato nel gruppo e non trova mai il ritmo per risalire. La matematica lo tiene ancora in corsa, ma Austin racconta una realtà molto diversa: Russell non sembra più credere davvero nella rimonta mondiale.

Ferrari voto 9

Secondo e quarto posto, grande ritmo nel finale e una strategia aggressiva che permette a entrambi i piloti di recuperare. La Ferrari non riesce a contrastare Antonelli, ma lascia Austin con la conferma di aver ritrovato competitività. Leclerc concretizza il potenziale con una splendida seconda posizione, Hamilton manca il podio soprattutto per una Virtual Safety Car sfavorevole. Dopo mesi complicati, la SF-26 torna a essere una monoposto capace di attaccare e non soltanto di difendersi. Austin non consegna ancora il titolo ad Antonelli, ma rende il verdetto quasi inevitabile. Kimi lascia il Texas con nove vittorie, un margine enorme e appena due punti ancora da conquistare per chiudere i conti. La festa è soltanto rimandata: domenica prossima, in Messico, l’Italia potrebbe finalmente tornare sul tetto della Formula 1.