Pochi giorni all’inizio dei lavori in casa Virtus Bologna, che in questa estate ha rinnovato molto: dal coach a diversi giocatori, per provare a cambiare passo e rifarsi dopo la deludente passata stagione. Il raduno ufficiale è previsto per il 24 agosto, ma nelle prime settimane saranno i collaboratori del coach a guidare il lavoro quotidiano, per via dell’assenza di Alex Mumbrù impegnato con la nazionale tedesca, che rientrerà solo al termine del lavoro con essa. A ranghi ridotti anche l’inizio della preparazione per quanto riguarda i giocatori: Ferrari e Baldasso sono con l’Italia, Klintman con la Svezia, Diarra con il Mali e Kokila con l’Angola. Sono attesi quindi in città Hackett, Carr, Bello, Frazier, Moore Jr., Edwards (non più Carsen, ma Kessler), Alston Jr, Diouf, Baiocchi e Berlingeri.
In regia addio a Pajola, il volante l’avranno Carr e Bello
Secondo quanto riportato da Luca Muleo sulle pagine del Corriere dello Sport, possono essere tre le situazioni fondamentali per l’imminente futuro bianconero, considerando le tante novità nel roster, che ad esempio, non avrà più dopo tanti anni Alessandro Pajola, giocatore sul quale la squadra aveva spesso affidato molte del proprie fortune. In cabina di regia ci saranno Marcus Carr e Rasheed Bello, con il supporto di Trent Frazier, mentre Hackett cambierà collocazione tattica partendo da guardia. La staffetta tra il canadese e l’americano dovrebbe permettere di avere diverse opzioni sul parquet, mantenendo ritmi costantemente elevati sfruttando al massimo la velocità e l’atletismo degli ultimi arrivati.
Senza più senatori, serve da subito trovare leadership
L’altra importante sfida di Mumbrà sarà legata alla personalità e alla costruzione di una nuova leadership. Salutati diversi senatori come Teodosic, Belinelli, Shengelia, ma anche lo stesso Pajola, il gruppo dovrà trasformare l’incoscienza giovanile in maturità competitiva. In un collettivo dove molti stranieri sono debuttanti a questi livelli, un ruolo determinante l’avrà il blocco italiano, guidato da Diouf e Ferrari, confermati, con l’ausilio del nuovo arrivato Casarin, chiamato a una stagione di conferma dopo le belle cose mostrate l’anno passato a Cremona.
Decisivo l’apporto dei (giovani) lunghi
Il terzo, e non meno importante, snodo cruciale di questa stagione bianconera è relativo ai lunghi e al controllo dei rimbalzi, da sempre ago della bilancia per le sorti della Virtus. La formula per proteggere l’area si poggia sull’energia e la freschezza di tre centri classe 2001 (Momo Diouf, Aliou Diarra e Kevin Kokila), chiamati a garantire centimetri, tenuta difensiva e presenza sotto le plance in attacco, dove sarà importante la capacità di creare soluzioni alternative agli esterni.
Amalgamare tutto e tutti sarà la prima sfida di Mumbrù
Se queste tre “regole” verranno seguite e rispettate dalla squadra, la Virtus avrà gettato le fondamenta per affrontare da protagonista la stagione sia in campo nazionale sia internazionale, senza dimenticare che, ancor prima di tutto ciò, sarà fondamentale per Mumbrù trovare l’amalgama tra giocatori che non si conoscono, creando da subito quella coesione necessaria per disputare un’annata lunga e ricca di impegni.

