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È già in archivio anche la quarta giornata di Serie A 2026/27. Dopo 360 – e rotti – minuti di gioco, il verdetto sembra piuttosto chiaro: Roma e Inter si giocheranno lo Scudetto punto a punto, con il Como ad insediarle e almeno una tra Milan, Juventus e Napoli a recitare un ruolo d’antagonista – alla lunga, non certo allo stato attuale delle cose. La Lazio, che è quarta dopo un’altra ottima prova – contro il Milan –, ha una qualità inferiore alle citate, senza contare Atalanta e Fiorentina, e calerà alla distanza.

Intanto, però, possiamo formulare qualche ipotesi sullo stato dell’arte del campionato. Per l’esattezza, ne formuliamo cinque, alla luce di quanto visto in questo turno chiusosi ieri coi tre posticipi di Roma, Como e Inter – tutte vincenti.

  1. Malen vuole stracciare ogni record (e può farlo) – se qualcuno aveva dei dubbi sul rendimento di Donyell Malen al principio del nuovo campionato, dopo una seconda parte di stagione in cui ha dominato i campi di Serie A, probabilmente ora li ha dissipati. Già Gasperini aveva dichiarato due settimane fa che l’olandese poteva raggiungere Immobile ed Higuain nel loro record di 36 gol stagionali. Qualcosa ci dice che potrebbe fare anche meglio. Malen ha segnato finora 6 reti in 4 partite, ma la cosa incredibile è che segna in tutti i modi. Testa, destro, sinistro, ieri pure d’astuzia. La Roma ha l’attaccante più forte della Serie A, un attaccante che può riscrivere la storia del ruolo.
  2. L’Inter ha davvero due squadre? – ieri mancavano tanti interpreti titolari all’Inter di Christian Chivu, e all’inizio si era pure visto. L’Udinese avanti dopo 20’ preannunciava una giornata tetra a San Siro per i nerazzurri: poi l’espulsione di Kolarov, componente dello staff dell’allenatore romeno, ha come dato la scossa ai ragazzi in campo. 1-2, 2-2, 3-2, 4-2, 5-2. Quinta rimonta dell’era Chivu, di nuovo da 0-2 come capitato contro il Napoli una settimana fa. In generale, una squadra dal potenziale offensivo clamoroso, ma un po’ ballerina dietro. Una squadra, soprattutto, che ha tantissime opzioni in rosa, e ieri lo ha dimostrato ancora una volta. Tutti parlano di Esposito, giustamente, molti di Mkhitaryan e Stones, ma cosa dire di Carlos Augusto? L’assenza di Dimarco voi l’avete avvertita?
  3. Il Cagliari gioca un calcio bellissimo – contro il “dinoSarri” Maurizio, allenatore della Dea, come alcuni a Roma lo hanno ribattezzato per il suo stile catenacciaro e un po’ incompiuto, si ha fatto da contraltare la freschezza creativa di Fabio Pisacane, un allenatore bravo davvero, che già lo scorso anno aveva fatto vedere cose importanti. È il Cagliari la vera sorpresa del campionato con 9 punti in 4 partite. La sua squadra è giovane, gioca bene, soprattutto sa vincere contro squadre più forti di lei. Bisogna solo capire fino a dove questa freschezza potrà arrivare. Per ora, godiamocela – che fa ancora caldo.
  4. Stroppa non è adatto per la Serie A – esperto in promozioni dalla Serie B alla Serie A, Giovanni Stroppa, allenatore del Venezia, è ancora a zero punti nella massima serie – un campionato dove non è ancora riuscito a fare nessun punto. Per carità siamo solo alla quarta giornata, ma la prossima del Venezia (che ha perso 2-4 contro una Fiorentina al collasso) è in casa contro la Lazio. Tradotto: ultima fermata per Stroppa, e forse anche per la squadra lagunare, grande protagonista del mercato estivo, deludente comparsa finora in campionato.
  5. Spalletti si è ingarbugliato di nuovo – la Juventus si è sciolta a Sassuolo. Non è la prima volta che i neroverdi banchettano sulla Vecchia Signora nella loro storia, ma questa volta la sensazione è stata diversa. Il Sasol poteva vincere al 70’, poteva vincere di nuovo facilmente all’88’. Si è fatta riprendere due volte ma nonostante ciò ha nuovamente aggiustato le cose al minuto 93, con quell’azione da calcio d’agosto in cui Adzic, ricevuta palla da Laurentie, ha puntato Douglas Luiz con un ritmo che non si vede neanche in allenamento (il giovedì, nello scarico). Il resto è storia, e sbroccata di Spalletti ai microfoni di Sky («perché piangi?», ha detto Lucianone a Giovanni Guardalà, inerme e allibito). Spalletti si è incartato di nuovo come accaduto in Nazionale. E ora il suo sposalizio con la Juventus non è più cosa certa. Conte e Deschamps sono alla porta.