Starcraft 2 for dummies: i consigli di “Reynor”

Share on facebook
Share on twitter
Share on email
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

E’ considerato l’eSports che più si avvicina agli scacchi. Non è però il più giocato nel mondo, in realtà per numeri è un videogame di nicchia. L’attuale campione del mondo è italiano.

Dopo questi tre indizi dovrebbe essere già chiaro che il soggetto è Starcraft 2, il videogame competitivo targato Blizzard Entertainment. La storia di Starcraft inizia nel 1998, quando esce la prima versione, seguita nel 2010 dal lancio del secondo capitolo della saga, anch’esso composto da una trilogia. Perché Starcraft non è solo un videogioco molto tattico, ma è anche una serie di romanzi nei quali viene raccontato un mondo di fantascienza abitato da tre razze.

Per chi è appassionato di wargame (non solo virtuali, ma anche 3D), diremo che c’è una certa somiglianza con l’universo creato da Games Workshop nel gioco di miniature Warhammer 40.000: ad esempio, gli Zerg di Starcraft assomigliano per design e stile di combattimento ai Tiranidi di WH40K, stesso discorso per Protoss/Eldar e per Terran/Space Marine. Sembra infatti che, più o meno all’inizio degli anni ’90, Games Workshop e Sylicon & Synapse (la futura Blizzard) siano stati sul punto di realizzare insieme un videogame strategico per Warhammer Fantasy Battle, ma alla fine la cosa non ha avuto seguito. Forse perché nel frattempo Blizzard aveva già pronto il suo primo successo, ovvero Warcraft che di fatto può essere considerato il predecessore di Starcraft in ambiente fantasy. Ma è abbastanza chiaro che la sbirciatina nel mondo della GW ha influenzato la scelte di Blizzard per la svolta sci-fi.

Dal punto di vista competitivo, Starcraft è stato da subito il terreno di caccia dei giocatori sudcoreani che hanno dominato la scena per oltre un decennio. Poi, un po’ alla volta, si sono affacciati nomi nuovi, come quello del finlandese Joona “Serral” Sotala e dell’italiano Riccardo “Reynor” Romiti. Il giovane toscano (classe 2002) è diventato campione del mondo qualche mese fa, dopo la vittoria ottenuta nell’Intel Extreme Masters di Katowice. Chi meglio di lui, dunque, per farci spiegare un po’ meglio cos’è Starcraft 2?

Ciao Riccardo e grazie per la tua disponibilità. Per cominciare, come mai hai scelto Starcraft 2?

Ciao a tutti gli amici di PokerStarsnews.it! In realtà, la ragione è quasi esclusivamente legata alla copertina del gioco! Avevo 8 anni e un giorno sono entrato con mio papà (appassionato di videogiochi, ndr) in un negozio, ho visto la confezione di Starcraft 2 e da quel momento non c’è stato niente da fare: volevo quel gioco e nient’altro. In realtà mi piace la sci-fi, però non posso dire che a 8 anni sia stata quella la ragione che mi ha convinto. Piuttosto sono stato io a convincere mio papà, ma è stato abbastanza facile perché aveva già sentito parlare molto bene del gioco da alcuni amici. E da lì in poi è stato tutto e solo Starcraft, sia per me che per lui.

Amore a prima vista, si potrebbe dire. Ma esattamente cos’è Starcraft?

E’ uno strategico in tempo reale (RTS, real-time strategy), che non va confuso con i MOBA che oggi sono molto più diffusi (Dota, LoL ndr). Ci può essere qualche analogia, soprattutto a livello grafico, ma direi piuttosto che sono stati i MOBA a prendere spunto dagli strategici di Blizzard: ad esempio, League of Legends si è ispirato a Warcraft. Rispetto ai MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), Starcraft è molto più simile agli scacchi.

Perché si sente spesso questo associazione?

Perché a livello concettuale sono molto simili. E’ necessario tenere presente quello che fa l’avversario, avere una strategia precisa in mente ma adattarla alle mosse di chi ti sta di fronte, come negli scacchi. Non si può giocare a Starcraft in maniera standardizzata: devi sempre avere un piano per aggirare le mosse dell’avversario.

Che tipo di caratteristiche sono necessarie per diventare buoni giocatori di Starcraft?

La prima cosa che dico sempre è che ci vuole pazienza. Tanta. In chat spesso i neofiti mi scrivono che sono disperati perché continuano a perdere. Io rispondo che è normale e che devono mettersi l’anima in pace. Nei primi mesi è inevitabile prendere un sacco di batoste perché è un gioco difficile, ci sono tante cose da imparare. Vinci una partita su quattro all’inizio, se va bene. Io gioco da quando ero bambino, e sono arrivato ad alto livello solo di recente. Ci ho messo quasi 11 anni, fate un po’ voi!

Oltre a una buona disposizione ad incassare e a una mente agile, cos’altro serve?

Sicuramente riflessi e velocità. E’ un real time, quindi bisogna saper rispondere in fretta alle mosse dell’avversario o essere rapido nell’anticiparlo. Intendo velocità non solo mentale ma anche manuale con la tastiera. Questo è un aspetto che forse riguarda più il mondo competitivo, ma se vuoi performare bene devi essere rapido. Vale la pena ricordare che a Starcraft si può giocare anche 2 vs 2, 3 vs 3, 4 vs 4, ma le competizioni sono solo 1 contro 1.

A chi ha qualche anno in più, Starcraft potrebbe ricordare giochi “vintage” quali Age of Empires oppure Warhammer 40K: Dawn of War. Dopo tutto, si tratta di gestire un piccolo esercito composto da unità di vario tipo…

Sì, è proprio così. In Starcraft ogni razza ha parecchie unità e questo è uno degli elementi che rendono strategico il gioco. Ogni unità svolge determinate funzioni e ha dei plus e dei minus contro altre unità. Devi saperle utilizzarle al meglio.

Quindi è importante conoscere anche quelle dell’avversario?

Sì, è fondamentale. Questo è un consiglio che do a tutti: provate tutte le razze prima di sceglierne una! Solo così potete capirne i punti di forza e le debolezze.

Tu giochi con gli Zerg: perché hai scelto questa razza?

Perché si adatta perfettamente al mio concetto di battaglia: picchiano meno di altri, ma sono tanti e sono veloci! I Protoss sono più una razza d’élite, pochi ma forti. I Terran invece sono una via di mezzo tra queste due.

Pazienza nell’apprendimento, conoscenza dell’avversario e sviluppare riflessi fulminei. Questi sono i tuoi suggerimenti per i neofiti. Ma un pizzico di fortuna c’è in Starcraft?

No, la fortuna conta zero in questo videogame. E’ tutto strategia e abilità ed è anche per questo che mi piace: quando perdi è solo colpa tua, quando vinci vuol dire che sei stato più bravo del tuo avversario. In qualche altro videogame la fortuna può avere un piccolo ruolo. Questa è una discussione ancora aperta, per esempio nei videogame di carte un po’ di aleatorietà c’è. Qui no, ed è un’altra ragione per la quale Starcraft è molto simile agli scacchi.

Chiudiamo con una domanda su di te. Quali sono i tuoi prossimi impegni?

A breve iniziano i tornei più importanti. Il competitivo di Starcraft è impostato sui DreamHack, tornei dove si ottengono punti per accedere al mondiale. A fine maggio iniziano proprio i DreamHack. Quest’anno ce ne sono 4 se non sbaglio, e poi a marzo 2022 arriva il mondiale, al quale accedono i migliori giocatori per aree: 8 coreani, 8 europei e 4 americani.

In bocca agli Zerg allora!

Grazie, a patto che non crepino, però! Buon Starcraft a tutti!

Immagine di testa Courtesy of QLASH

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on email
Email
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email