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Da tempo le università sono diventate un’ottima pista di atterraggio per gli eSports.

In termini di attività competitive, il caso più noto è probabilmente quello dell’Amazon University Esports, un campionato universitario promosso dal colosso mondiale dei “marketplace” in alcuni Paesi europei – tra questi c’è l’Italia -, in America Latina e nell’area MENA (Middle East+Nord Africa) dove gli studenti si sfidano su 5 titoli. Quest’anno Amazon ha scelto LoL, Valorant, Teamfight Tactics, Clash Royale e Rocket League.

Oppure ci sono altri tipi di partnership, come le sponsorizzazioni. Recentemente l’Università di Warwick ha stretto un accordo con Chillblast, produttore britannico di PC per il gaming, che sponsorizzerà una serie di eventi di Valorant all’interno dell’ateneo e offrirà agli studenti prezzi speciali sui suoi prodotti.

Ma il passo forse più interessante degli eSports verso le università è rappresentato dalle borse di studio e dai corsi dedicati al mondo dei videogame competitivi.

Immagine by Confetti Institute of Creative Technologies/esportsinsider.com

Il primo college ad offrire borse di studio per meriti esportivi è stata la Robert Morris University nel 2014. Il college americano ha iniziato con 19.000 dollari di borsa per ogni studente capace di distinguersi nel competitivo di League of Legends. Con questa operazione, l’Università dell’Illinois ha per prima riconosciuto il ruolo crescente degli esports, equiparandolo a quello degli sport tradizionali.

Dall’operazione della Morris University, l’idea di valorizzare i giovani giocatori si è allargata a macchia d’olio prima negli States e poi nel Regno Unito. L’università di Roehampton (UK) ha seguito l’esempio della Morris e da qualche anno mette a disposizione borse di studio da £1.500 per esporters di talento. Alcune di queste sono riservate alle giocatrici.

Ma entrambi i Paesi hanno scelto di andare oltre la competizione e di guardare anche al curriculum. Soprattutto nel Regno Unito dove questa tendenza è in crescita costante. Oggi molte università e college britannici offrono percorsi di formazione per coloro che vogliono costruirsi una professione nel mondo degli eSports.

Un esempio è quello del Confetti Institute of Creative Technologies, dipartimento della Notthingham Trent University. Il Confetti, che dal 2022 collabora con GGTech Entertainment e NUEL (piattaforma di eSports studenteschi), propone tre corsi universitari e postuniversitari sulle tecnologie e sui processi organizzativi di un evento live di eSports. Un vero e proprio apripista per chi desidera entrare in questo settore lavorativo.

Il Confetti e l’Università di Nottingham non sono le uniche strutture educative in UK che guardano alle professioni degli eSports. L’Europa continentale è invece in ritardo su questo fronte. Ma visto che la distanza dall’isola non è molta, per chi fosse interessato il sito esportsinsider.com propone un elenco di corsi sugli eSports organizzati nelle università britanniche.

Lo riportiamo qui sotto, con i link ai corsi specifici:

LAUREA TRIENNALE SUGLI ESPORTS

LAUREA TRIENNALE SPECIALISTICA

College of Esports – Esports Coaching and Management (BA)

College of Esports – International Esports Business (BA)

College of Esports – International Esports Business & Digital Marketing (BA)

College of Esports – International Esports Business & Digital Media (BA)

College of Esports – International Esports Business & Events Management (BA)

Nottingham Trent University (Confetti Institute of Creative Technologies) – Esports Production (BSc)

Sheffield Hallam University – Esports Management (BA)

University of Chichester – Esports and Sports Media (BA)

University of Sunderland – Esports Event Management (BSc)

CORSI POST LAUREA

Immagine di testa credits iStock