Nei precedenti articoli dedicati a Riftbound, il gioco di carte collezionabili basato sul videogame League of Legends di Riot Games, abbiamo parlato della sua genesi e soprattutto dell’impatto molto buono che sta avendo sul mercato internazionale. Non si tratta solo di un’esperienza per collezionisti, ma anche – e soprattutto – di un GCC competitivo. Per questo motivo vale la pena fare una rapida carrellata sulle sue regole, per capire come si gioca a Riftbound.
Il titolo prodotto da Riot Games è pensato per partite da 2 a 4 giocatori. Chi arriva da altri trading card games strategici di sicuro non avrà difficoltà ad entrare nella logica di gioco. Riftboud, però, è facile da imparare anche per chi è nuovo a questo genere.
In generale, si tratta di gioco di carte collezionabili che premia una strategia incentrata sul controllo del campo con gestione intelligente delle risorse.
Per giocare a Riftbound è necessario prima di tutto costruire un mazzo di carte o partire da un mazzo precostituito, come quelli disponibili nel set base Origins. Nel mazzo c’è almeno un campo di battaglia (Battlefield) che deve essere conquistato e/o difeso. Ogni volta che un giocatore conquista un Battlefield, guadagna 1 punto. Se mantiene il controllo all’inizio di un altro turno, guadagna 1 punto aggiuntivo. Questo meccanismo si ripete ad ogni turno: il primo giocatore che raggiunge 8 punti (o 11 in modalità a squadre) vince la partita.
L’altro elemento chiave inserito nel mazzo è la Champion Legend: questa carta determina il modo di giocare, influenza quali carte si possono usare e guida l’approccio tattico generale. La Champion Legend definisce anche i Domain (simili ai colori in altri TCG), che rappresentano i tipi di Rune utilizzabili.
Un mazzo di Riftbound è quindi composto da:
- 1 Champion Legend, la carta principale che determina la strategia e i colori (Domains) del mazzo;
- 12 carte Runa, che fungono da risorse per pagare i costi delle carte;
- 40 carte Main Deck, incluse unità, magie e altro;
- Battlefield cards, che rappresentano i luoghi da conquistare.
Le carte vengono utilizzate durante i Turni dei giocatori. Ogni turno si articola in diverse Fasi, tra cui:
Action Phase: vengono messe in campo le carte e attivate le abilità;
Awaken: fase di rigenerazione delle carte “esauste”;
Beginning: inizia il turno e si guadagnano punti per i Battlefields controllati;
Channel: i giocatori aggiungono due Rune da usare come risorse;
Draw: i giocatori pescano una carta dal mazzo principale.

Le Rune sono una delle chiavi principali del gioco. Attraverso le Rune, che fanno parte di un secondo mazzo specifico, vengono pagati i costi delle carte. Come detto in precedenza, ogni turno i giocatori ricevono due nuove Rune, da utilizzare in due modi: Esaurite (“tappate”) girandole orizzontalmente per pagare la maggior parte dei costi di energia delle carte, oppure Riciclate (messe in fondo al mazzo delle Rune) per pagare costi di potere più elevati o abilità potenti in fasi di gioco successive.
Questa meccanica di gestione delle Rune è un tratto distintivo del gioco e crea decisioni strategiche importanti tra risparmiare risorse o spenderle per guadagni immediati.
L’azione sicuramente più carica di adrenalina è quella dello scontro. Quando le unità di un giocatore si muovono su un Battlefield già occupato dall’avversario, scatta un combattimento (Showdown). Le unità – cioè le carte che possono attaccare o difendere – usano il loro valore di Might per infliggere danni. Se i difensori vengono eliminati, il Battlefield passa all’attaccante che così guadagni punti.
Ci sono infine alcune regole specifiche che riguardano il combattimento. Le magie (Spells) producono effetti immediati e poi vanno nel cestino, mentre il Gear è un tipo di carta che resta in gioco con effetti continuativi. Alcuni effetti possono essere attivati anche durante il combattimento o in risposta a mosse avversarie.
Per approfondire le dinamiche di gioco, il rimando è al sito di Riftbound.
Immagine di testa credits Riot Games