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Young Boys-Atalanta: la Dea all’ultimo respiro

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Ancora una volta l’Atalanta è protagonista di una prestazione dalle innumerevoli sfaccettature in Champions League: sul campo sintetico dello Young Boys, a Berna, finisce 3-3 alla fine di una partita che nell’arco dei 90 minuti è stata dominata, gestita, sofferta, persa e riagguantata.

Gasperini e i suoi ragazzi non hanno risparmiato nulla agli animi (e alle coronarie) dei tifosi bergamaschi: il pareggio lascia aperte le possibilità di qualificazione ma obbliga la Dea alla vittoria nell’ultimo turno, quando ospiterà a Bergamo il Villarreal.

L’ennesimo vantaggio sprecato e l’infortunio di Zappacosta

Sono due gli elementi che preoccupano maggiormente Gasperini dopo la partita di Berna: la preoccupante tenuta difensiva della sua squadra e l’ennesimo infortunio subito da un esterno di fascia, questa volta Davide Zappacosta.

L’esterno destro infatti è rimasto vittima di un brutto trauma contusivo-distorsivo alla caviglia, a seguito di uno sfortunato contrasto con Ngamaleu sul finale di primo tempo. Non si conosce ancora l’entità dell’infortunio, ma le prime impressioni non sono state buone ed è facile immaginare che il giocatore affiancherà ai box i pari ruolo Gosens e Hateboer per le prossime partite.

Sono quindi ben tre gli esterni di fascia, ruolo che è stato a dir poco fondamentale nei successi atalantini degli ultimi anni, costretti in infermeria. Per Gasperini nelle prossime settimane le scelte saranno obbligate, con Joakim Maehle spostato nuovamente a destra e Giuseppe Pezzella a sinistra, due giocatori che iniziavano la stagione come rincalzi.

Ma al di là del discorso sui singoli uomini, il dato più preoccupante emerso nel pareggio contro lo Young Boys è la tenuta difensiva e la capacità di gestire il risultato dell’Atalanta. In vantaggio per ben due volte, con Zapata dopo 10 minuti e con Palomino dopo 6 minuti dall’inizio della ripresa, la Dea si è fatta rimontare per ben due volte, e nel secondo caso addirittura superare nel punteggio nell’arco di 5 minuti.

Dopo il vantaggio ottenuto la squadra ha progressivamente perso intensità, in particolare nel pressing a centrocampo, lasciando fin troppo scoperta una linea difensiva dove le uscite in anticipo di Demiral non sono sempre andate a buon fine. Troppo spesso de Roon e Toloi si sono trovati in affanno sulle marcature sui diretti avversari.

È la 4ª volta in 5 partite che l’Atalanta spreca il vantaggio ottenuto: è già successo a Villareal e nelle due partite contro il Manchester United. In tutti questi casi i nerazzurri erano riusciti a portarsi in vantaggio nel primo quarto d’ora di gioco, per poi perdere di intensità nel progredire della partita.

L’unico caso in cui sono riusciti a mantenere il vantaggio, all’andata contro lo Young Boys, corrisponde all’unico caso in cui non hanno trovato il gol in apertura di match e hanno mantenuto l’attenzione costante per tutta la partita, andando in vantaggio a metà ripresa.

Zapata e Muriel: certezza il primo, ritrovato il secondo

Il lato positivo del pareggio di Berna è rappresentato dall’ennesima conferma del potenziale offensivo della Dea.

In una serata in cui Ruslan Malinosvkyi ha spesso girato a vuoto lontano dalla porta e in cui Mario Pasalic si è speso più in un lavoro di copertura che di raccordo tra i reparti, Duvan Zapata è stato una spina costante nella difesa svizzera, trovando il gol con un controllo e tiro fulmineo in mezzo all’area e riuscendo poi a calamitare vari palloni svariando lungo tutto il fronte d’attacco, favorendo gli inserimenti dei compagni e producendosi in penetrazioni offensive sempre pericolose.

Ma se Zapata è la certezza nell’attacco orobico, visto il suo strepitoso momento di forma, l’imprevedibile sorpresa è rappresentata dal connazionale Luis Muriel, capace di trasformare nel fondamentale gol del pareggio il primo pallone toccato all’ingresso in campo all’87°, una punizione dal limite insaccata con una parabola perfetta a scavalcare la barriera.

Si tratta del secondo gol consecutivo da subentrante di Muriel in questa stagione, dopo un inizio di stagione particolarmente deludente. Se Gasperini ha finalmente ritrovato la sua arma segreta, il giocatore che più di ogni altro in Serie A ha segnato partendo dalla panchina, può anche effettivamente pensare a metodi diversi per gestire la partita nell’arco dei 90 minuti.

Obiettivo qualificazione: battere il Villarreal

Per centrare l’obiettivo degli ottavi di finale, la Dea non ha alternative se non quella di sconfiggere in casa il Villarreal, attualmente avanti di un punto nel girone. Sarà una partita difficile e combattutissima: gli spagnoli, come da tradizione, attuano un calcio fatto di possesso palla e densità a centrocampo, dove gestiscono con pazienza la palla attendendo il momento giusto per trovare l’imbucata vincente in area. A Bergamo dovrebbe rientrare Gerard Moreno, il centravanti più pericoloso della squadra.

In campionato sono nettamente staccati dal gruppo di testa, per cui il passaggio del turno in Champions al momento è il loro obiettivo principale. 

Ma attenzione: in caso di sconfitta contro il Villareal non si saluterebbe solo la Champions League, ma sarebbe a rischio anche l’eventuale accesso agli spareggi di Europa League: se lo Young Boys dovesse infatti vincere in casa del Manchester United (già sicuro del primo posto e con un nuovo allenatore ancora da nominare) scavalcherebbe l’Atalanta al 3° posto, sancendo quindi l’eliminazione della Dea da qualsiasi competizione.

In caso di arrivo a pari punti con gli svizzeri (in caso quindi di pareggio contro il Villareal e vittoria svizzera a Manchester), il vantaggio negli scontri diretti premierebbe invece gli orobici.

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