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C’è una verità che si dice troppo poco spesso in questo sport: nel calcio esistono gli avversari. E così l’Atalanta, che affronterà l’Union Saint-Gilloise nell’ultima giornata della fase-campionato della UEFA Champions League, merita gli onori soprattutto per le squadre che ha affrontato finora.

Sull’Union SG, diciamo appena due parole: la squadra belga è prima nel campionato nazionale, ma in Champions League finora ha faticato terribilmente, è 31esima (su 34) e ha vinto appena 2 partite su 7, perdendone 5 senza pareggiarne neanche una. Tutto questo è per dire che i belgi non possono costituire una vera minaccia per la Dea, comunque già sicura del pass almeno per la fase finale – da capire se tra le prime otto, difficile ma non impossibile.

Luci e ombre col Bilbao

Dicevamo che nel calcio esistono gli avversari. Ecco, è vero che il Bilbao prima di vincere a Bergamo aveva faticato non poco in Champions, ma i baschi hanno mostrato comunque una qualità che nel nostro campionato non si vede ogni domenica, dimostrando inoltre un coraggio e una determinazione mentale da grande squadra.

È vero che l’Atalanta ha perso la partita senza neanche capire bene come, perché la prestazione c’è stata e a tratti è stata dominante, ma appunto vanno considerati gli avversari specie in una competizione di questo livello. Siamo sicuri che la Dea, contro l’Union SG, non commetterà gli stessi errori, manterrà l’attenzione costante e cercherà con tutte le sue forze di far felici i propri tifosi.

Le parole di Palladino dopo la bella vittoria (4-0) contro il Parma in Serie A ce lo suggeriscono con la forza di una retorica che non è demagogica, ma motivazionale.

Chiudere bene, sognare meglio

Il match contro i Ducali, in effetti, ha mostrato un’Atalanta vogliosa di riscatto, capace poi di coinvolgere tutti gli elementi della rosa – e che rosa – nel ricomporre certi possibili strappi, o quantomeno strascichi psicologici, che la sconfitta di pochi giorni prima in Champions avrebbe potuto lasciare.

I due “nuovi” – considerando la stagione nel suo complesso – Krstovic e Raspadori hanno dato risposte più che confortanti, andando in gol come Scamacca nel primo tempo. Non abbiamo le statistiche sottomano, ma non si vede spesso che tutti gli attaccanti della rosa vadano in gol nella stessa partita.

Krstovic, aldilà dei gol, ha una grande mentalità. La sua mentalità deve essere quella della squadra. Raspadori deve giocare dietro la punta, occupare quegli spazi ed è molto bravo a farlo”. Così ha parlato Palladino, che ha poi ribadito come a lui piaccia “dare libertà agli attaccanti. Non devono però essere individualisti, dobbiamo giocare di concerto”.

Arriviamo così alle parole sulla Champions, indicative sia per la voglia di riscatto – manifestata con la vittoria 4-0 sul Parma, appunto – che per le possibilità di passare la fase-campionato nelle prime otto. Palladino ha detto: “La partita di Champions ci ha fatto male a livello psicologico. La squadra è stata brava a rialzarsi e ha reagito positivamente. Fare quattro gol al Parma non era semplice. Nel secondo tempo abbiamo difeso molto bene”. Tutto questo è frutto di un lavoro mentale che l’allenatore ex-Fiorentina sta mirabilmente svolgendo sui suoi ragazzi: “Il giorno libero è servito a liberare la mente. Siamo riusciti a analizzare lucidamente gli aspetti che non sono funzionanti”. Siamo convinti che lo vedremo anche nell’ultima partita in Champions contro il Saint-Gilloise.