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Due squadre molto simili, un solo risultato utile

L’Italia di Roberto Mancini è chiamata a reagire. La sconfitta (0-2) contro il Belgio ha lasciato una sensazione amara, non tanto per il risultato – tutto sommato ipotizzabile – ma per il modo in cui è arrivato. Gli azzurri non hanno mai davvero controllato la partita, né hanno dato l’impressione di poter mettere in difficoltà i Diavoli Rossi di van Bommel.

Il Mancio ha parlato di «ottima reazione», da cui ripartire, vista nella ripresa. Ma davvero questo è il livello della nostra Nazionale? Nonostante i venti contrari di tempesta, la mancanza diffusa di talento (vero) e una sfiducia generale che ormai circonda il movimento, non possiamo crederlo.

Contro la Turchia di Montella, allora, l’Italia è chiamata a reagire, rispondendo alle note di quell’inno che ormai sta diventando un puro formalismo. Quando invece gli undici in campo, e con loro un popolo intero, canta che «l’Italia chiamò», che cosa s’intende? Se l’orgoglio ha ancora una faccia e un significato, è il momento di mostrarlo.

Piccola analisi sulla Turchia

La Turchia è reduce dalla sconfitta all’esordio, in casa, contro la Francia di Zidane – che ha aperto il mandato nel segno di Kylian Mbappe, neanche a dirlo. L’attaccante francese si è poi fatto male al ginocchio e salterà sicuramente l’impegno contro gli azzurri. Ma torniamo alla Turchia.

Dopo un Mondiale deludente, qualcuno aveva chiesto la testa di Vincenzo Montella, che è stato invece confermato alla guida della Nazionale. E l’esordio in Nations League, nonostante il risultato, dà ragione alla fiducia della dirigenza turca. La Turchia gioca un calcio meno di possesso palla rispetto al passato, ma molto più verticale. La ricerca costante di quelli davanti, su tutti Arda Guler, leader tecnico di questa squadra, permette alla Turchia di saltare il centrocampo – una zona del campo dove, per caratteristiche, i suoi interpreti tendono più a buttarsi dentro che a palleggiare. Ogni avversario è poi diverso, e l’Italia non è la Francia.

Ma ci interessa qui sottolineare il dato relativo ai tiri: 11 a 10 per i turchi contro i Galli, 5 a 4 in porta. Impressiona anche il numero di falli fischiati: 12, ad indicare una fisicità sempre più emergente nel calcio turco.

TURCHIA (3-4-2-1): Bayindir; Çelik, Bardakci, Demiral; Aydin, Ozcan, Yüksek, Kadioglu; Arda Güler, Yilmaz, Akturkoglu. Ct: Vincenzo Montella

Come risponde l’Italia di Mancini

L’Italia di Mancini dovrà tenere conto di questo duplice fattore, tecnico e atletico, in vista della sfida di lunedì sera.

Gli azzurri, forse in virtù di ciò, potrebbero scendere in campo in modo differente rispetto a quanto visto contro il Belgio. 4-3-3 con alcune novità rilevanti di formazione: senz’altro Kayode a destra dietro, senza dubbio Scalvini e Bastoni, con Mancini rimasto a Coverciano come Barella.

Al posto del centrocampista sardo troveremo Frattesi, ma uno spazio in questa zona del campo dovrebbe averlo anche Mandragora. Davanti, salvo stravolgimenti, rivedremo Cambiaghi, ma saranno Scamacca e Raspadori a ultimare questo atalattacco.

A prescindere dalle scelte di formazione, comunque da tenere in considerazione, vorremmo però sottolineare la necessità di un diverso spirito, in un campo difficilissimo ma col dovere di dimostrare qualcosa, in primis a se stessi, poi alla Nazione. L’Italia chiamerà: gli azzurri dovranno rispondere.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Kayode, Scalvini, Bastoni, Calafiori; Frattesi, Tonali, Mandragora; Cambiaghi, Scamacca, Raspadori. Ct: Roberto Mancini.

Arbitro: Michael Oliver (Inghilterra)

Quando si gioca

La partita Turchia-Italia, 2a giornata del Girone A di Nations League 2026-27, si disputerà lunedì 28 settembre 2026 alle ore 20:45. Lo stadio è l’Atatürk Spor Kompleksi Matli, nel quartiere Bursa, dove gioca solitamente il Bursaspor. La partita sarà visibile su Rai Uno, anche in streaming.