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Un quarto di finale incertissimo.

Con quella sufficienza che contraddistingue pure il suo Presidente, Christian Pulisic, all’alba di USA v Belgio – ottavo di finale poi vinto dai belgi, 1-4 –, affermava con scarsa modestia che «[gli USA possono] vincere il Mondiale».

Guardava la luna e non il dito, ma finiva come Talete – dentro ad un pozzo, per aver guardato troppo in alto, senza concentrarsi sul suolo dove stava mettendo i piedi. Battute a parte, la frase di Pulisic nasconde, io credo, un grosso malinteso in cui tutti siamo cascati, nell’analizzare, prevedere e poi pure guardare questo Mondiale americano: sottovalutare il Belgio di Rudi Garcia.

Qualche informazione utile su Spagna v Belgio

  • Coppa del Mondo – Quarti di finale
  • 10 luglio 2026 – ore 21:00 italiane
  • Los Angeles Stadium
  • Il match sarà trasmesso in esclusiva su DAZN

Contro ogni attesa

Perché abbiamo sottovalutato il Belgio? Risposta semplice: non è più la generazione d’oro che, due Mondiali fa almeno, ci aveva fatto credere di poter arrivare fino in fondo alla competizione – o almeno, di lì a breve, vincere una competizione continentale come l’Europeo. Risposta complessa: c’è Garcia allenatore – stendiamo un pietoso velo sul giudizio dato agli allenatori, tanto fluido quanto lo sono i risultati, persino all’interno della stessa partita.

Certo, il calcio è fatto anche di episodi e senza quei 10’ folli in cui il Belgio ha segnato due volte al Senegal rimontandolo nel supplementare, non staremmo qui a presentare questa sfida come foriera di sorprese inattese. Epperò, campo canta. Anche perché i 4 gol rifilati poi dal Belgio agli ottavi contro gli USA sono stati tutto meno che episodici – mostrando invero una squadra molto solida, creativa e motivata a fare la storia, nel momento meno atteso.

In questo senso i belgi ci ricordano – alla lontana, certo – l’Italia del 2006. Una squadra «a fine ciclo», senza alcun favore nel pronostico, ma anche ricchissima di talento e giocatori sottovalutati. L’ostacolo spagnolo è tanto grande per i Diavoli rossi quanto lo fu per noi, ormai 20 anni fa, la Germania in semifinale. Ma se questa partita può dire qualcosa, potrebbe dire moltissimo. Anche sul fronte spagnolo, s’intende.

In linea con qualsiasi attesa

Le Furie rosse rispondono ai Diavoli con un cammino più stentato del previsto ma non per questo meno solido, anzi. La Spagna di Luis de la Fuente, contro il Portogallo, è apparsa in crescita. Soprattutto dal punto di vista caratteriale. Tatticamente le due squadre si affronteranno con moduli speculari (4-2-3-1) ed è quindi ovvio, ma sensato, dire che saranno le giocate dei singoli a deciderla. Per parte spagnola, Yamal come Pedri, Rodri da fuori come Baena, Ferran Torres a partita in corso come Merino (ha dimostrato contro il Portogallo), il talento è tanto da non poter essere nemmeno racchiuso in un’analisi come la nostra. Occhio però alla controparte belga, con De Ketelaere reduce da una doppietta, Lukaku in grande forma, Trossard e Tielemans ispiratissimi. E se De Bruyne si sblocca…

Il percorso delle due squadre finora

La Spagna, fino a qui, ha mostrato una difesa solida – aspetto troppo poco sottolineato. La squadra di de la Fuente ha dominato il girone e, ai sedicesimi, ha superato l’Austria 3-0; agli ottavi ha battuto 1-0 il Portogallo con un gol al 90’ di Mikel Merino, come ricordato. Le Furie rosse non hanno ancora subito reti: il portiere Unai Simón conta 609 minuti d’imbattibilità.

Il Belgio, dopo i pareggi con Egitto e Iran, ha accelerato: 5-1 alla Nuova Zelanda nel girone, poi 3-2 d.t.s. al Senegal e 4-1 agli Stati Uniti, mostrando una capacità di andare in gol davvero notevole.

Come (e quanto) peseranno gli infortuni

Infortuni e dubbi di formazione complicano le scelte dei due allenatori. La preparazione tattica dei belgi per questo quarto di finale è condizionata dal grave infortunio di Amadou Onana, fuori per il resto del torneo a causa di una lesione al legamento crociato anteriore. Il difensore dello Sporting Zeno Debast sarà valutato all’ultimo momento, mentre Kevin De Bruyne dovrebbe tornare in cabina di regia dopo un turno di riposo.

La Spagna arriva invece con la rosa quasi al completo: Nico Williams ha un leggero fastidio ma dovrebbe essere disponibile. In difesa de la Fuente ha un unico dubbio: Marcos Llorente, che preme per sostituire Pedro Porro come terzino destro.