Diciassette giornate dal via e la stagione ha mantenuto la piega avuto sin dall’inizio: sarà complicatissimo uscirne vivi, però anche uscirne male non sarà affatto facile. Il motivo? Sono tutte lì. La classifica è ancora piena di asterischi per il turno di Supercoppa, ma sarà questione di un paio di settimane, il tempo di recuperare i match, di farli propri. E occhio a qualcuno che pattinerà sul ghiaccio delle (nuovamente) tante, troppe partite: si rischia parecchio di scivolare.
L’importante, come sempre, è non mollare. Ed è un invito soprattutto a chi è ancora nelle retrovie: per rincorrere bene serve non perdere la bussola, l’orientamento, e nemmeno fare troppi inciampi da una parte all’altra. L’ha capito benissimo la Juventus: 7 vittorie nelle ultime 8 partite stagionali. E infatti è rientrata.
1) Vincono tutte, e tutto torna in bilico
Partiamo proprio dai bianconeri, ecco. Reduci dal 2-0 in casa del Pisa – non senza soffrire – e da tre punti che effettivamente hanno avuto un peso non indifferente. Oggi la squadra di Spalletti resta quinta, dunque potenzialmente fuori dalla zona Champions. Ma nelle ultime cinque partite ha recuperato 6 punti alla Roma, che invece ieri ha battuto il Genoa. In fondo, nell’ultimo turno, non si è mosso davvero nulla perché tutti hanno compiuto la propria missione. Dall’Inter (oggi capolista) al Milan, passando per il Napoli. E queste tre hanno un match in meno rispetto a Juve e Roma.
Si vedrà, insomma, dove davvero ci porterà questo campionato. Già il prossimo turno rappresenta degli ostacoli niente male: la Roma sarà impegnata in casa dell’Atalanta, il Napoli invece a Roma contro la Lazio, l’Inter ha il Bologna a San Siro. Juve (Lecce in casa) e Milan (a Cagliari) possono approfittarne: qualcuna può fermarsi.
2) La Fiorentina non si salva da sola
Dopo la bella vittoria di Natale, il Capodanno sarà invece amaro a Firenze. Il ko di Parma, in un scontro diretto letale per la corsa salvezza, è una botta tremenda: contro l’Udinese era sembrato tutto filare liscio come l’olio – e ci ricorda quanto questa squadra sia fondamentalmente umorale, oltre che da rifare -, invece il ko è stato pesante, complicato. Avrà certamente ripercussioni, che la società spera di contenere. Pure con il mercato.
Non è più un segreto: a gennaio, pur di salvare la categoria, la Fiorentina interverrà pesantemente sul mercato e l’acquisto più importante è stato già fatto. Si tratta di Fabio Paratici, che sarà a capo dell’intera area sportiva. In bocca al lupo: la Viola, da sola, non si salverà. Serve un aiuto concreto.
3) Per il Torino è già troppo tardi
Mentre Firenze, pur maltrattata, sogna comunque qualcosa, il Torino ieri ha salutato un po’ di ambizioni da metà classifica, persino quelle europee. I granata sono crollati in casa contro il Cagliari: applausi a Pisacane, debuttante assoluto, che rispetto (per dire) al Fabregas della scorsa stagione ha raccolto persino qualche punto in più, con una squadra dai valori non certamente superiori a quelli del Como di un anno fa. Tanta roba.
Ma il Toro, si diceva, vien fuori assolutamente ferito da questo doppio colpo inferto: sia dal Cagliari, certo, sia in generale dal momento in cui si trova. Tre sconfitte nelle ultime cinque, la possibilità di trovare la terza vittoria di fila sfumata: avrebbe dato 23 punti, l’avrebbe messa con un occhio a Lazio, Bologna, al Como che ora è sesto e perciò in Conference. Niente.
4) Hojlund è il nuovo craque del campionato
Intanto, abbiamo trovato un nuovo craque del nostro campionato. Anzi: ritrovato. Perché Rasmus Hojlund è diventato grande in Italia e in Italia si è definitivamente ritrovato, finalmente non più schiacciato dal peso di essere ad altezza del Manchester United e delle richieste che per anni hanno eroso un gruppo tutto sommato buono, però costantemente rallentato da pressioni fuori dal normale. Resta il peso delle grandi squadre, quelle in cui comunque Hojlund ha mostrato di potersi ambientare.
Il danese ha totalizzato fino a questo momento ben 7 gol in 19 partite, in campionato è a quota 4 e non vede l’ora di alzare il bottino. Sono ancora pochi, ma sarà certamente doppia cifra se non ci saranno intoppi fisici. Soprattutto, la crescita dell’ultimo periodo è stata troppo evidente: Conte l’ha rigenerato.
5) Se l’Inter vince anche queste partite qui…
Brutte notizie, infine, per lo stesso Conte e per il suo Napoli: l’Inter adesso vince anche le partite sporche, come quella di Bergamo, dove la sorte ha giocato certamente una sfida tutta sua ed è stata benevola nei confronti di Chivu, comunque meritatamente primo in classifica. I nerazzurri, fino a questo momento, oltre ad aver avuto più continuità, sono pure la squadra con picchi di calcio differenti rispetto a tutti gli altri. Non sono aspetti secondari, altroché.
In più, avere un Lautaro che funzioni, che funzioni poi così, è tutta la differenza tra l’Inter e le altre squadre: Martinez è il giocatore più decisivo dell’intero campionato, questo non è stato mai messo in discussione. Se continua così, e se l’Inter vince partite così, la corsa sarà tanto nerazzurra.


