Una giornata dimezzata, che però ha avuto un suo grande, enorme perché: ha ridato ulteriore vita a un campionato già vispissimo. Oh, mentre le prime della classe erano a Riad a giocarsi la Supercoppa italiana, la Serie A proponeva Juventus–Roma su tutte le altre sfide: era la partita decisiva per i bianconeri per riaprire un bel po’ di discorsi. Innanzitutto quelli Champions, subito dopo – per i sognatori – qualcosa in più. Che pure va “acchiappato”, come ama dire Luciano Spalletti.
Piedi per terra un po’ per tutte le altre, a partire dalle milanesi, che pure se non hanno disputato partite di campionato, escono fuori con un bel po’ di rammarico dalla rassegna araba: che possa avere qualche effetto pure in A? Chissà. Intanto, il Toro vince ma non convince, la Fiorentina ottiene il primo successo e viene comunque fischiata. E l’Atalanta macina di nuovo risultati. Ne vedremo delle belle.
1) La Juventus è tornata anche per lo scudetto?
La più bella però rimane stavolta la Juventus, soprattutto dopo il successo per 2-1 con la Roma, che ha cambiato legittimamente le prospettive bianconere, già modificate (in realtà) dalla vittoria esterna in casa del Bologna. Ecco, la certezza si chiama zona Champions: era a 4 punti – e nel mirino c’erano proprio i giallorossi -, adesso è a una sola lunghezza. Soprattutto, la Juve dà l’impressione di essere una squadra in grado di poter crescere, forse come nessuna, e di sicuro più della squadra di Gasp.
Gasp che a Torino ha utilizzato Dybala prima punta e ha raccontato ancora una volta quanto e come la sua formazione abbia bisogno di una punta in grado di trascinare la Roma. Dal mercato arriverà probabilmente Zirkzee. Ma non è il bomber da 20 gol stagionali.
2) De Rossi fa meglio di Palladino
Una delle partite più interessanti è stata sicuramente Genoa-Atalanta: è finita 0-1, all’ultimo istante, una capocciata di Hien per un’uscita maldestra di Sommariva, a sua volta entrato in campo dopo l’espulsione (dopo appena 2 minuti) di Leali. Ecco, date un portiere a De Rossi e magari vi farà pure divertire. Proprio di DDR le parole più belle della giornata. “Quando non mi prendeva nessuno, avevo preparato un video ai direttori sportivi con i vari spezzoni di gare di Roma-Brighton, Roma-Milan… Da ora in poi, voglio presentarmi con questa gara qua. Tutti facciamo errori, questa è la mia squadra al netto di chi sbaglia; me compreso. Ma questa è la voglia che voglio vedere nella mia squadra”.
Cosa gli si vuol dire? Sta facendo il massimo. Sta prendendo punti. E sta imparando. Facendo pure meglio di Palladino, match compreso.
3) Sprazzi di Fiorentina
Oh, finalmente abbiamo visto anche un po’ di sprazzi di Fiorentina, alla prima vittoria in campionato quando siamo arrivati alla penultima partita dell’anno. Meglio tardi che mai. E la Viola, soprattutto, si è resa conto che tardi non è. La classifica recita: sì ultimo posto, 9 punti ottenutì (1 vinta e 6 pareggiate) ma quartultimo posto a 5 punti, i 14 di Parma e Genoa. Non è una missione impossibile, ancor meno se si gioca così come hanno fatto al Franchi.
In tutto questo, il Natale è più sereno a Firenze: sta per arrivare un nuovo capo dell’area sportiva, e navigato. Fabio Paratici potrebbe essere il cambio di rotta di cui avevano legittimamente bisogno. Certo, l’impresa resta ardua. E Vanoli in discussione.
4) La Lazio ha soltanto Sarri
Lo 0-0 della Lazio, in casa, con la Cremonese, certifica che i problemi biancocelesti non sono andati via. Sarà una stagione di transizione, come devono esserle un po’ per forza quelle in cui non puoi fare mercato. Maurizio Sarri sta portando a casa dei risultati sorprendenti ma li sta anche abbinando ad alcune uscite a vuoto di cui a Roma, in un ambiente certamente non esaltato per molti motivi, si sta parlando. Tanto.
“Mau” rappresenta però l’unica certezza. I supporters si sono aggrappati a lui e lui sta trovando nuove risorse per provare a strappare il massimo da una stagione in cui, se pure dovesse arrivare l’Europa, lo farebbe a fatica. Roba da mezzo miracolo.
5) Il Torino non ha risolto i suoi problemi
Il risultato più sorprendente, infine, lo regala con ogni probabilità il Torino. I granata vincono in casa del Sassuolo grazie a un calcio di rigore di Vlasic, trovando così il secondo successo consecutivo e un Natale di galleggiamento a metà classifica: né invischiato nella zona Europa, né invischiato nella lotta salvezza. Qualcuno potrebbe in fondo accontentarsi, ma non il popolo torinista: è un’altra stagione con poco sapore – dicono -, ma finita a metà strada.
La sensazione, in particolare dopo il match del Mapei Stadium, pure contro un Sassuolo che aveva dimostrato di essere in palla, in gamba e in particolare sull’attenti, è che il Toro però non abbia risolto i suoi problemi. Sia di gioco che di personalità. La vittoria resta episodica, come larghe parti stagionali.


