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«Era giusto un pari per come si era messo il match. All’inizio abbiamo subito la loro energia, poi abbiamo trovato la chiave giusta ma dopo due sostituzioni che ci hanno condizionato nel secondo tempo. C’era poca energia e non potevamo fare sostituzioni. Il secondo episodio in due giornate di Champions che non ci fa portare a casa niente. Abbiamo avuto coraggio di provarci fino in fondo. Dovevamo essere più lucidi in avanti. È stata una partita condizionata dai due cambi fatti nel primo tempo. Ora non dobbiamo mollare».

Non si sottovalutino le ultime due parole di Christian Chivu al termine della sfida di ieri sera. La sconfitta casalinga dell’Inter contro il Liverpool (0-1), la seconda consecutiva dopo quella del Wanda Metropolitano (2-1), ha infatti maledettamente complicato i piani della squadra dell’allenatore romeno nel raggiungere direttamente la fase finale partendo dagli ottavi anziché dai sedicesimi. Cerchiamo di spiegare perché.

Come funziona la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League

Come noto, la nuova formula della Champions ha introdotto un ulteriore turno preliminare per raggiungere gli ottavi di finale, un privilegio di pochi. Di chi, esattamente?

Le prime otto classificate. Queste squadre si posizionano direttamente agli ottavi di finale. Le squadre qualificate tra il 9° e il 24° posto (chi finisce dopo il 25°, compreso, viene eliminato senza retrocedere in Europa League), invece, devono disputare un turno di playoff (andata e ritorno) per accedere alla fase riguardante le migliori 16 d’Europa.

Attualmente — dopo 6 giornate — l’Inter è a 12 punti. Secondo un calcolo probabilistico, l’Inter chiudendo a 18 punti avrebbe il 98% delle possibilità di qualificarsi direttamente agli ottavi. Ciò significa che dovrà totalizzare almeno 4 punti (92% di possibilità di qualificarsi direttamente) nelle prossime due partite (contro Arsenal, in casa, e Borussia Dortmund, fuori: mica facile).

Lo scenario migliore e quello peggiore

Cosa serve all’Inter per qualificarsi direttamente agli ottavi? Come detto, due vittorie dovrebbero bastare (98% è una percentuale molto alta). L’alternativa è di totalizzare 4 punti nelle prossime due uscite. In base ai risultati delle altre squadre e con una buona differenza reti, le chances restano molto alte.

C’è però anche lo scenario peggiore, che va considerato non fosse altro che perché l’Arsenal è primo e il Dortmund decimo, dunque pienamente in corsa per la qualificazione diretta. Se l’Inter dovesse perdere entrambe le partite o dovesse perderne una e pareggiarne un’altra (13 punti totali, al termine del computo), potrebbe non solo uscire dalla qualificazione diretta agli ottavi ma dalla stessa Champions League. Questo scenario sarebbe il peggiore, naturalmente. Persino disastroso, se vogliamo, considerando il percorso dei nerazzurri fino a due giornate fa.

Qualche variabile da tenere in mente

Non bisogna però dimenticare le variabili positive, s’intende per i nerazzurri. Innanzitutto i risultati delle altre squadre: come sappiamo, in Champions, non basta solo guardare ai propri risultati — servono anche “incastri” favorevoli (sconfitte o pareggi delle dirette concorrenti). Su questo discorso pesano la differenza reti (gol segnati/subiti), gli scontri diretti e i gol fatti.

Al momento i nerazzurri sono a +12 nei gol segnati e a -4 in quelli subiti. Una differenza reti molto buona, pensando ai possibili incastri.