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Ecco i 5 allenatori che più si sono contraddistinti in questo 2025 che sta volgendo ormai al termine. Non possono mancare ovviamente Antonio Conte, che ha riportato lo scudetto a Napoli, e Vincenzo Italiano, che ha conquistato una storica Coppa Italia con il suo Bologna. 

Ecco le 5 nomination: 

Antonio Conte – Anche sotto il Vesuvio si è confermato uno specialista dello scudetto, che ha vinto per la quinta volta in carriera da allenatore, con 3 squadre diverse. Dopo i 3 trionfi con la Juventus e quello con l’Inter, questa volta ha fatto esultare i tifosi del Napoli, al termine di un testa a testa estenuante con i nerazzurri, che si è risolto solamente all’ultima giornata. Al termine della stagione, De Laurentiis è riuscito a convincerlo a restare al timone costruendogli una rosa ancora più forte e competitiva, per far fronte ai numerosi impegni. Suo anche il primo trofeo della stagione, la Supercoppa, appena vinta a Riad. Quando c’è da alzare la voce il tecnico salentino non si tira mai indietro, ma alla fine con lui si portano a casa i trofei che contano. 

Vincenzo Italiano – Dal vincitore allo sconfitto, a proposito di Supercoppa, ma per il tecnico nativo di Karlsruhe il 2025 resta ampiamente positivo. Arrivato con qualche perplessità dopo la storica impresa dell’anno prima di Thiago Motta, non solo è riuscito a mantenere competitivo il Bologna, ma ha portato in dote pure un trofeo, cosa che sotto le due Torri non capitava da oltre mezzo secolo, con la vittoria della Coppa Italia nell’indimenticabile finale all’Olimpico contro il Milan. Con lui gli emiliani vogliono costruire un ciclo e anche questa stagione è partita sotto i migliori auspici. I felsinei ormai sono una realtà del calcio italiano e anche a livello europeo la caratura si sta implementando partita dopo partita. 

Cesc Fabregas – E’ il centro del progetto sempre più ambizioso del Como e il patron Suwarso lo ha ripetuto a chiare lettere prima alla Roma e poi all’Inter, che in estate hanno provato a strapparglielo. Lo spagnolo, una sorta di manager più che un semplice allenatore, sta riuscendo a plasmare al meglio una squadra ricca di giovani e di talento, che sa divertire ma che sa anche essere abbastanza concerta quando serve. L’obiettivo è quello di centrare una storica qualificazione alle coppe europee e un visionario come l’ex Barcellona farà di tutto per ripagare la fiducia incondizionata che gli ha concesso la società lariana.   

Davide Nicola – E’ considerato il “mago” della salvezza e anche quest’anno ha dimostrato il perchè. Prima ha preso il Cagliari e lo ha tenuto in Serie A al termine di un campionato non semplice. Poi, dopo che la società sarda gli ha dato in maniera abbastanza incomprensibile il benservito, è stato chiamato dalla Cremonese e fino a questo momento il campionato dei grigiorossi sta andando oltre le più rosee aspettative. Da neopromossi, i lombardi sono a metà classifica quando siamo quasi al giro di boa, con un confortante +9 sulla zona retrocessione. Il fiore all’occhiello è stato il colpaccio di San Siro con il Milan alla prima giornata, ma sono arrivati anche altri risultati sensazionali, come la vittoria di Bologna e i pareggi imposti a Como, Atalanta e Lazio. 

Christian Chivu – Una citazione la merita anche il tecnico rumeno, che dall’Inter primavera ha bruciato le tappe arrivando in pochi mesi a guidare la prima squadra, passando per la tappa intermedia di Parma, che ha saputo condurre brillantemente alla salvezza riuscendo a fermare tutte le big del campionato. Poi, mentre i ducali stavano preparando un rinnovo più che meritato, si è liberata la panchina ben più prestigiosa dei nerazzurri e Marotta e Ausilio hanno pensato a lui per sostituire Simone Inzaghi, volato in Arabia Saudita. Chivu non se lo è fatto ripetere due volte e ha accettato la sfida, tra lo scetticismo generale. Un inizio in sordina, con due sconfitte nelle prime 3 giornate, poi ha saputo prendere in mano la squadra in maniera quasi inaspettata e inanellare una serie di vittorie, che hanno portato l’Inter in vetta solitaria prima di Natale. Il cruccio è rappresentato dagli scontri diretti, che i nerazzurri hanno sempre perso o quasi, pur disputando spesso delle buone partite. Se dovesse migliorare anche in questo particolare, comunque non da poco, il lavoro di Chivu, già ottimo, diventerebbe quasi perfetto.