Comunque la si metta, la prossima Liga può diventare estremamente competitiva. Perciò nettamente più bella. Non che abbiano bisogno di maggiore attrattività, però anche una finestra che vada al di là di Real Madrid, Atletico Madrid e Barcellona, ecco, può essere un aiuto niente male nel lancio del prodotto. Ahinoi, ora si ragiona così. E si ragiona in modo tale da vedere tanto il presente quanto il futuro. Conta oggi, e tanto. Conta domani, e forse di più.
LaLiga intanto si prepara a riaccogliere due squadre fortissime e storiche. La prima è il Racing di Santander, che ha vinto LaLiga2 quasi in carrozza; la seconda è il Deportivo La Coruña, una grande big del passato caduta in disgrazia. Ora avrà il suo riscatto. Come potrebbero averlo sia Almeria, presenza ormai abituale tra prima e seconda divisione, sia Malaga, una delle piazze che negli ultimi vent’anni ha prodotto più talento di quanto spesso si ricordi. Staremo a vedere: si deciderà tutto nella finale del 21. Nel frattempo, uno sguardo a come potrebbero giocare.
Racing Santander
Quando una squadra domina il campionato come ha fatto il Racing, la prima domanda è sempre la stessa: riuscirà a mantenere la propria identità anche al piano superiore? La sensazione è che José Alberto Lopez non abbia alcuna intenzione di cambiare pelle.
Come gioca
Il suo 4-2-3-1 è stato tra i sistemi più offensivi e divertenti della categoria. Non soltanto per i numeri, ma per l’approccio. Il Racing ha sempre cercato di imporre il proprio ritmo, poi di costruire occasioni attraverso il palleggio e le combinazioni.
Dietro la promozione c’è soprattutto una batteria di giocatori poco conosciuti fuori dalla Spagna ma estremamente produttivi. Andrés Martin ha chiuso la stagione con 23 reti partendo spesso dalla corsia destra, numeri da attaccante puro più che da esterno. Al centro dell’attacco, invece, Asier Villalibre ha confermato tutto il suo peso specifico con 16 gol e un lavoro costante per la squadra.
Ma il vero regista offensivo è stato Inigo Vicente. Ventuno assist rappresentano un’enormità a qualsiasi livello. Sono il manifesto di un giocatore capace di creare vantaggi a ogni tocco e di trasformare in pericolo quasi ogni pallone giocato nella metà campo avversaria.
Aspettative
La Liga presenterà ostacoli completamente diversi, ma il Racing sembra avere le idee sufficientemente chiare per non limitarsi a recitare il ruolo della comparsa.
Deportivo La Coruña
Per chi è cresciuto negli anni Duemila, vedere il Deportivo La Coruña fuori dalla Liga è sempre sembrata una piccola anomalia del calcio spagnolo. Troppo grande la storia, troppo importante il peso di una società che è stata capace di vincere un campionato e di affacciarsi stabilmente tra le grandi d’Europa.
Come gioca
Ora il ritorno è realtà e il progetto sembra costruito su basi interessanti. Antonio Hidalgo, 47 anni, ha dato alla squadra una struttura molto riconoscibile. Il suo 4-4-2 mantiene una base tradizionale ma viene interpretato con grande aggressività, soprattutto nella fase offensiva.
L’uomo da copertina è Yeremay Hernandez. Dieci gol e undici assist raccontano solo in parte l’impatto di un giocatore che dà l’impressione di poter accendere la luce in qualsiasi momento. È uno di quei talenti che obbligano gli avversari a modificare i propri piani partita.
Davanti, attenzione a Eddahchouri, attaccante che avrà l’occasione di misurarsi con un livello superiore dopo aver mostrato qualità molto interessanti nell’ultima stagione. E poi c’è il nostro Samuele Mulattieri, spesso utilizzato a gara in corso ma comunque capace di garantire profondità e presenza in area.
Aspettative
Il Deportivo non torna in Liga soltanto per restarci. Torna per provare a ricostruire una dimensione che, almeno nella memoria collettiva, non ha mai davvero perso.
Malaga
Tra le possibili promosse, probabilmente nessuna racconta una storia affascinante come quella del Malaga. Perché dietro il ritorno ai piani alti non c’è soltanto una società storica, ma una città che continua a produrre calciatori e idee.
Come gioca
La squadra è guidata da Juan Funes, 42 anni, uno di quei tecnici che si sono costruiti la carriera gradino dopo gradino. Dalle giovanili e dalle realtà minori fino alla prima squadra. Prima l’Atletico Malagueno, prima ancora El Palo, adesso la grande occasione.
Anche qui il sistema di riferimento è il 4-2-3-1, interpretato però con una forte vocazione offensiva. Il terminale principale è Chupe, centravanti da 24 reti stagionali che ha trascinato la squadra nei momenti decisivi dell’anno.
Dietro di lui agisce Larrubia, classe 2002 e numero dieci nel senso più classico del termine. Tecnica, fantasia, capacità di giocare tra le linee.
Aspettative
Se il Malaga dovesse completare l’opera, arriverebbe in Liga con l’entusiasmo di chi sente di avere ancora una storia importante da raccontare.
Almeria
Tra le candidate al ritorno in Liga, l’Almeria è forse quella che appare più pronta nell’immediato. La ragione è semplice: buona parte della struttura tecnica e societaria è già pensata per il massimo campionato.
Come gioca
In panchina c’è Rubi, allenatore da 56 anni con una lunga esperienza alle spalle. Ha guidato club importanti come Betis ed Espanyol ed è stato anche vice allenatore del Barcellona nell’era di Tata Martino. Vlore aggiunto non trascurabile.
Anche il suo sistema preferito è il 4-2-3-1, ma rispetto ad altre neopromosse l’Almeria possiede una maggiore varietà di soluzioni. La squadra sa giocare in verticale, sa gestire il possesso e soprattutto dispone di diversi elementi già pronti per il salto.
Il nome che accende maggiormente la fantasia è quello di Sergio Arribas. Trequartista moderno, tecnico e creativo, è il giocatore attorno al quale ruota gran parte della produzione offensiva. Accanto a lui spicca Adrian Embarba, autore di una stagione da 15 gol e 9 assist, numeri che spiegano bene quanto sia stato determinante.
Aspettative
Se dovesse conquistare la promozione, l’Almeria partirebbe probabilmente un passo avanti rispetto alle altre matricole. Non abbastanza da sognare imprese impossibili, ma forse quanto basta per guardare la classifica senza l’ansia che accompagna normalmente chi arriva dalla Segunda.

