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Il recupero di Victor Osimhen, per Luciano Spalletti, non è neanche la migliore notizia arrivata dall’ultimo turno di Serie A (vinto per 0-2 a Venezia). La vera notizia, al netto – e anzi in conseguenza – delle assenze di Koulibaly, Manolas (ormai all’Olympiakos) e Tuanzebe (ancora alle prese con un’integrazione totale nel gruppo squadra) è quella riguardante la fase difensiva.

La difesa del Napoli

Il Napoli, che davanti continua a segnare – non troppo, ma il giusto, come vedremo tra poco –, dietro non sbaglia un colpo. E forse non è un caso se la fase calante della squadra di Spalletti – dicembre – sia coincisa, al di là delle indubbie difficoltà derivanti dagli infortuni, con un calo (a livello proprio statistico) del reparto arretrato.

Questo è un dettaglio che si sottolinea sempre troppo poco quando si parla del gioco di Luciano Spalletti. Certo, l’armonia delle trame ideate dall’allenatore di Certaldo è luminosa, la ragnatela di passaggi che il suo centrocampo riesce ad architettare è sorprendentemente efficace, così come la vena realizzativa dei suoi “nove” sempre e costantemente in doppia cifra.

Ma è grazie ad una solidità difensiva unica – proprio in virtù dell’enorme qualità registrata in fase offensiva – che le squadre di Spalletti, alla lunga, riescono a ottenere ottimi risultati. Come disse lui stesso in una celeberrima conferenza stampa ai tempi della Roma, «se ‘hun se fan’ li contrasti, ‘hun se vincan le partite». Ecco, il Napoli, con appena 16 reti subite (ricordiamolo, senza Koulibaly da più di due mesi), ha subito quest’anno meno di qualunque altra squadra del nostro campionato.

L’attacco dell’Inter

Meno dell’Inter (19), ad esempio, sua prossima avversaria. Pur avendo una partita da recuperare, la formazione allenata da Simone Inzaghi – che sa come battere Spalletti, e lo ha già dimostrato all’andata – non può fallire nuovamente.

La sconfitta nel derby, immediatamente riscattata dal passaggio in semifinale di Coppa Italia, ha lasciato sull’11 nerazzurro uno strano fascio d’ombra. Eppure, anche in virtù degli indubbi meriti dell’avversario il Milan, la sensazione è che la sconfitta dell’Inter sia maturata più per presunzione e superbia che per reali lacune tecnico-tattiche. E i numeri d’altra parte non mentono.

D’accordo la seconda miglior difesa, ma cosa dire della fase offensiva? L’Inter segna coinvolgendo un numero spaventoso di giocatori.

Ha perso Bastoni, assenza pesante, ma ha ritrovato il timbro di Alexis Sanchez ed Edin Dzeko. L’intesa dei due può aver instillato in Inzaghino il dubbio su Lautaro Martinez. Ma il suo gol all’andata è un sigillo premonitore sulla bontà della sua titolarità nel prossimo turno di campionato.

L’argentino, d’altra parte, è il miglior marcatore dei nerazzurri con 11 reti. Quello dei partenopei, Mertens, potrebbe partire dalla panchina. Batman Osimhen vuole infatti lasciare nuovamente il segno, dimenticando magari l’episodio che proprio all’andata dopo un forte scontro con Milan Skriniar gli costò una scomposta frattura facciale.

Come giocheranno le due squadre?

Con 16 e 19 reti, abbiamo visto, Napoli e Inter sono le due migliori difese del campionato.

Il Napoli subisce in percentuale 0.67 gol ogni gara, l’Inter 0.83. Curiosamente, i tiri in porta subiti sono quasi gli stessi (77 Inter, 74 Napoli). Dei 19 gol presi dall’Inter, 3 sono arrivati su rigore. Solo 1 sui 16 totali subiti dal Napoli è invece arrivato dal dischetto. Da corner, l’Inter prende un gol in meno (2) del Napoli (3).

L’Inter ama difendersi fuori dall’area di rigore. Sono 12 le azioni difensive dei nerazzurri in questo campo. Appena 2 per il Napoli, a testimonianza del fatto che Rrahmani e Juan Jesus, consci dei propri limiti, non disdegnano di chiudere l’azione avversaria in fase avanzata. Sanno, poi, che dietro di loro c’è l’ottimo Ospina (possiamo dire lo stesso di Handanovic?).

GOL SUBITIGOL SUBITI/90′TIRI IN PORTA SUBITIGOL SUBITI SU RIGOREGOL SUBITI DA CORNERAZIONI DIFENSIVE FUORI AREA
Napoli160.6774132
Inter190.83773212
Statistiche delle due difese meno perforate del campionato – Fonte https://fbref.com/it/ – Stats aggiornate al 10 Febbraio 2022

La somiglianza tra le due squadre viene poi alla luce osservando i dati sul possesso palla. Entrambe, infatti, pur amando palleggiare e fraseggiare in mezzo al campo, difficilmente (quasi mai, anche se l’Inter ha pagato proprio questo aspetto nel derby) vanno in gestione, preferendo invece attaccare la profondità il prima possibile.

Due modi di attaccare diversi

Ciò avviene grazie al lavoro monumentale di Dzeko nell’Inter e di Osimhen, ma con modalità opposte, nel Napoli: il primo viene incontro aprendo il campo ai compagni, il secondo si butta selvaggiamente nello spazio come a dire “venite con me che andiamo a fare la guerra”.

L’Inter ha una percentuale di precisione sui passaggi dell’85,2%, il Napoli dell’86,8% (una percentuale sensibilmente più alta). Il Napoli, anche per la prolungata assenza di Victor Osimhen, ha crossato appena 52 volte in questo campionato. L’Inter, per rendere l’idea, 80.

Qui si gioca la differenza vera tra le due squadre.

Il Napoli attaccherà per vie centrali, l’Inter si concentrerà invece sullo sviluppo avvolgente grazie agli esterni e ai due braccetti di difesa.

A proposito, chi vedremo in assenza di Bastoni? Le formazioni non sono ancora ufficiali, ma D’Ambrosio sembra l’indiziato numero uno. Occhio però anche alla combo Di Marco-Perisic, che darebbe ulteriore qualità alla manovra nerazzurra.

Va ricordato comunque che il Napoli gioca in casa, ed è quindi probabile un atteggiamento più prudente da parte della squadra di Inzaghi, pronta più a ripartire con vigore in contropiede che a tentare il dominio in un San Paolo infuocato.

Potrebbe essere la partita dell’anno. Fortunatamente siamo ancora lontani dalla fine del campionato, ma attenzione alle sorprese. Con una vittoria il Napoli si candiderebbe seriamente allo scudetto.

Per l’Inter, al contrario, sarebbe la conferma di un’involuzione per il momento solo dialettica. Perché diventi tattica, prima dovrà parlare il campo. Che come i numeri non mente mai.