Qualcuno recuperi al più presto la video-conferenza – oltre 15 minuti senza interruzioni – di Commisso Jr., subentrato alla presidenza della Fiorentina dopo la morte del papà, Rocco, per la fine della stagione 2025/26.
Una stagione difficilissima per la Viola e i suoi tifosi. La questione stadio – mai davvero risolta, e chissà se lo sarà il prossimo anno; una squadra costruita male e allenata peggio – il vecchio DS è stato sostituito, l’allenatore Vanoli è andato meglio, ma a fine anno è stato comunque cambiato; alcuni contratti pendenti e giocatori demotivati, arrivati come padre calcio vuole al termine del loro ciclo naturale con questa maglia.
In tutto ciò, come detto, i tifosi sono stati privati per un’intera stagione della loro casa – la Curva Fiesole, innaturalmente e forzatamente trasferita da Nord a Sud, con una capienza ridotta e uno stadio che, per la sua natura fatiscente, ha avuto l’effetto contrario rispetto a quello che normalmente avrebbe per una piazza così passionale: cioè spingere la squadra in abissi ancora più profondi e inimmaginabili.
Epperò, in quella video-conferenza, c’è, insieme a tanta trita e ritrita retorica, pure un passaggio interessante e da non sottovalutare: la parolina «ripartire insieme». Commisso Jr. si è cioè reso conto che affinché la Viola possa tornare ai livelli che suo papà Rocco aveva immaginati, qualcosa – che fosse anche solo a livello dialettico – andasse cambiato. In effetti Commisso senior, per diverse ragioni – avremmo saputo poi, anche e soprattutto «di salute», aveva almeno parzialmente trascurato i viola affairs negli ultimi tempi.
Questo per ribadire un concetto antico ma mai scaduto: quando la presidenza è vicina alla sua squadra, la squadra lo avverte, la piazza è compatta, i risultati arrivano – e viceversa. Ecco allora che la video-conferenza di Commisso Jr., in attesa di capire come la Fiorentina opererà praticamente e concretamente sul mercato, è tutto meno che secondaria. È anzi un’indicazione precisa sui piani e le strategie del club viola.
Le strategie di mercato
In primis, per tornare ai problemi che avevano attanagliato la passata stagione, separare le mele buone da quelle marce – che lo sono non in virtù del loro valore intrinseco, ma dell’ambiente nel quale sono cadute. Alcune di queste mele, poi, non si sa ancora se possano essere pulite e gustate, oppure effettivamente scartate.
È il caso di Moise Kean, che a breve andrà a scadenza e che la Fiorentina – Paratici, il nuovo DS – deve convincere a rimanere – se però il ragazzo è disposto a restare. L’incontro avverrà a breve e sarà decisivo: se la Fiorentina si affiderà a Kean, il nuovo allenatore Grosso potrà costruire sulle altre zone del campo; se le strade dell’ex Juventus e il club Viola dovessero invece separarsi, la ricerca di un attaccante diventerebbe la priorità assoluta.
Sconsigliamo in questo senso i tifosi della Fiorentina dal pendere dalle notizie di calciomercato che in queste ore, e almeno fino a metà luglio, leggeranno sui rumours dei calciatori mondiali – perché sono fuorvianti. Un nome su tutti è quello di El-Aynaoui, che la Roma ha acquistato la scorsa estate e che potrebbe rientrare in uno scambio – con conguaglio – con i giallorossi attraverso Dodò. Ripetiamo, però: è inutile in questa fase fare nomi.
L’importante per noi in questo articolo era sottolineare la strategia di mercato della società Commisso: risolvere alcuni casi di casa, abbiamo citato Kean ma non possiamo non citare David De Gea e Albert Gudmundsson, entrambi probabili partenti, per poi acquistare calciatori giovani e di prospettiva, possibilmente italiani, e già pronti a fare la differenza, possibilmente anche stranieri. Quella nella quale siamo è una delle estati più delicate e importanti della recente storia della Fiorentina: Paratici Commisso Jr. lo sanno benissimo. Se riusciranno a mettere in pratica i loro propositi, solo il campo potrà certificarlo.

