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Un Monday Night spettacolare e fra due squadre che per motivi diversi non stanno bene.

Benvenuti al 210° derby di Inghilterra, con Manchester United – Liverpool, posticipo che completa il quadro della terza giornata in Premier League.

Diavoli Rossi al tappeto, con zero punti dopo 180 minuti: 2-1 casalingo patito contro il Brighton e 4-0 dopo 45 minuti in casa del Brentford, per la peggior partenza di sempre della formazione di Old Trafford.

I Reds, dopo aver vinto il Community Shield contro il City per 3-1, hanno pareggiato contro due formazioni abbordabili: 2-2 sul terreno del Fulham e 1-1 contro il Crystal Palace.

Erik ten Hag e Jurgen Klopp sono già davanti al primo spartiacque della stagione, con l’olandese che non riesce a tenere il timone dello United, mentre l’allenatore tedesco deve fare i conti con numerose assenze e un gioco lontano dalla mentalità del suo Liverpool.

Sfida fra due truppe che faticano maledettamente. Ma il Derby di Inghilterra, può e deve essere la svolta per una, tra Manchester United e Liverpool.

Vediamo cosa ci attende lunedì alle ore 21.00.

Manchester United – Liverpool: i precedenti

Derby di Inghilterra numero 210 quello che andrà in scena lunedì ad Old Trafford.

Nei 209 precedenti, il bilancio sorride ai padroni di casa che hanno vinto in 81 occasioni, rispetto a 70 successi dei rossi di Anfield, con 58 segni X a completare il bilancio.

Il Liverpool ha vinto 4 delle ultime 6 sfide, di cui tre consecutive: 4-2 nella gara di ritorno della stagione 2020-21, mentre nello scorso campionato è stato un dominio totale dei 6 volte campione d’Europa: 5-0 ad Old Trafford e successo bis in casa per 4-0. Praticamente un 9-0 per la truppa di Klopp.

L’ultima vittoria dello United risale al 24 gennaio 2021, nel quarto turno di FA Cup: 3-2 interno. In campionato, CR7 e compagni non battono i rivali dal 10 marzo 2018: 2-1 casalingo e da quel momento in Premier League il digiuno è salito a quota 8 match senza i tre punti.

Non solo, ma restando appunto a questo arco di tempo, il Manchester ha strappato al massimo 3 pareggi, con 5 successi del Liverpool.

Se osserviamo le sole gare di Premier League e First Division, il bilancio complessivo recita: 66 vittorie dei Diavoli Rossi, 50 pareggi e 58 trionfi del club di Anfield.

Infine, è eloquente un altro dato che fa capire l’abisso che si è creato fra le due squadre negli ultimi anni. Detto del digiuno complessivo di successi dello United da 4 anni in campionato, la vittoria in campo esterno manca addirittura dal 2016.

Tutto l’opposto di quanto visto nei 27 anni di regno di Ferguson, quando il derby di Inghilterra parlava “Mancuniano” e raramente regalava gioie agli Scousers.

Manchester United – Liverpool: statistiche e stato di forma

Mai cosi male lo United.

L’avvio della Premier League, nelle prime due giornate, segna il peggior start di sempre della formazione di Erik ten Hag, con due sconfitte e 6 gol al passivo, con una sola rete segnata.

Già il 2-1 casalingo patito all’esordio contro il Brighton è stato un campanello d’allarme importante, ma a quanto pare non raccolto dai giocatori in maglia rossa. Passati sei giorni, CR7 e compagni sono caduti 4-0 in casa del Brentford: il tutto in appena 45 minuti di gioco.

Al di là dei risultati che sicuramente hanno fatto e fanno ancora rumore, quello che più mette in allarme l’ambiente di Manchester è la quasi rassegnazione della squadra. Un dato preoccupante, con un gioco che latita e una formazione che appare composta da 11 solisti, ben lontana dall’orchestra che vorrebbe il tecnico olandese.

Aggiungiamoci la presenza ancora di giocatori scelti da precedenti gestioni e che non sono certo da Manchester United, la mancanza di leader carismatici (fatta eccezione per CR7), alcune incomprensioni tattiche, i mal di pancia dello stesso portoghese e qualche inevitabile errore del tecnico, ecco che sono svelati i motivi più importanti del crollo dei diavoli rossi.

Senza dimenticare un mercato che fino a questo momento non ha convinto, ma con ancora 12 giorni per rimediare in qualche modo. Ma la sensazione che attraversa tutti quanti è che non siano uno o due colpi a cambiare il volto della squadra: come ha detto Gary Neville, ex capitano dello Manchester: “Bisognerebbe vendere tutti o quasi tutti i giocatori in rosa e acquistare altri 20 calciatori“.

Se sulla sponda rossa della città si piange, anche sulla sponda rossa di Liverpool la situazione non è delle migliori. Certo, è un momento completamente diverso quello che sta vivendo la formazione di Klopp che rispetto al collega olandese ha davvero una macchina da guerra.

Solo che per ora la suddetta macchina ha avuto degli inceppamenti e con due segni X in 180 minuti di campionato. Solo un guasto provvisorio, oppure c’è qualcosa di più?

Va detto che i reds hanno iniziato la stagione alzando il terzo trofeo del 2022: vittoria nel Communty Shield per 3-1 contro il Manchester City. Di fatto l’unico titolo inglese che mancava al tecnico tedesco. Poi i due suddetti pareggi che hanno lasciato al quanto perplessi.

Con tutto il rispetto, ma Fulham e Crystal Palace non possono essere ostacoli insormontabili per una formazione come quella di Salah e compagni. Eppure il Liverpool ha faticato e maledettamente: due volte sotto a Londra e due volte ripreso il pari. Sotto in casa contro le Eagles e seppur con l’uomo in meno, ecco il pareggio.

Insomma, il carattere c’è, ma il gioco è lontano parente della squadra ammirata negli ultimi 6 anni. Gli uomini di Klopp per rendere al massimo devono giocare a ritmi altissimi, quasi forsennati: nel momento in cui tutto questo non succede, per meriti altrui o per demeriti propri, la squadra va in difficoltà.

Aggiungiamoci pure la sfilza di infortuni che stanno decimando difesa e centrocampo, ecco che tutti i nodi vengono al pettine. Senza dimenticare la follia di Darwin Nunez che si è preso un rosso diretto contro il Palace e oltre a saltare la trasferta di Old Trafford mancherà per tre turni.

Con Diogo Jota ai box, le alternative in attacco si riducono a Salah, Firmino e Luis Diaz: sicuramente non tre attaccanti scarsi, anzi, ma sperando che nessuno di essi avverta problemi fisici o quanto altro. Alla luce pure delle partenze di Origi e soprattutto di Mané.

Manchester United – Liverpool: probabili formazioni

Azzeccare le due formazioni è come fare un terno al lotto, per un motivo o l’altro.

Manchester UTD

In casa United qualcuno paventa la rivoluzione, ma stravolgere l’ossatura della squadra contro una corrazzata come il Liverpool non appare il massimo.

Sicuramente Erik ten Hag apporterà dei cambi, rispetto agli 11 che hanno iniziato la gara di Londra sabato scorso. In difesa, potrebbero pagare il contestatissimo Maguire e con lui, anche Shaw: con Wan-Bissaka a destra nel 4-2-3-1, Dalot a sinistra, mentre al centro, al fianco di Martinez, dovrebbe giocare finalmente Varane.

Al fianco di Eriksen davanti alla difesa, ecco anche Mc Tominay, con van de Beek che agirà a destra, nei tre a supporto della punta. Punta che dovrebbe essere ancora una volta Cristiano Ronaldo. Elanga prova a soffiare una maglia da titolare a Rashford.

Probabile Formazione (4-2-3-1): De Gea; Wan-Bissaka, Martinez, Varane, Dalot; Eriksen, McTominay; Van de Beek, Bruno Fernandes, Elanga; Cristiano Ronaldo. All. ten Hag

Liverpool

Situazione da monitorare a Liverpool: sicuramente fuori Thiago Alcantara e Diogo Jota infortunati, con Matip ormai prossimo al secondo forfait. Stesso discorso per l’altro centrale difensivo Konate. Difficilmente partiranno alla volta di Manchester i vari lungo degenti come Oxlade-Chamberlain, Jones e anche il secondo portiere Kelleher. Senza dimenticare lo squalificato Nunez.

In difesa, torna titolare Gomez al fianco di Van Dijk. A centrocampo il rebus più importante, considerando la titolarità di capitan Henderson e di Fabinho. In quattro per una maglia, con Keita in vantaggio sull’esperto Milner e sui giovani promettenti Elliott e Carvalho.

In attacco scelte obbligate per completare il 4-3-3, con Salah a destra, Firmino al centro e Luis Diaz a sinistra.

Probabile Formazione (4-3-3); Allison; Alexander-Arnold, Gomez, Van Dijk, Robertson; Henderson, Fabinho, Keita; Salah, Firmino, Diaz. All. Klopp.