Vai al contenuto

Ne abbiamo viste di ogni, in Champions League. Ma è giusto dire che una roba del genere – cioè una rimonta da un 3-0 – sembra piuttosto inverosimile. E per due motivi. Il primo: va bene che è il Manchester City, però deve farne 4 al Real Madrid. Il secondo: è il Real Madrid. Al Bernabeu è andata in scena una partita perfetta per i ragazzi di Arbeloa, pur avendo tantissime defezioni, e qualcuna rimarrà.

Allora? C’è comunque da godersi una serata unica nel suo genere, particolarissima e sicuramente bellissima. Dall’intensità folle, per certi versi. E si riparte esattamente da qui: dal 3-0, ma anche da un’aria frizzante in quel di Manchester. L’obiettivo è cambiare la storia.

Chi gioca e chi no

Intanto, Pep Guardiola va verso la conferma di buona parte della formazione del Bernabeu. Cambierà Savinho e inserirà Cherki, ma rimarrà 4-2-3-1. In porta Donnarumma, Khusanov e O’Reilly sugli esterni, Ruben Dias e Guehi centrali. Rodri con Silva nei due, mentre Cherki sarà il dieci con Semenyo e Doku sugli esterni. Erling Haaland centravanti, naturalmente.

Il Real Madrid si difenderà con un 4-4-2 molto ordinato e pure molto ancelottiano. Courtois tra i pali, AlexanderArnold sugli esterni con Fran Garcia sul lato opposto; Rudiger e Huijsen sono invece i centrali. Valverde e Guler partiranno larghi a centrocampo, con Pitarch e Tchouameni in mezzo. Diaz a supporto di Vinicius. E Mbappé? Eh, resta ancora una volta in forte dubbio. Per fortuna c’è Valverde…

La remuntada impossibile

La missione è davvero impossibile, eppure c’è chi ci crede. Manchester City e Real Madrid ripartono dal 3-0 dell’andata e nella storia è capitato davvero poche volte. Solamente 4 volte in 50 occasioni. L’ultima? Solo sfiorata. La Juventus aveva ripreso il Galatasaray dopo il 5-2 subito all’andata in Turchia. Eh, pure in 10 uomini, i ragazzi di Spalletti l’hanno portata ai supplementari. Salvo poi crollare.

4 volte però è accaduto che le squadre riuscissero a rimontare uno svantaggio di 3 reti: il Deportivo La Coruña nel 2003/04 contro il Milan, il Barcellona nel 2016/17 contro il PSG, la Roma nel 2017/18 contro il Barcellona e il Liverpool nel 2018/19 ancora contro il Barça.

Haaland può cambiare la storia

Bisognerà metterla immediatamente in discesa e Pep si affiderà ancora una volta a Haaland, l’unico con un pedigree clamoroso per cambiare la storia del City, la sua e quella della Champions League. Il City non arriva in condizioni precarie: Guardiola ha avuto la concreta possibilità di fare rotazioni e se la giocherà a viso aperto. Ma è il caso a dirlo: anche queste sberle fanno parte del suo progetto di ricostruzione.

Pep, insomma, ci crede. Mentre per Arbeloa la partita dell’andata può essere stata quella della conferma. Non è ad interim ed è stato chiarito. Tuttavia aveva bisogno di notti così per dimostrarsi già ad altezza Real.

Dove si gioca la partita

La partita si giocherà tutta nell’intensità che saprà mettere il City, se andrà immediatamente all’attacco – come dovrebbe, forse – oppure se opterà per una gestione più calma e magari anche più efficace. Staremo a vedere. Intanto, un gol a inizio match potrebbe scatenare l’effetto mentale che teme Arbeloa: il Manchester non può prendere fiducia, rischia infatti di alimentare speranze oggi al minimo.

Limitare Haaland è la missione del Real, ma anche Semenyo e Doku rappresentano minacce concrete. Da parte del Real, con un 4-4-2 così accorto, lo spazio sarà tutto di Vinicius. Se lo innescano in profondità, occhio…