Svolta importante. Se non determinante. Giornata numero 30, dopo questa ne mancheranno giusto sette: inutile aggiungerlo ma è importante farlo, sono le curve decisive della stagione. E l’Inter si sta giocando un campionato che a tratti ha anche dominato, salvo inciampare dopo il derby e l’eliminazione dalla Champions League. Ma è primavera. Si allungano le giornate e adesso si fa sul serio. A partire dalla prossima partita, domenica sera contro la Fiorentina.
Ore 20.45, l’ultima prima della sosta per gli impegni delle nazionali e in particolare della nostra, di Nazionale. Novanta minuti in cui i nerazzurri – esattamente come la Viola – sono chiamati a dare una dimostrazione di forza per raggiungere i propri obiettivi.
Chi gioca e chi no
Vanoli ha recuperato intanto Moise Kean, che sarà al centro dell’attacco: è atteso al rientro dal primo minuto, così come Gosens, che agirà invece da sinistra. De Gea tra i pali nel 4-1-4-1 dei viola, con Dodo sulla destra e Ranieri più Pongracic in mezzo, oltre al ritorno del tedesco; Fagioli sarà il regista, Parisi e Gudmundsson partiranno più larghi in avanti con Mandragora e Brescianini a schermare e aiutare Kean. Harrison resta fuori, ancora out Lamptey e Solomon.
Capitolo nerazzurro. Bastoni non ce la farà, al suo posto in campo Carlos Augusto. Mkhitaryan è atteso invece dopo la sosta mentre Calhanoglu è tornato in gruppo e va verso una maglia da titolare, Lautaro invece sarà assente. Come si va? Si va con Sommer tra i pali, Bisseck e Carlos Augusto braccetti più Akanji centrale; Dumfries e Dimarco saranno gli esterni, con Barella e Zielinski mezzali più Calha in mezzo. Davanti Thuram a supporto di Pio Esposito.
Qui Fiorentina
Sarà una partita estremamente sentita per la Fiorentina, perché dopo l’ultima vittoria si è tolta un po’ dai guai, ma il pericolo terzultimo posto rimane sempre lì ed è monitorato. La missione, insomma, non è stata ancora compiuta. Ed è pure ben lontana dal farlo. La Viola ha vinto solamente una delle ultime tre partite, ma tre nelle ultime cinque. Non è un momento negativo, però la sterzata attesa non è arrivata.
Il calendario, poi, non perdona. Dopo l’Inter ci sarà lo scontro diretto col Verona al rientro dalla sosta, la Lazio in mezzo tra i due quarti di finale con il Crystal Palace. E poi ancora lo scontro diretto con il Lecce, prima di ospitare il Sassuolo e chiudere con Roma, Juventus e Atalanta, più il Genoa dopo i giallorossi. In bocca al lupo.
Qui Inter
Per i nerazzurri il pericolo non si chiama solamente Milan, anzi: è tornato a farsi sotto il Napoli con 4 vittorie consecutive e un po’ di giocatori recuperati. L’Inter avrà, dopo Firenze, il rientro dalla sosta più particolare: c’è la Roma in casa, poi il Como in trasferta. Tosta. La chiosa può essere più leggera, pur avendo la Coppa Italia di mezzo: però Cagliari a San Siro e Toro in trasferta non sembrano grossi ostacoli, così come il Parma a quattro giornate dal termine.
Chivu chiuderà con la Lazio all’Olimpico e il Verona in casa, prima di salutare il campionato al Dall’Ara di Bologna. Lì potrebbe essere già campione, se non dovessero arrivare ulteriori inciampi. Al momento, difficili da prevedere.
Vette differenti
C’è chi sogna lo scudetto e chi la salvezza. Chi farebbe una vera impresa e chi invece si è trovato lo spazio per sbalordire il prossimo. Inter e Fiorentina si apprestano a dare l’ultimo tocco alla trentesima giornata di campionato in mezzo a mille verdetti solamente da esplorare. Ma anche a un po’ di situazioni da recuperare. La prima riguarda il recupero di alcuni calciatori che sembrano ormai fuori contesto, Marcus Thuram su tutti. La seconda è non perdere la bussola come accaduto un anno fa: competitivi su tre fronti, e poi nessuna vittoria.
Non sarà semplice cacciare via certi fantasmi, ma è doveroso provarci per l’Inter. Che se dovesse riuscire a ritrovare continuità nel finale di stagione, a quel punto potrebbe davvero chiudere anzitempo i giochi scudetto.


