In attesa di Milan-Como, che toglierà finalmente gli asterischi dalla classifica, in buona parte si può già dire. Cosa? Che l’Inter viaggia più spedita verso lo scudetto. Un successo che avrebbe comunque un po’ di storie da raccontare, sebbene la qualità della rosa lo giustifichi ampiamente. Però, ecco, la mano di Chivu, la continuità mostruosa messa in campo nel nuovo anno, la capacità di scrollarsi di dosso pure le ruggini di un anno fa, qualcosa di diverso l’han dato. Anzi: hanno fatto sì che il rimuginio non avesse la meglio.
La scena della giornata numero 25 è tutta di Inter–Juventus, finita 3-2 grazie al gol al novantesimo di Zielinski. No, qui non si leggeranno polemiche, Var, arbitri, La Penna. Qui si analizzerà il momento nerazzurro. E quello bianconero. Due storie quasi di pari passo, che rischiano di farsi pure un passaggio di testimone. Per certi versi.
1) Il gol più pesante è quello di Modric
Intanto, partiamo dall’altra sponda di Milano. E dal gol di Modric che consegna al Milan una vittoria – non poche, quest’anno – acciuffata e non esattamente meritata. I rossoneri però viaggiano, trovano il modo di aggiustarsi in corsa e di sfogare la mentalità che Allegri ha inserito nuovamente nel sistema rossonero. Quarta vittoria nelle ultime cinque partite, tranne un pari a metà percorso, di fatto Max ha tenuto la stessa velocità della capolista. E adesso può accorciare con il recupero contro il Como.
Di sicuro, ci sono numeri ben diversi tra le due squadre. Ad esempio: l’Inter in 25 partite ha realizzato 60 reti, i rossoneri sono fermi a 40, che sono sempre più di quelli di Napoli e Roma, ma meno di quelli della Juve, che fatica ugualmente a trovare la rete. Come la storia del calabrone: vola perché forse farebbe più fatica a pensare di non poter volare.
2) La Fiorentina fuori dalle sabbie mobili
Di sicuro, una delle vittorie più pesanti dell’ultima giornata è arrivata a Como. E stavolta non dai padroni di casa, bensì dalla Fiorentina, che sembrava alle prese con un’altra giornata da sudori freddi. Macché: la Viola apre i discorsi con un gol di Fagioli a metà del primo tempo, raddoppia con un rigore di Kean all’inizio della ripresa, e sono un’autorete goffa di Parisi permette al Como di crederci fino alla fine. Almeno finché Morata non si fa espellere.
La Viola è fuori dalle sabbie mobili, al momento. Anche se nelle più recenti 5 partite ha vinto la prima e l’ultima, dimostrando di avere ancora tanta strada da fare per trovare la continuità sul suo percorso. Ci proverà. Chissà se ci riuscirà.
3) Riecco il Bologna, ma il Toro…
A proposito di chi ha ritrovato la vittoria: avete visto il Bologna di Italiano a Torino? Mica male. Cioè: male solo per il Toro, che dopo aver trovato 4 punti nelle ultime 2 partite, torna a perdere e a guardarsi alle spalle. Adesso la Fiorentina, terzultima, dista tecnicamente sei punti. E tutte le altre alle spalle, tranne Pisa e Verona che sembrano più duramente condannate delle avversarie, hanno fatto punti. Rosicchiato qualcosa.
Comunque, il Bologna: una vittoria che fa tirare il fiato a tutti, e che trasporta ugualmente i rossoblù nella parte sinistra della classifica, raggiungendo quota 33 come la Lazio, tenendo il Sassuolo e scavalcando l’Udinese. L’Europa dista almeno 8 punti: sembra comunque irraggiungibile.
4) Quarto posto, mi ci ficco
Eh, l’Europa. La grande corsa è tutta lì, con lo scudetto sostanzialmente in mano a due squadre, per quanto il Napoli stia tenendo botta: il 2-2 con la Roma, ottenuto grazie a un gol nel finale del nuovo arrivato Santos, è un sospiro di sollievo. Perché tiene i giallorossi a distanza di sicurezza, ossia a 3 punti, perché vale un punto guadagnato sulla Juve, a 4 lunghezze. E comunque dà il potere al Napoli di poter andare forte come e quanto vuole. E magari di recuperare qualche giocatore nel mentre.
La partita però è apertissima. Si nutre del calendario. La Juve ha Como e Roma (scontri diretti), prima di mettersi potenzialmente in discesa con Pisa, Udinese Sassuolo e Genoa; la Roma ha Cremonese e Genoa (questa in trasferta), in mezzo la Juve; il Napoli, a parte la prossima con l’Atalanta, ha Verona, Toro, Lecce e Cagliari. Si può fare.
5) L’Inter è quasi campione d’Italia
Torniamo però al punto di partenza. Cioè: l’Inter ha un bel pezzo di scudetto cucito in tasca. Viaggia a una media di 2,44 punti a partita, per un totale – pure qui: potenziale – di 93 punti (arrotondati). Eh, tanta roba. Anzi: una roba proprio di dominio, quello che stanno dimostrando i ragazzi di Chivu, sebbene nel match con la Juve qualche lacuna si sia oggettivamente vista. Come il non aver approfittato della superiorità numerica dopo l’espulsione di Kalulu.
No, l’Inter l’ha risolta solo alla fine, confermando però che negli scontri diretti qualcosa di diverso emerge, soprattutto nella testa. Però una vittoria è una vittoria: l’hanno insegnata così. E va presa benissimo. Anzi, con tanta gioia. Scacciando le polemiche. Abbracciando questo pezzo di scudetto che sembra fatto su misura per i nerazzurri.

