Una direzione, questo campionato, ce l’ha. E ormai è sempre più chiaro, aiutato persino da quel Milan-Como che si sarebbe dovuto giocare in Australia e che invece troverà casa a Monza. Giusto un po’ di differenza. Intanto, il Milan va. Ma l’Inter va più del Milan. E più di tutte le altre, Napoli compreso, che sta provando a tirare fuori gli artigli in una situazione completamente differente rispetto a un anno fa. Sia per i giocatori a disposizione (Conte ne ha davvero troppi fuori), sia per il momento in generale che sta attraversando la squadra.
L’obiettivo, quantomeno, si è trasformato in fretta: dai sogni del double scudetto, fino all’approdo alla prossima Champions League, da cui gli azzurri sono usciti davvero troppo in fretta. E allora, la corsa sembra si sia fatta tutta lì: sul quarto posto. Ma c’è la Juve, c’è la Roma. E c’è il Como.
1) Chi(vu) la ferma?
Intanto, c’è l’Inter prima. Che non si ferma. Non s’arresta. E ha trovato un’altra vittoria di livello assoluto: Sassuolo schiantato e adesso i limiti sono veramente pochi. Del resto, rispetto a quanto mostrato l’anno scorso, la squadra sembra addirittura migliorata e soprattutto non vuole lasciarsi sfuggire lo scudetto, soprattutto in virtù di quanto accaduto un anno fa e in generale nell’era Inzaghi. Prima c’era riuscito il Milan, l’ultima volta il Napoli. Stavolta no, non sembrano esserci chance di inserimento. Anche se i rossoneri girano virtualmente a 5 lunghezze.
Però quest’Inter pare una squadra matura. Ha aggiunto talenti interessanti come Pio Esposito, Bonny, Sucic. E ha migliorato la rosa indubbiamente. Elemento fondamentale che apre le porte del paradiso calcistico: oltre al campionato italiano, si può quantomeno sognare in Europa. Se l’anno scorso è andato così, del resto…
2) La super settimana dell’Atalanta
A proposito di sogni e di Europa. L’Atalanta di Palladino arriva da una settimana perfetta: prima la vittoria con la Juve in Coppa Italia, un 3-0 roboante (molto più di quanto ha comunque detto il campo) con cui ha eliminato i bianconeri dalla Coppa Italia e si è piazzata sulla strada migliore per raggiungere la finale; poi il 2-1 contro la Cremonese di Nicola, che qualche grattacapo l’ha pur dato, ma poi ci ha pensato Carnesecchi. Uno dei talenti più puri.
Una super settimana, per l’Atalanta. Che arriva da un momento particolarmente d’oro: tre vittorie nelle ultime 5 di campionato, Europa che dista due punti (il Como ha una partita in meno) e – chissà – velleità di giocarsela per il quarto posto. Juve e Roma sono solamente a 7 punti, con questo ritmo può rosicchiare qualcosa.
3) Lo scatto del Lecce
La vittoria più pesante, alla fine, l’ha portata a casa il Lecce. Successo determinante grazie a Banda, all’ultimo istante contro l’Udinese. Un match per nulla semplice, che poteva condannare anche Eusebio Di Francesco, adesso aggrappato ai nuovi risultati e alla consapevolezza che, con questo spirito, i salentini potranno davvero salvarsi, sebbene dietro una squadra come la Fiorentina faccia inevitabilmente spavento.
Tant’è, è il cuore del Lecce a dimostrare una pasta differente. Anche quando non ha portato a casa punti, il club giallorosso è riuscito a collezionare prestazioni importanti, convincenti, tali da dare forza alla guida tecnica pure nei momenti più complessi. E adesso, respiri a pieni polmoni, prima di ripartire. La prossima è a Cagliari, dove hanno vinto davvero in pochissime.
4) La crisi del Bologna
Da salvare, in qualche modo, c’è pure il Bologna di Italiano, alla quarta sconfitta consecutiva. I rossoblù sono usciti un po’ a pezzi anche dal mercato: è andato via Holm, è arrivato Joao Mario. E poi ha salutato Immobile, che ha scelto di tentare la strada del Paris FC, l’altra squadra di Parigi (ma non esattamente meno ricca, anzi). Insomma: è in corso un ricambio piuttosto concreto e questo si riflette nelle prestazioni.
Riflette pure il club sulla posizione dell’allenatore, che ha comunque un ingaggio pesante, 3 milioni a stagione strappati dopo la vittoria in Coppa Italia. Cos’è successo, da allora? La gestione del doppio impegno, gli infortuni, una rosa non esattamente migliorata nelle ultime fasi di compravendita, hanno fatto sì che in qualche modo il Bologna si sciupasse. Senza avere la forza per rialzarsi.
5) Il ruggito del Napoli
Una situazione simile a quella del Napoli di Conte, che almeno ha dato un segnale: è stato il rigore di Hojlund a cambiare la storia. Gli azzurri, anche in casa del Genoa di De Rossi (alla seconda sconfitta consecutiva), rischiavano di capitolare. Soprattutto per gli errori di Buongiorno, in un momento non esattamente di lucidità. Poi il momentum: sfruttato al massimo.
E quel rigore che pesa come un macigno e ribalta, riabilita, rafforza la posizione degli azzurri, che allungano sulla Juve (ora sono a più 3) e adesso si presentano alla sfida con la Roma con il massimo dell’ambizione. Anche se con troppi infortuni. Si vedrà, ad ogni modo.


