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Juventus-Milan è già decisiva?

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Dopo aver superato le fatiche di Coppa, Juventus e Milan si affrontano in campionato per tornare a respirare aria d’alta classifica.

La Juve di Allegri, con un solo punto in tre partite – al netto di tre gol fatti e ben cinque subìti –, ha l’obbligo di vincere col Milan per regalarsi una possibilità di reintegro tra le grandi del nostro calcio.

I rossoneri allenati da Pioli, primi insieme a Roma e Napoli a quota 9, godono di un vantaggio importante sui bianconeri: un +8 che permetterà alla squadra di Pioli di aspettare l’assalto dell’undici allenato da Max Allegri.

Ma voi ce lo vedete davvero il Milan, questo Milan, aspettare l’avversario?

Milan d’assalto?

Se lo auguravano anche i tifosi della Lazio, convinti – forse per le memorie dell’anno precedente sotto Inzaghi – che l’imminente impegno di Champions avrebbe inciso sulla prestazione del Milan. Può anche aver inciso, ma in campo non si è visto. Il Milan di Pioli ha iniziato il match con grande aggressività, e così l’ha terminato – anche grazie ad una Lazio deludente sotto tanti aspetti, in primis quello della voglia e della condizione fisica.

Non è da escludere che i primi minuti di Juventus vs Milan (l’anno scorso finì 0-3) possano essere caratterizzati dalla stessa situazione tecnico-tattica. I rossoneri sono in un gran momento di forma, e la profondità della rosa – in fiducia – permette a Pioli di girare gli interpreti senza perdere la qualità del gioco.

Quello della rotazione è un meccanismo che l’allenatore del Milan ha imparato ad usare al meglio già lo scorso anno quando i rossoneri, tra covid e infortuni, si sono ritrovati a lottare per lo scudetto in assenza di alcuni interpreti principali.

Tra questi Ibrahimovic, che ha sì segnato contro la Lazio appena entrato, ma che ha poi riaccusato antiche noie fisiche nel corso dell’allenamento pre-Anfield. Niente Liverpool per lui, ma con la Juventus potrebbe recuperare.

Da un punto di vista tattico, comunque, le differenze con Giroud sono davvero poche. Entrambi forti fisicamente, i due centravanti sono l’appoggio ideale per centrocampisti, ali e terzini, pronti ad inserirsi alle spalle della difesa.

Fattore Dybala

Come la Lazio di Sarri, anche la Juventus è apparsa appannata sotto il profilo fisico. Ma le grandi partite come questa, si sa, spingono una grande squadra a superarsi. E Allegri sa di poter contare sulla voglia di rivalsa dei suoi.

Curiosamente, l’ultima volta che la Juventus ebbe la meglio sui rossoneri allo Stadium in panchina sedeva Maurizio Sarri. Ancor più curiosamente, decisivo risultò il gol di Paulo Dybala, entrato indovinate al posto di chi nella ripresa? Quel Cristiano Ronaldo che quest’anno ha fatto le valigie in fretta e in furia.

Quasi scappando da Torino, e così consegnando nei piedi di Paulo Dybala – ornato della fascia di capitano quando manca Chiellini – la responsabilità ultima dei successi bianconeri. Per il momento le cose non sono andate alla grande, ma non c’è dubbio sul fatto che il risveglio della Juventus passerà (o meno) dalle giocate del suo numero 10. Anche contro il Milan.

La vittoria dei rossoneri allo Stadium del 9 maggio 2021 portò la firma di Brahim Diaz, Rebic e Tomori. Sarebbe dunque quasi scontato prevedere il duello decisivo della partita tra il trequartista rossonero e il sopracitato Dybala.

Due giocatori simili, entrambi incaricati di inventare la giocata. Non è però il pensiero di chi scrive. Probabilmente il vero duello sarà tra Dybala da una parte e Giroud/Ibrahimovic dall’altra. E il motivo è semplice. Sarà una partita estremamente bloccata.

Sarà decisiva la fase difensiva

Cosa ce lo fa pensare? In primis la ritrovata solidità difensiva della Juventus che, come sottolineato da Allegri, non chiudeva una partita senza prendere gol da marzo del 2021.

Non a caso l’allenatore livornese, al termine della sfida col Malmoe, rispondendo a chi gli chiedeva di commentare le prestazioni dei vari Cuadrado, Dybala, Morata, notava con piacere «la buona prova di Szczesny», che praticamente in quella partita non aveva toccato neanche un pallone.

Ma non importa, per Max. Che ora come ora non ha altro obiettivo se non quello di curare psicologicamente un reparto che, in crisi da due anni, ha smarrito le sue certezze. Allegri sa che gran parte dello Scudetto passa da una difesa solida. I risultati d’altra parte lo testimoniano.

Il problema è che di fronte c’è una squadra che, pur attaccando l’avversario dal primo minuto, non si espone quasi mai ai contropiedi avversari.

Il Milan è una squadra forte davvero perché sa attaccare in massa e difendersi allo stesso modo. Il filtro garantito dai due centrocampisti – qualità che manca ai bianconeri – Kessié e Tonali permette agli attaccanti di respirare nel recupero e ai difensori di prevedere le mosse degli avversari. Che giochi Kjaer o Romagnoli, lo si è visto con la Lazio, cambia relativamente, perché il lavoro di rottura della linea lo fa soprattutto Tomori.

Il Milan prende pochi gol e attacca alla grande. La Juventus attacca male e prende tanti gol. Sulla carta è un 2 senza storia.

Ma i bianconeri non possono fare un altro passo falso. Ci sarà da divertirsi.

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