Federico Chiesa

Juventus-Atalanta, Chiesa scacciapensieri bianconero?

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Al di là delle dichiarazioni di facciata, su Juventus-Atalanta di domenica si staglierà pesante l’ombra, o il fantasma, del procedimento sportivo in corso nei confronti dell’ormai ex dirigenza bianconera. L’idea che i punti guadagnati con fatica in campo vengano poi vanificati dalle carte bollate non deve essere semplice da mandare giù, e mentre scriviamo si parla ancora di richieste e di ipotesi.

Sul campo, Juve-Atalanta potrebbe invece essere una partita piuttosto bella, tra due squadre che stanno cambiando pelle, seppure con tempistiche e modalità che non potrebbero essere più differenti.

Juventus-Atalanta: quando si gioca e dove vederla

Juventus-Atalanta, posticipo serale per il turno numero 19 di Serie A, si giocherà all’Allianz Stadium di Torino, alle 20:45 di domenica 22 gennaio 2023.

La partita sarà visibile in TV e in streaming, sempre in esclusiva per gli abbonati di DAZN e su tutte le opzioni disponibili. In televisione con la app per Smart TV, ma anche tramite TIMVISION Box, Amazon Fire TV e Google Chromecast. Inoltre la partita sarà fruibile anche sulle consolle PS4, PS5 o XBOX One. E poi, ovviamente, anche in streaming su dispositivi mobili tramite la app disponibile su tutti i principali app store.

Le probabili formazioni di Juventus-Atalanta

Qui Juventus

La prodezza con cui Federico Chiesa ha mandato la Juve ai quarti di Coppa Italia è di una bellezza rara, ma ripropone anche un interrogativo molto in voga ultimamente: posto che il numero 7 è uno spacca-partite come ce ne sono pochi in Europa, quando lo rivedremo dal primo minuto?

Juve-Atalanta non sembra l’occasione giusta, almeno osservando quelli che appaiono essere gli orientamenti di mister Allegri. A proposito del tecnico livornese, a Napoli ha sorpreso la sua rinuncia al blocco “giovane” che aveva contribuito in maniera pesante alla serie di vittorie che ha risollevato la classifica bianconera. Avendo schierato Fagioli titolare in Coppa Italia (e il numero 44 non ha certo offerto la sua migliore prestazione) viene da pensare che anche in casa con la Dea potremmo non vedere l’ex Cremonese dal primo minuto. O forse sì, visto lo stop dell’ultim’ora per Rabiot. L’assenza del francese complica un po’ le cose, perché Adrien era ormai una sicurezza sul centro-sinistra. Da quelle parti potremmo vedere dirottato Locatelli, con Paredes al centro, oppure Miretti.

Davanti sarà ancora tandem MilikDi Maria: a meno di improbabili sorprese, Allegri non può proprio fare a meno della creatività del Fideo.

Qui Atalanta

Il nuovo stop di Zapata ha riacceso le voci su una sua possibile partenza, cosa questa che ha molto infastidito Gasperini. Il Gasp inoltre dovrà rinunciare al giovane Scalvini, fermo per un problema al ginocchio, e allo squalificato Koopmeiners. Quest’ultimo dovrebbe venire rimpiazzato da Ederson.

Davanti è diventato irrinunciabile lo scatenato Hojlund, 3 gol nelle ultime 3 partite, che avrà al fianco il discontinuo ma qualitativo Lookman, con Boga qualche metro più indietro libero di svariare e inventare. Dietro si va verso il terzetto Toloi-Demiral-Palomino.

  • Juventus (3-5-2): Szcesny; Danilo, Bremer, Alex Sandro; McKennie, Fagioli, Paredes, Locatelli, Kostic; Di Maria, Milik. All.: M. Allegri
  • Atalanta (3-4-1-2): Musso; Toloi, Demiral, Palomino; Hateboer, De Roon, Ederson, Ruggeri; Boga; Lookman, Hojlund. All.: G. Gasperini

Juventus-Atalanta, precedenti e statistiche

Centoventi i precedenti in Serie A, tra Juventus e Atalanta. I bianconeri sono usciti vincitori in più di metà dei casi, 65 volte, mentre 42 sono stati i pareggi e appena 13 le vittorie dell’Atalanta. La Dea però ha una tradizione recente piuttosto positiva, con i bianconeri. Siamo nel corso di una striscia aperta di 5 partite senza successi juventini: l’ultimo risale al novembre 2019, con la Juve di Sarri che rimontò il gol di Gosens grazie alla doppietta di Higuain e al gol di Dybala nel recupero. Per trovare l’ultima vittoria casalinga della Juventus contro l’Atalanta bisogna invece tornare ancora più indietro, al marzo 2018: 2-0 con reti di Higuain e Matuidi.

La Dea versione 2022/23 riesce ad avere una grande efficacia offensiva anche senza il dominio del possesso palla (media dell’Atalanta 46,9%, diciassettesima in Serie A), semplicemente attaccando con molti elementi come al suo solito non appena riconquistata la palla. I nerazzurri usano inoltre, come nessun altro finora in Serie A, l’arma del tiro da fuori: sono 8 i gol da fuori area realizzati finora dall’Atalanta, prima in questa speciale classifica.

Juve e Atalanta hanno più o meno lo stesso numero di tiri in porta (84 contro 83), ma i bergamaschi hanno un rapporto tra tiri in porta e tiri totali leggermente migliore (37,9 contro 40,2%).

Le possibili chiavi della partita

Gli 8 gol segnati dall’Atalanta alla Salernitana hanno fatto rivivere a tifosi e appassionati una versione della Dea simile a quella che entusiasmò l’Italia e l’Europa nelle stagioni precedenti. Questa Atalanta sta cambiando, anzi ha cambiato decisamente pelle, anche se permangono alcune caratteristiche tipiche del credo calcistico di Gasperini. Meno dirompente l’apporto degli esterni, l’Atalanta attacca sempre con molti uomini e gli inserimenti di centrocampisti come Pasalic possono fare la differenza, così come la freschezza e l’ispirazione del già citato Hojlund.

La ritrovata forma di Jeremie Boga potrebbe essere un fattore del match, così come dall’altra parte la creatività di Di Maria che però non ha quasi mai modo di dare il suo apporto per tutta la partita (per infortuni, limiti di tenuta atletica o scelte tecniche di Allegri).

Chiesa può subentrare nella ripresa e aiutare ancora la statistica che vede la Juve come una squadra da secondi tempi (frazione in cui ha segnato il 66,6% dei suoi gol). Tuttavia, come accennato prima, servirebbe portare i suoi strappi “a regime” anche prima dell’ultima mezz’ora.

L’assenza di Koopmeiners, ottimo stoccatore, limita un po’ la pericolosità dell’Atalanta nel tiro da fuori, ma dall’altra parte Lookman ha tutte le caratteristiche per mettere in crisi l’attuale Alex Sandro, braccio di sinistra del terzetto difensivo bianconero e troppo spesso anello debole.

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