Già solo a dirlo, che Inter v Liverpool non è una partita scontata, viene da ridere. E per gli amici interisti che stanno leggendo queste righe, chiediamo scusa in anticipo. Toccate ferri, controferri, peperoncini, agli di varia natura, amuleti, figurine di Facchetti e via discorrendo. Vi capiremmo, vi capiamo, e siamo con voi. Però. Il Liverpool di Arne Slot sta passando il peggior momento della sua gestione (è qui da due anni).
Arne Slot è di fronte a un bivio (senza via di uscita?)
È nono a 23 punti in Premier League, finora. Ha realizzato cinque punti nelle ultime cinque sfide in campionato (1V; 2N; 2P) e, al di là di qualsiasi (impietoso) numero, è la disposizione in campo dei Reds che preoccupa. Il Liverpool è un’anziana signora della vecchia nobiltà britannica, di quelle che anche a 85 anni vanno al beauty saloon per impomatarsi, truccarsi a dovere, inghirlandarsi, insomma tutte quelle operazioni mirabilmente descritte dal genio di Pirandello ne La vecchia imbellettata (1908). Il riferimento letterario non è qui casuale, tutt’altro.
Il Liverpool sta vivendo la stagione del cambio stagionale, quando le foglie secche cadono dall’albero lasciando il posto alle nuove. Il suo problema è che le foglie secche, rimanendo nella metafora botanica, non stanno cadendo e quelle nuove sembrano appartenere a un altro seme. Puoi provare ad innestarlo, ma i risultati non sempre sono ottimali.
Le dichiarazioni di Momo Salah, che ha di fatto scaricato l’allenatore Slot – non è la prima volta che gli capita di farlo, invero –, l’atteggiamento del corpo di van Dijk dopo l’ultimo pirotecnico 3-3 col Leeds, quando dopo la rete di Ao Tanaka l’olandese, anziché reagire di rabbia o semplicemente di stucco, si è girato verso la panchina dei suoi facendo crollare le braccia ben al di sotto della vita, con pigrizia d’orango. Robertson, terzino scozzese e leggenda del club del Merseyside, che non sta più giocando anche quando Kerketz, che lo sostituisce come può, dà tutto meno che certezze.
I nuovi acquisti, forzosamente inseriti nella rosa titolare, tanto da far scalare Szoboszlai in mediana o persino sull’esterno (à la Valverde), perché Wirtz, mister 100 e rotti milioni, ti pare che non gioca? Bene, anzi male. Malissimo. Il Liverpool è allo sbando più totale e la sensazione è che Slot non possa uscirne senza cedere a qualche idealismo. Lo sapete però come sono gli olandesi, no? Tra le molte qualità che hanno, di certo non figura la capacità di trovare un compromesso.
Il Liverpool in Champions è ancora vivo (incredibilmente)
Dobbiamo però dire due parole sul cammino dei Reds in Champions che, se non è leggendario, non possiamo definire neanche «scadente» come invece quello in Premier League. Il Liverpool di Slot dopo 5 partite giocate si trova al 13esimo posto con 9 punti. Ha mostrato tutto il suo strapotere offensivo segnando già 10 gol (media di 2 a partita), ma anche tutte le sue debolezze dietro (prendendone 8).
Dopo aver vinto all’esordio con l’Atletico Madrid, i Reds hanno perso a Istanbul col Galatasaray, per poi umiliare l’Eintracht in Germania (1-5) e vincere un match delicatissimo contro il Real Madrid di Xabi Alonso (1-0). Poi però è arrivata una fragorosa sconfitta interna col PSV (1-4) che ha riacceso i timori sul passaggio del turno. Contro l’Inter, siamo certi che l’atteggiamento del Liverpool sarà della squadra ferita e quindi predisposta al grande ardore di quelle notti di Champions, per dimostrare, non fosse altro che a se stessi, di essere ancora uno dei club più prestigiosi del mondo.
L’Inter deve fare l’Inter, senza tenere fede al momento dell’avversario
Sull’Inter, contrariamente ad altre analisi fatte in passato, c’è poco da indagare. I nerazzurri sono a 3 punti dalla vetta (rappresentata dall’Arsenal, a 15: 5V) con 12 punti (4V; 1P) finora realizzati. La squadra di Christian Chivu in Champions, non ce ne voglia l’allenatore rumeno, rimane una squadra di Simone Inzaghi. Con i suoi principi di gioco, le sue certezze, la sua fame e la sua tenacia. D’altra parte due finali in tre anni non le raggiungi a caso.
Ecco perché contro il Liverpool l’Inter dovrà stare innanzitutto attenta a non sottovalutare l’avversario, quindi a leggerne fin dai primi istanti di gioco la contesa come si trattasse del Liverpool e basta, non del Liverpool che sta faticando tremendamente in campionato ma come quello che ha speso quasi mezzo miliardo in estate e che vincendo a San Siro raggiungerebbe proprio l’Inter in classifica. Non ci spingiamo al punto di dire che un pareggio sarebbe oro, ma insomma. La spinta di San Siro sarà decisiva come sempre capita in queste notti. Al resto ci penseranno le trame della squadra di Chivu, i giocatori che sanno fare la differenza in queste notti, l’esperienza del Biscione che in queste partite esce sempre.
