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Il verdetto è arrivato solo all’ultima curva, come spesso accade nelle notti europee più crude: l’Inter dovrà passare dai playoff per continuare il proprio cammino in Champions League. Una qualificazione mancata per un soffio, un solo punto che separa i nerazzurri dall’accesso diretto agli ottavi di finale, e che li costringe a un doppio confronto ad altissima tensione nel mese di febbraio. La vittoria sul campo del Borussia Dortmund, pesante e per certi versi simbolica, non è bastata a evitare gli spareggi, ma ha comunque restituito l’immagine di una squadra viva, competitiva, capace di reggere la pressione nei contesti più ostili.

Il decimo posto finale racconta una fase a campionato complessa, fatta di alti e bassi, di partite dominate senza essere chiuse e di scivoloni che, col senno di poi, pesano come macigni. L’Inter ha pagato una continuità non sempre impeccabile, soprattutto lontano da San Siro, ma ha anche mostrato segnali incoraggianti sul piano europeo: solidità difensiva, maturità nella gestione dei momenti della gara e una crescente consapevolezza dei propri mezzi. Non è un dettaglio secondario, perché nei playoff la Champions League smette di essere una competizione “lunga” e diventa una questione di nervi, dettagli e letture tattiche. Il nuovo format non perdona. Due partite, andata e ritorno, con il peso specifico di ogni episodio che raddoppia. L’Inter, inserita tra le teste di serie, avrà il vantaggio di giocare la gara di ritorno in casa, ma questo non basta a trasformare il playoff in una formalità. Anzi, spesso è proprio in questi turni che si annidano le trappole più insidiose, soprattutto quando l’avversario non ha nulla da perdere e può giocare con la mente libera.

Il sorteggio di Nyon: sarà Bodø/Glimt

A Nyon è andato in scena il sorteggio dei playoff di Champions League e ha chiarito definitivamente il percorso dei nerazzurri. L’Inter poteva pescare una tra Benfica e Bodø/Glimt, classificatesi rispettivamente al ventiquattresimo e ventitreesimo posto. L’urna ha decretato l’accoppiamento che pochi, forse, avrebbero indicato come il più semplice sulla carta: l’avversaria dell’Inter sarà il Bodø/Glimt. Una squadra che, pur priva del blasone europeo di altri club, rappresenta una delle realtà più interessanti e temibili del panorama continentale degli ultimi anni. Il Bodø/Glimt è ormai una presenza stabile nelle competizioni UEFA, costruita su un’identità chiara, su un calcio intenso e verticale e su una straordinaria capacità di esaltare il fattore campo.

Date e sede delle sfide

Essendo testa di serie, l’Inter avrà il vantaggio di giocare la gara di ritorno a San Siro. L’andata si disputerà in Norvegia, nello scenario particolare e spesso ostico dell’Aspmyra Stadium, mentre il ritorno sarà ospitato dal Meazza, davanti al pubblico nerazzurro. Le date sono già cerchiate in rosso sul calendario:

  • Andata: 17 o 18 febbraio
  • Ritorno: 24 o 25 febbraio

Un doppio confronto che si inserisce in un periodo fitto di impegni e che richiederà una gestione attenta delle energie, fisiche e mentali.

Un’avversaria atipica e pericolosa

Il Bodø/Glimt non è una squadra che si affronta con leggerezza. Negli ultimi anni ha costruito le proprie fortune europee puntando su intensità, aggressività e grande organizzazione collettiva. Il clima rigido, il campo sintetico e la spinta del pubblico rendono l’andata in Norvegia una partita tutt’altro che banale, soprattutto per squadre abituate a contesti diversi. Si ricordano le sidfatte di Lazio e Roma su tutte. Per l’Inter, il rischio maggiore è quello di sottovalutare un avversario che non ha la pressione del risultato e che può giocare la doppia sfida come un’occasione storica. Al tempo stesso, però, il gap tecnico e di esperienza pende chiaramente dalla parte dei nerazzurri, chiamati a far valere qualità, profondità della rosa e abitudine a questo tipo di palcoscenici.

Un bivio stagionale

Per l’Inter, il tema centrale non è solo “chi” affronterà, ma “come” arriverà a questo doppio appuntamento. I playoff rappresentano un bivio stagionale: superarli significherebbe accedere agli ottavi di finale e guadagnarsi la possibilità di incrociare una tra Sporting Lisbona e Manchester City, due avversarie di altissimo livello, ma anche la conferma di una dimensione europea ormai consolidata. Fallirli, invece, vorrebbe dire uscire troppo presto dalla competizione più prestigiosa, con conseguenze inevitabili sul giudizio complessivo della stagione e sul peso specifico del progetto nerazzurro in ambito internazionale.

La sfida mentale prima ancora che tecnica

C’è poi un aspetto psicologico da non sottovalutare. Dopo aver sfiorato l’accesso diretto agli ottavi, l’Inter dovrà trasformare la delusione in energia, evitando che il playoff venga vissuto come una punizione. La storia recente insegna che le grandi squadre europee sanno usare questi passaggi come momenti di crescita, non come fratture. L’avversaria dell’Inter nei playoff, dunque, non sarà solo una questione di nomi, moduli o condizioni ambientali. Sarà un esame di maturità europea, un banco di prova che dirà molto non solo sul presente dei nerazzurri, ma anche sulle loro ambizioni future. E in una Champions League che non concede più scorciatoie, ogni dettaglio farà davvero la differenza.