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Anteprima Liga 2023: la griglia di partenza del campionato spagnolo

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La stagione probabilmente più pazza della storia del calcio, sta per cominciare anche in Spagna, dove il massimo campionato si fermerà per un paio di mesi scarsi tra novembre e dicembre.

I Campionati del Mondo in Qatar, infatti, attenteranno alla regolarità di tutti i tornei in ogni dove, con la speranza da parte delle squadre di club, di non vedere rientrare i propri giocatori stanchi o ancor peggio infortunati dagli impegni con la nazionale.

Le date e il calendario della Liga 22/23

La stagione de “La Liga Santander“, la numero 92 della storia del massimo campionato spagnolo, inizierà il 12 agosto, per poi fermarsi dopo il weekend del 8 e 9 novembre e riprendere l’ultimo giorno dell’anno, il 31 di dicembre.

Come ogni anno, le 20 squadre che daranno vita al torneo, saranno le prime 17 del campionato precedente, le due migliori della Segunda Division e la vincitrice dei playoff.

Nella serie inferiore sono scese il Levante, l’Alaves e il Granada, mentre i nomi nuovi che parteciperanno alla Liga di quest’anno, saranno l’Almeria, il Real Valladolid e il Girona.

La lotta per non retrocedere

Le tre squadre che sono tornate in Liga, vanno tutte inserite nel gruppo che dovrebbe lottare per rimanerci. Tra di esse quella che sembra avere meno chance, è decisamente il Girona.

Il mercato in entrata è stato particolarmente asfittico e Michel dovrà lavorare duro per provare a salvare la sua squadra, al netto di arrivi dell’ultim’ora. A Girona si sono accasati il difensore centrale David Lopèz in uscita dall’Espanyol, forse l’unico giocatore davvero interessante, il terzino Yan Couto e l’ala destra Rodrigo Riquelme. Solo prestiti anche in uscita.

Di tutt’altro spessore la rosa di Almeria e Valladolid. la squadra di Rubi può contare su una squadra solida per un valore di mercato piuttosto importante, che pesa quasi il triplo rispetto a quello del Girona e sulla propria punta di diamante, il centravanti Umar Sadiq, già visto in Italia.

L’allenatore del Valladolid Pacheta, avrà invece a che fare con l’attesa di Shon Weissman, punta israeliana classe 1996, infortunatosi al quadricipite della coscia destra.

Inseriamo in questo sestetto anche Maiorca, Elche e Cadice. Il Maiorca ha preso definitivamente Muriqi dalla Lazio, in virtù della stagione precedente durante la quale è diventato l’idolo dei tifosi maiorchini. Sono arrivati a titolo definitivo anche il terzino Pablo Maffeo e il portiere ex Reims Predrag Rajkovic.

Mercato praticamente fermo anche per l’Elche, che ha preso la punta Ezequiel Ponce dallo Spartak Mosca, mentre sono tornati dai prestiti Josema e Jose Salinas, ma la rosa sembra piuttosto scarsa. Stesso discorso per il Cadice, anch’esso alle prese con un mercato stagnante. Rientra Joseba Zaldua dalla Real Sociedad ed è stato acquistato il difensore centrale Victor Chust dal Real Madrid.

Campionato tranquillo

Quattro le squadre che dovrebbero puntare ad un campionato senza patemi. Inseriamo Rayo Vallecano, Osasuna, Getafe ed Espanyol.

La migliore di questo lotto è per forza di cose il Getafe, che ha la rosa di gran lunga migliore tra le squadre della seconda metà della potenziale classifica. Gli arrivi di Borja Majoral e Luis Milla da Real e Granada, aumentano ancor di più il valore tecnico della squadra allenata dal “Quique”, Sanchez Flores. Inoltre sembra in procinto l’acquisto del centrocampista ceco Jakub Jankto.

Il Rayo ha un bilancio a somma zero fino a questo momento, nel mercato estivo. Solo prestiti e cessioni a titolo gratuito per Andoni Iraola. Non è per forza un male, anche e soprattutto perché la forza del Vallecano è, negli ultimi anni, sempre stata il gruppo.

L’altra metà di Barcellona non sta certo sognando in questi giorni. Poco è cambiato rispetto alla fine dell’anno scorso e ci sono solo tutta una serie di cavalli di rientro che non fanno parte, o almeno non tutti, delle idee tattiche di Diego Martinez. L’Espanyol, se le cose dovessero rimanere così, è seria candidata a non ripetere il buon campionato della passata stagione.

Se il mercato delle squadre alle quali abbiamo appena fatto cenno, non è stato proprio dei migliori, quello dell’Osasuna è stato addirittura fermo. Per Jagoba Arrasate, sono arrivati l’esterno sinistro Moi Gomez e il terzino Manu Sanchez. Per il resto è rimasto Ante Budimir che ha trovato a Pamplona la sua dimensione e guiderà l’attacco dell’Osasuna per tutta la stagione.

Il sogno europeo

Nutrito invece il lotto delle squadre spagnole che sperano di coronare il proprio sogno europeo. Scegliamo Valencia, Celta Vigo, Atletico Bilbao, Betis, Real Sociedad e Villarreal.

Saliamo quindi di livello, anche e soprattutto alla luce del valore di mercato dei propri giocatori.

Il Betis, reduce dalla sorprendente cavalcata della passata stagione che l’ha vista chiudere al quinto posto assoluto, ha condotto in porto due importanti trattative che hanno portato a Siviglia a titolo definitivo Willian Josè dalla Real Sociedad e Luiz Henrique, esterno alto brasiliano di 21 anni, prospetto interessantissimo. Poche operazioni in uscita che hanno per adesso fatto felice Manuel Pellegrini.

Il Valencia di Gennaro Gattuso, già alle prese con qualche diatriba con la società a inizio stagione, ora rientrata, non si è mosso alla grandissima in questa parte centrale del mercato estivo. Si è lavorato molto sui prestiti in uscita, mentre è arrivato in via definitiva dal Getafe Hugo Duro e dal Milan Samu Castillejo. Va da sé che per tornare a sperare in un Valencia dai fasti di qualche anno fa, servirebbe qualcosa in più. “Ringhio” ci spera.

L’occhio degli analisti si è fermato con interesse sulla situazione del Villarreal, che di queste squadre sembrerebbe decisamente la più attrezzata. Emery può contare su una rosa che non è cambiata praticamente nulla rispetto alla scorsa stagione, e questa è già una bella notizia. Si lavora per prendere un centrocampista di qualità identificato in Giovani lo Celso, già nei ranghi del submarino amarillo la scorsa stagione, che rivestirebbe il ruolo di deliziosa ciliegina sulla torta per il mister spagnolo.

Altra squadra che ha cambiato poco e niente rispetto alla passata stagione, è quella dell’Athl. Bilbao. Ernesto Valverde potrà contare su centrocampista difensivo Gorka Guruzeta, ma insieme a lui non hanno tante possibilità di giocare in prima squadra i rientri dai prestiti, come Unai Lopez e Jon Morcillo.

Di questo sestetto la squadra più attiva in entrata e in uscita, è invece stato il Celta di Vigo che ha speso 11 milioni per portare a Coudet ben 4 centrocampisti, tra i quali lo svedese Wiliot Swedberg, 18enne ex Hammarby. In uscita è arrivato denaro sonante nelle casse del Celta, grazie alla partenza di Brais Mendez, esterno che si accasa alla Real Sociedad.

La Real Sociedad è la squadra che ha invece speso di più per rafforzarsi, ma la squadra che metterà in campo Imanol Alguacil è tutta da scoprire. Certo che i nomi in entrata sono davvero importanti. Oltre al già citato Mendez che arriva dal Celta, la squadra basca ha speso 11 milioni per il jolly offensivo Mohamed-Ali Cho, ex Angers e per l’esterno destro giapponese Takefusa Kubo, fino all’anno scorso nell’orbita Real Madrid.

In 3 e mezzo per il titolo

Alle tre aspiranti al titolo spagnolo che negli ultimi anni hanno lasciato le briciole alle proprie avversarie, Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid, quest’anno va, seppur timidamente, aggiunto il Siviglia.

In virtù di una stagione che appare agli occhi di tutti come totalmente atipica, potrebbe venire fuori una sorpresa.

E il Siviglia ha le carte in regola per vestire i panni della guastafeste. Lopetegui ha già dimostrato ovunque di saper trarre il massimo dalle squadre che allena, anche se si aspetta il botto di mercato prima dello start, alla luce della cessione di due pedine importanti come Koundè e Diego Carlos, ora rispettivamente al Barcellona e all’Aston Villa per un tesoretto totale di 81 milioni di Euro.

Koundè è stato sostituito dall’ex Galatasaray Marcāo, ma per il resto non bastano le operazioni legate agli arrivi di Rodriguez, Augustinsson e Idrissi. Con un paio di acquisti ben assestati a centrocampo, Lopetegui potrebbe dire la sua per impensierire le tre grandi del calcio spagnolo.

Diego Simeone è pronto a cominciare la sua 12ª stagione con l’AM e lo fa, come sempre, con animo e intenzioni rinnovati. L’esterno difensivo con il vizio del gol Molina, è stato fin qui l’acquisto più interessante.

Arrivato dall’Udinese per 20 milioni, Molina va a nobilitare una rosa arricchita anche da Axel Witsel, arrivato a parametro zero dal Borussia Dortmund. Se dovesse rimanere Alvaro Morata, il “Cholo” è pronto a far dimenticare una stagione non proprio esaltante come quella dell’anno scorso, salvata solo negli ultimi due mesi.

Le incognite che l’anno scorso facevano da gap tra Real Madrid e Barcellona, soprattutto in virtù della partenza di Messi verso i lidi francesi, sembrano essersi nettamente assottigliate alla partenza della nuova stagione.

I bluagrana hanno trovato in Xavi un allenatore affidabile che l’anno scorso è riuscito a mettere le cose almeno parzialmente a posto per i catalani dopo lo sconcertante avvio con Ronald Koeman.

Oltre al già citato Koundé in arrivo dal Siviglia, Xavi potrà fare affidamento sull’ex Leeds Raphinha, sull’arrivo in difesa anchew di di Andreas Christensen e a centrocampo su Franck Kessie. Ma il pezzo da 90 è stato calato in attacco e risponde al nome di Robert Lewandowski. Uno squadrone che siamo tutti curiosi di vedere in campo.

Chiudiamo con i campioni in carica del Real Madrid, che ha praticamente tenuto quasi tutti i giocatori che hanno dato vita alla trionfale stagione conclusasi pochi mesi fa, liberandosi dei soli Jovic, lasciato alla Fiorentina, il già citato Mayoral al Getafe e Isco, in questo momento svincolato, alla pari di Marcelo.

Lo sforzo finanziario maggiore è stato invece l’acquisto dell’oggetto dei desideri di buona parte dei mostri sacri europei, quell’Aurelien Tchouameni, mediano o all’occorrenza difensore centrale franco-camerunense l’anno scorso in forza al Monaco e acquistato per 80 milioni.

Dopo l’esperienza col Chelsea, Antonio Rudiger si mette la maglia bianca e farà da chioccia, proprio all’ex Monaco.

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