Grande attesa e fermento nel mondo della pallacanestro italiana per scoprire quali saranno le scelte di Doncic/Nelson e Matiasic, responsabili rispettivamente delle neonate società romane Roma SPQR e Maxima Roma. Novità pronte a spiazzare la concorrenza, così come hanno già fatto con l’ambiente della LBA, che si trova oggi senza due società storiche come Cremona e Brescia e due romane in più, impreviste, della quale al momento si sa ancora molto poco. Vige infatti molto silenzio al momento rispetto alle due società capitoline, delle quali non si conoscono ancora ufficialmente loghi, colori sociali e organigrammi. Ma in questo silenzio, le squadre stanno prendendo forma. Qui andiamo ad analizzare come dovrebbe essere costruita Roma SPQR.
I nomi e il mercato di Roma SPRQ
Partiamo dal nome completo, che è Basketball Club Roma SPQR. In assenza di un General Manager e di un capo allenatore, a guidare le operazioni attualmente sono l’ex scout NBA Carmenati e Rimantas Kaukenas, la cui posizione sembra essere chiave all’interno dell’operatività dell’area sportiva. Grazie al lavoro di questi due sono stati messi a segno alcuni accordi con giocatori, come quello col play francese Gerard Ayayi (che ha rifiutato proposte importanti tra ASVEL Villeurbanne e Rytas Vilnius) e con il centro olandese Jesse Edwards (breve apparizione in NBA, Australia e scorsa stagione chiusa al Baskonia a 4.3 punti di media in LIGA ACB), elementi in rampa di lancio chiamati a essere già punti di riferimento per la campagna della squadra in Eurocup. I due stranieri affiancheranno il trio di italiani già messi sotto contratto: Nico Mannion – firmato, a quanto pare, con un contratto monstre da 5 milioni l’anno -, Arturs Strautins (in uscita da Tortona) e Marko Simonovic, di nazionalità montenegrina ma formazione italiana (cresciuto tra PMS Torino e Mens Sana Siena).
Ora c’è da sciogliere il nodo allenatore, con Igor Milicic in pole position. Coach croato visto sulla panchina di Napoli nella stagione 2023-24, con cui ha vinto la coppa Italia in quella stagione, è attualmente il commissario tecnico della nazionale polacca. Nell’ultima stagione ha guidato l’Aris Salonicco, chiudendo 5° nel campionato greco. Un tassello importante in mezzo a una squadra che ancora va costruita per metà, una guida tecnica che oggi sarebbe fondamentale proprio per indicare la via delle operazioni in entrata.
Ancora troppi dubbi
La sensazione, ad oggi, è che questo progetto – così come quello di Maxima Roma legato a Paul Matiasic – non abbia ancora delle linee chiare, da parte di dirigenza e società, il che desta parecchi dubbi e non fa pensare positivamente, soprattutto considerando quanto accaduto nelle ultime stagioni del basket italiano. Ricordiamo tutti molto bene i casi di Trapani e Bergamo (per citare solo le ultime due società che, tra Serie A e A2 hanno mollato a stagione in corso per problemi finanziari) e vorremmo fossero evitati. Anche perché le due squadre romane, come detto, andranno a prendere il posto di due società che non hanno mai creato un problema a livello federale, anzi si sono distinte per crescita dei giovani, risultati notevoli e investimenti mirati senza andare mai oltre il consentito. Se il mondo del basket italiano vuole sperare di avere un presente e un futuro, casi come quelli di Trapani e Bergamo non devono riproporsi, e le due società romane hanno il compito di non far rimpiangere la scelta di Aldo Vanoli e Mauro Ferrari, presidenti di Vanoli Cremona e Germani Brescia, che hanno ceduto il proprio diritto sportivo per “necessità” economiche togliendo la gioia di avere una squadra di alto livello in massima serie ai tifosi cremonesi e bresciani, la cui passione è stata letteralmente calpestata.

