La fine dell’anno porta a fare classifiche su ogni cosa, e allora come potevamo perdere l’occasione per crearne una sui migliori giovani cestisti italiani degli ultimi 12 mesi. Tanti di loro sono ancora in rampa di lancio, ma la sensazione è che i primi passi fatti nel mondo dei “grandi” abbiano già dato indicazioni chiare per poterli far diventare il futuro della nazionale azzurra.
Saliou Niang
Lui non è più un novellino e a soli 21 anni incarna già un ruolo importante sia nella sua squadra di club (Virtus Bologna) che in Nazionale, dopo aver giocato un Eurobasket di altissimo livello. Saliou Niang è la più bella sorpresa italiana degli ultimi 12, facciamo 24, mesi. Inserito tra i migliori U22 della LBA per due anni consecutivi, Saliou in estate è stato anche scelto al draft NBA con la 58a scelta assoluto dai Cleveland Cavaliers. Passato da Trento, dove era diventato importante grazie alla fiducia di Galbiati, si pensava che in Virtus, con l’Eurolega, potesse trovare molto meno spazio. E invece, scelto e supportato da coach Ivanovic, gioca una 20ina minuti di media e viaggia a 6.4 punti e più di 4 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Una scelta azzeccata, per lui e per la Virtus, con la prospettiva di un futuro oltre oceano.
David Torresani
Campione d’Europa con la Nazionale under 20 nella scorsa estate, nella sua prima stagione vera in massima serie sta andando alla grande. Nonostante le difficoltà della squadra, con la Nutribullet Treviso che dovrà cercare di salvarsi, Torresani viaggia a 6.8 punti di media, con il career high di 20 nella sfida (persa) con Cremona dello scorso ottobre. David è un play/guardia dalle ottime doti realizzative e grande atletismo, che ha grandi margini di miglioramento e la possibilità di farsi un anno a battagliare in una situazione complessa come quella che vive la formazione trevigiana. Non la piazza migliore per stare tranquilli, ma sicuramente un’ottima occasione per cresce accanto a giocatori di livelli e contro avversari di massima serie. Anche lui, come Niang, può diventare un perno della Nazionale del futuro.
Momo Faye
Dopo due stagioni in costante crescita con la maglia di Reggio Emilia, in estate è arrivata la chiamata in Eurolega, con Paris Basketball. Un’occasione che Momo Faye, giustamente, non si è lasciato scappare e che sta sfruttando in modo eccelso. 6.5 punti, 4.9 rimbalzi in quasi 15′ di impiego in campionato; 5.6 punti, 5.7 rimbalzi in quasi 18 in Eurolega, dove da centro sta crescendo sotto l’aspetto fisico (nel confrontarsi contro il meglio del Vecchio Continente), mentale e tattico. Banchi non ha potuto portarlo con sé nelle prime uscite con la Nazionale, ma siamo certi che nelle finestre in cui sarà a disposizione, tornerà molto utile alla causa azzurra.
Dame Sarr
Classe 2006, Sarr ha chiuso il suo triennio al Barcellona per andare a vivere l’esperienza americana in uno dei college più prestigiosi: Duke. Una scelta che sembra essere ad oggi corretta, perché le sue cifre e il suo impiego si sono alzati progressivamente, mettendolo spesso in mostra come uno dei giocatori di riferimento dei Blue Devils. 6.6 punti, 3.8 rimbalzi e un assist di media a partita, in 19′ di impiego, con oltre il 37% al tiro da 3 e oltre il 40% dal campo. Numeri che fanno ben sperare, in vista di una prossima scelta al Draft e magari un passaggio in NBA, oppure per un ritorno in Europa. Ciò che ovviamente si augura coach Banchi è che Sarr possa tornare presto a essere disponibile anche per la nazionale azzurra.
Luigi Suigo
Prima esperienza tra i grandi – eccezion fatta per quelle sparute presenze in prima squadra con l’Olimpia Milano – quella di Luigi Suigo al Mega Mozzart di Belgrado sta dando ragione alla scelta fatta in estate. Mentre il suo compagno Achille Lonati ha scelto il college statunitense, lui come l’altro “socio” Garavaglia, ha optato per un posto in Europa dove possano farlo crescere soprattutto individualmente e dove possa trovare più spazio rispetto a quello che, molto probabilmente, avrebbe trovato nel Bel Paese. I suoi numeri dicono: oltre 18′ in campo di media in campo in ABA League con 6.9 punti, 4.8 rimbalzi e quasi un assist di media, con il 47.4% al tiro dal campo. Convocato da Banchi nella prima finestra della sua nuova Italbasket, ha già lanciato segnali molto positivi in vista del futuro. Indubbiamente uno dei talenti più interessanti del nostro basket, con un fisico che non vediamo da anni tra i nostri prospetti e delle mani molto educate, che a Belgrado possono diventarlo ancora di più.
Diego Garavaglia
Bronzo europeo agli ultimi Europei estivi con l’under 18, Diego Garavaglia è uno dei migliori 3 giocatori prodotti dal settore giovanile dell’Olimpia Milano negli ultimi anni, uscito dalla società in estate per entrare nel basket dei grandi. Lo ha fatto prendendo la strada della Germania, Ulm nello specifico, con cui dopo le prime 11 gare giocate ha trovato quasi 17′ di spazio a partita, realizzando 4 punti, 2.5 rimbalzi e 1.2 assist di media. Guardia dal tiro mortifero e dalle buone doti in penetrazione, Diego sa di avere davanti a sé anni importanti di crescita e Ulm è uno dei posti migliori dove aumentare le proprie skills. La scelta di restare in Europa lo tiene vicino all’Italia, a portata di chiamata per Banchi e la Nazionale. Il coach gli ha già fatto assaggiare la squadra maggiore nelle sue prime convocazione e col passare del tempo il suo impiego e minutaggio dovrebbe iniziare a diventare rilevante, sempre che i progressi in Germania continuino ad arrivare con continuità e costanza.
Achille Lonati
Diversa la scelta fatta da Achille Lonati, che ha preso la strada degli Stati Uniti approdando al college NCAA di St. Bonaventure, dopo il corteggiamento intenso dell’ex editorialista e reporter sportivo esperto di mercato ora dirigente del college dello stato di New York, Adrian Wojnarowski. Dopo anni a dominare con le giovanili dell’Olimpia Milano, con cui ha vinto gli ultimi due scudetti di categoria, il suo inizio di stagione non è stato dei più positivi (in 13 partite, 6.6′ di impiego e 3 punti di media a gara), ma un infortunio da cui recuperare ha reso il suo inserimento più complesso del previsto. Il talento e la determinazione però sono dalla sua parte, così come l’età (classe 2007), che ne fanno indubbiamente uno dei talenti più cristallini del nostro basket. Per lui, come per i suoi due ex compagni in biancorosso, saranno questi anni determinanti al fine di impostare una carriera che potrebbe/dovrebbe essere rosea, anche in Nazionale e, futuribilmente, nel Vecchio Continente.
Francesco Ferrari
Due anni in più di Lonati, già qualche esperienza importante a livello senior e un destino che sembra scritto. Francesco Ferrari si sta facendo le ossa in A2 per essere, già nella prossima estate, un pezzo forte del mercato per la massima categoria. Nelle prime due stagioni in A2, con Cividale, la sua crescita in gioco e numeri è stata assai rilevante. Dagli 8.7 punti, 5.6 rimbalzi e 0.4 assist di media è salito a 13.3, 6.2 e 1.3 a partita, alzando notevolmente il minutaggio (da 21.7′ a 30.5′). Luca Banchi l’ha già coinvolto nelle sue prime convocazioni con Italbasket, lasciandogli parecchio spazio in campo. Lui ha risposto presente e la sensazione è che, a livello di predisposizione al lavoro e umiltà, il ragazzo cresciuto al College Basket di Borgomanero abbia potenzialmente l’effige del fuoriclasse. Classe 2005, è pronto per il salto tra i grandissimi nella prossima stagione, e l’accostamento alla Virtus Bologna fa già pensare che potrebbe ritrovarsi, dalla prossima stagione, a giocare non solo nel campionato di Serie A, ma anche in Eurolega.


