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Grandi incroci nel basket italiano: Sacchetti (da c.t. della Nazionale alla A2 in pochi giorni) a Cantù, Cavina a Cremona

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Un martedì scoppiettante e pieno di incroci per il basket italiano.

Un walzer delle panchine che, pur non coinvolgendo la Dinamo Sassari, ha visto trovare squadra due tecnici che sono passati dalla Sardegna: Meo Sacchetti, campione d’Italia con la Dinamo e fino a poche settimane fa commissario tecnico della Nazionale, si è accasato a Cantù, mentre Demis Cavina, che ha iniziato la stagione scorsa proprio alla Dinamo (è stato esonerato dopo poche gare per fare spazio a Piero Bucchi, che per ironia della sorte era reduce da una fallimentare stagione a Cantù), è diventato il nuovo allenatore della Vanoli Cremona, che come i brianzoli sarà al via del prossimo campionato di serie A2.

Particolarmente suggestiva la scelta di Sacchetti, che come ultima squadra di club ha guidato la Fortitudo ed è stata un’esperienza negativa (ma quest’anno ai felsinei è andata ancora peggio: sono retrocessi). Il coach di Altamura è reduce da un’esperienza quinquennale con l’Italbasket, dal 2017 al 2022, periodo in cui ha guidato gli azzurri ai Mondiali di Cina 2019 e ai Giochi Olimpici di Tokyo disputatisi nel 2021; non prima, però, di essere riuscito a strappare una splendida qualificazione in casa della più quotata Serbia.

Con lui in panchina, la Nazionale maggiore è tornata a giocarsi un Mondiale e un’Olimpiade, rispettivamente dopo 13 e 17 anni dalle precedenti apparizioni. A livello di club ha vinto uno Scudetto, una Supercoppa italiana, 3 volte la Coppa Italia e ottenuto una promozione dalla A2 alla A. Quanto ai riconoscimenti individuali, per due volte è stato eletto “Miglior Allenatore dell’Anno” del campionato di Serie A.

Da giocatore ha conquistato una medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca 1980 e una storica medaglia d’oro agli Europei di Nantes 1983, oltre a un argento ai Giochi del Mediterraneo nello stesso anno e una medaglia di bronzo agli Europei del 1985. Nel 2016 è entrato nell’Italia Basket Hall of Fame.

Appese le scarpe al chiodo Sacchetti ha cominciato il percorso da allenatore a Torino nel ‘93, prima come vice, poi come head coach. Nel ’98 passa ad Asti, militanza seguita da quella di Bergamo, che precede il triennio a Castelletto Ticino, dove, assieme al figlio Brian, conduce la squadra a una storica promozione nell’allora Legadue.

Fabriano e ancora Castelletto Ticino le successive tappe, fino ad arrivare alla prima esperienza in Serie A, alla guida dell’Orlandina Basket. In Sicilia ottiene uno strepitoso sesto posto, trascinando la compagine paladina per la prima volta ai playoff e alla Final Eight di Coppa Italia. Scritta la storia di Capo d’Orlando decide di trasferirsi a Udine l’annata seguente, stagione 2008-’09.

Dal 2009 al 2015 diventa invece autentica bandiera della Dinamo Sassari, che conduce, per la prima volta nella sua storia, a disputare il massimo campionato nazionale. In Sardegna vince due volte la Coppa Italia e nel 2014-‘15 conquista uno storico “Triplete” (Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa), impresa riuscita prima di allora solamente a Siena e Treviso.

Nello stesso anno guida la Dinamo al debutto in Eurolega. Le esperienze più recenti a livello di club, invece, risalgono a Brindisi (2016-’17), Cremona (2017-’20) e Fortitudo Bologna (2020-’21). Sulla panchina della Vanoli, Sacchetti aggiunge alla sua ricca bacheca personale la terza Coppa Italia in carriera, vinta nel 2019.

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