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Si è concluso il turno numero dieci della Serie A 2026 2027, una giornata importante, che ha dato diverse indicazioni sul presente e sul futuro del campionato. Ecco la nostra analisi per le dieci partite del weekend di Halloween.

Turno dieci della Serie A : il punto

Il Bologna risorge con Palladino, la Lazio fa sul serio, l’Inter deve spaventarsi per diversi ingranaggi che sembrano essersi bloccati. Il Milan continua la tradizione vincendo il derby, il Como non sbaglia contro il Venezia e la Juventus vince lo scontro delle deluse contro il Napoli. L’Atalanta non c’è più, il Frosinone non smette di stupire, la Roma vola. Il Sassuolo fatica a ritrovarsi e la Fiorentina torna alla vittoria, De Rossi inguaia il Lecce e vince la terza consecutiva.

Questi sono soltanto alcuni degli spunti che ha offerto un turno particolarmente ricco di significati.

Bologna – Monza 2-1

Tre rigori, un Monza in vantaggio con il ciclone Varela, quindi un Bologna che prende in mano la partita con autorità. La squadra felsinea, guidata da Palladino, sembra tornata quella che ha stupito nelle scorse stagioni: padrona del gioco, vivace, verticale ed efficace.

Bernardeschi su rigore e Pobega ribaltano il Monza di Juric, comunque ben messo in campo e con una buona attitudine. I brianzoli si mangiano le mani per l’errore dal dischetto di Cutrone che, nel finale, avrebbe potuto regalare un pareggio importante.

Dal match il Bologna esce con la consapevolezza di poter risalire verso le posizioni europee, mentre il Monza con l’idea di potersela giocare per la salvezza.

Udinese – Roma 2-5

0-4 in 37′ minuti. Questo il riassunto ideale per la sfida del “Bluenergy Stadium” che costa la panchina a mister Runjaic.

La Roma è un ciclone, una macchina da goal: con Malen tornato a pieno servizio la squadra torna a segnare e divertire, con un gioco fluido e divertente, tipico del suo allenatore. L’Udinese, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque partite, si sveglia troppo tardi, accorciando con Zaniolo e Palma. Per i Giallorossi erano andati a segno Cristante, Mora, Malen e Ndicka. Ghilardi chiude i conti sul definitivo 2-5.

Allarme rosso per i Bianconeri che, ora, dovranno ripartire con il nuovo allenatore. Il baratro di una stagione da retrocessione è alle porte, serve cambiare rotta e la rosa a disposizione del tecnico ha le qualità per farlo. L’impressione è che manchi fiducia. La Roma è sicuramente candidata per la corsa Scudetto: la squadra è in forma, con il morale alto e tecnicamente molto forte.

Milan – Inter 3-1

Il match più atteso di giornata, il Derby della Madonnina, lo vince, ancora, il Milan.

Diavolo più deciso e più affamato dell’Inter: la squadra di Chivu sbaglia, di nuovo, l’approccio e i “padroni di casa” segnano due reti nei primi dieci minuti, con Pulisic e Rabiot.

Bastoni accorcia e, nella fase centrale del primo tempo, l’Inter dà l’impressione di poter spingere per trovare il pareggio. Non è sempre possibile rimontare, però, e, infatti, invece del goal del pari arriva il definitivo 3-1 del Milan, con una punizione del migliore in campo di giornata, Moreira.

Il secondo tempo non regala grandissime occasioni da rete e l’Inter esce sconfitta, perdendo anche la prima posizione in classifica.

La partita insegna molto: ci ha detto che il Milan, quando mentalmente carico, è una squadra insidiosa per tutte, con qualità e velocità. Al Diavolo manca la continuità, ma se arrivasse anche quella…L’Inter, invece, deve riflettere e spaventarsi, perché la notte di Halloween ha fatto vedere cose inquietanti. Pur essendo la squadra sicuramente più forte dele campionato, infatti, i ragazzi di Chivu stanno faticando, soprattutto a livello mentale, e si ha l’impressione che qualcosa manchi, o si sia rotto. La qualità per tornare a vincere e dominare c’è, ma potrebbe essere non facile.

Como – Venezia 1-0

La partita delle polemiche. Il Como vince di rigore, senza esaltare, facendo infuriare il Venezia, che ha giocato una discreta partita difensiva e si è visto negare un rigore che, francamente, sembrava netto.

Ai Lariani basta la rete di Da Cunha, con Stankovic che, soprattutto nel primo tempo, fa gli straordinari sui folletti di Fabregas. Poche occasioni per il Venezia, che paga la giornataccia dei suoi attaccanti.

Il Como sa vincere anche le partite ravvicinate, ottenendo il risultato con il minimo sforzo. Un segnale da grande squadra. Il Venezia deve limitare l’emorragia di sconfitte, o saranno guai.

Frosinone – Torino 2-0

Chi lo ferma più? Il Frosinone, vera sorpresa di questo avvio di campionato, supera il Torino 2-0. Lo “Stirpe” sta diventando un campo complicatissimo per chiunque e i padroni di casa volano in zona europea.

Ghedjemis e Calò regalano altri tre punti ad Alvini, che si sta abituando a respirare l’aria delle grandi. Il Toro incappa nella seconda sconfitta consecutiva, dopo le tre vittorie che avevano lanciato la squadra nella metà alta della classifica.

Dove può arrivare il Frosinone? Si vedrà. Intanto il calcio italiano deve godersi il lavoro di una squadra e di un gruppo di giocatori che sta ricordando a tutti che, anche senza spendere cifre folli, si può giocare bene al calcio.

Per il Torino ennesima prestazione da squadra abbonata a un campionato tranquillo (e forse deludente) da metà classifica.

Lazio – Cagliari 2-1

La capolista vola, nonostante l’Olimpico vuoto e nonostante nessuno, alla vigilia della stagione, avrebbe pensato di poterla vedere dove si trova.

Nove su dieci: questo il bottino della Lazio di Gattuso, che supera 2-1 un buon Cagliari, che era andato avanti con Nzola, in modo piuttosto fortunoso.

Gioca bene, non si scompone, recupera il risultato con un gran goal di Isaksen e una deviazione sottoporta di Pinamonti nel finale. La Lazio si comporta da grande squadra, gioca da grande squadra, vince da grande squadra.

Può arrivare nelle prime posizioni in primavera? Se nessuno verrà ceduto a gennaio e se i giocatori continueranno a entrare in forma in momenti diversi, come sta accendo ora, la squadra sembra pronta a provarci.

Lecce – Genoa 1-2

Vince ancora De Rossi, perde ancora il Lecce.

Il Genoa vince una partita importantissima al “Via del Mare“, ottenendo la terza vittoria in una settimana e scalando la classifica fino all’undicesimo posto.

Osmajic e Messias portano il Grifone sul doppio vantaggio, Maleh accorcia e il Lecce si vede poi annullare il pareggio per fuorigioco.

I Salentini danno l’impressione di essere vivi, ma di mancare di qualcosa, soprattutto in fase offensiva. Il Genoa è tornato la squadra ammirata l’anno scorso e può giocare un campionato da metà alta della classifica.

Juventus – Napoli 2-0

Il big-match delle deluse va alla Juventus che, si sa, non muore mai. Male il Napoli di Allegri (squalificato in tribuna).

Qualche errore di troppo, tra due squadre che si affrontano per vincere, questo va detto. Meglio la Juve, che patisce qualcosa nel primo tempo (Vicario strepitoso su Lucca), ma supera nettamente i Partenopei nella ripresa.

Per i Bianconeri due perle: Alajbegovic e Boga, da fuori area, regalano 3 punti fondamentali.

Nonostante la vittoria, la partita ci ha raccontato di due squadre convalescenti, con qualche problema tecnico e, sicuramente, diversi problemi di approccio mentale al match.

Serve lavorare ma, intanto, la Juve respira. Il Napoli annaspa.

Sassuolo – Fiorentina 2-4

Affonda il Sassuolo, torna a vincere la Fiorentina.

I Neroverdi di Aquilani, partiti benissimo, ora viaggiano a una media di 4 reti incassate a partita. Inaccettabile.

Di Laurentié la doppietta dei padroni di casa, per la Viola a segno Pellegrino, Njie, Mastantuono e Valdepenas.

Alla Fiorentina va quello che può essere definito uno scontro salvezza: la due squadre offrono sprazzi di buon calcio, hanno qualità, ma palesano evidenti limiti difensivi. Per migliorare, entrambe, devono sistemare il reparto, che sembra davvero troppo perforabile.

Atalanta – Parma 0-3

La sorpresa di giornata. L’Atalanta di Sarri spronfonda in casa per 0-3 contro il Parma, alla prima vittoria esterna stagionale.

Era partita bene la Dea, con il piglio della squadra che vuole vincere e cancellare un momento difficile. Poi, però, si è sciolta al goal di Delprato, su corner, sul finale di primo tempo.

Ci si aspetta la reazione e, invece, i Bergamaschi nella ripresa sono nulli, irriconoscibili, non in grado di allestire un attacco insidioso. Il Parma ringrazia con l’autorete di Zappacosta e il grandissimo goal del giovane Lontani, uno da tenere d’occhio.

L’Atalanta non c’è più: nulla, al momento, è rimasto della squadra in grado di vincere l’Europa League e lottare per le prime posizioni della Serie A. Sarri in discussione, gioco praticamente nullo. Bene il Parma, che raccoglie più di quanto seminato, ma dà segnali da squadra che può salvarsi.

La classifica della Serie A dopo il turno numero dieci

  • Lazio, 28
  • Inter, 25
  • Roma, 24
  • Como, 23
  • Milan, 21
  • Frosinone, 20
  • Juventus, 17
  • Napoli, Bologna, 14
  • Torino, Genoa, Cagliari, 13
  • Atalanta, 11
  • Lecce,
  • Parma, Fiorentina, Sassuolo, 8
  • Monza, 7
  • Udinese, 5
  • Venezia, 3