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Inizio amaro per gli azzurri in Nations League, ancora più amaro forse per Roberto Mancini, il cui ritorno come ct della Nazionale non è andato certo come sperava. Aggiungiamo anche, come ha fatto opportunamente Beppe Bergomi su Sky Sport, che la più grande delusione dalla serata di ieri, nella sconfitta casalinga all’Olimpico 0-2 contro il Belgio di Van Bommel, è la sensazione di un encefalogramma piatto.

Ci aspettavamo qualcosa di nuovo, dopo aver visto squadre di Serie A propositive e coraggiose. È stato un triste tuffo nel passato. In Italia cambia tutto affinché nulla cambi, diceva qualcuno. E la Nazionale non fa certo eccezione. Andiamo allora col pagellone dei nostri, a proposito di certezze.

Le pagelle della Nazionale

Mancini (c.t.) 5 – non si è visto uno stralcio di gioco. Né qualcosa di nuovo. Le minestre riscaldate sono spesso deludenti. Se il primo assaggio è questo…

Donnarumma 6.5 – è l’unico a salvarsi davvero. Nel primo tempo soprattutto riesce nell’impresa di far rimanere in partita gli azzurri. Nel secondo tempo non può evitare il raddoppio di Lukebakio. È l’unico vero top player di questa Nazionale, e non da oggi.

Di Lorenzo 5.5 – lento, spesso in ritardo sull’uomo, mai pericoloso in fase offensiva. Kayode più che scalpitare si starà chiedendo cosa ha fatto di male per non giocare mai.

Mancini (G.) 5 – sul primo gol dei belgi, si gira di schiena in marcatura uno contro uno (che è uno dei pochi fondamentali nei quali sembrava essere cresciuto), praticamente dicendo a Godts di andare a segnare. Cerca spesso l’anticipo, con scarso successo. Non può essere lui il futuro della difesa, figuriamoci il presente.

Coppola 4.5 – laddove Mancini fa male, Coppola fa pure peggio. Il centrocampo di certo non lo aiuta, i compagni di reparto men che meno. Ci chiediamo tutti se fosse l’unica soluzione schierarlo titolare contro un attacco così forte (dal 29′ del s.t. Scalvini 5.5 – la sua è una lotta senza esclusione di colpi con il compagno atalantino De Ketelaere: fa anche in tempo a mangiarsi un gol fatto.

Calafiori 6 – al fianco dei tre (quattro) sopracitati, risplende. Parliamoci chiaramente: questo è tutto dire. Parliamo pure di un giocatore che ha vinto la Premier con l’Arsenal lo scorso anno, mica bruscolini. Eppure, anche in Nazionale, potrebbe fare meglio.

Barella 5.5 – prosegue l’involuzione, già vista con l’Inter nelle ultime settimane, di Niccolò Barella. Non ce ne voglia, ma da lui ci aspettiamo qualcosa di diverso. Illumina, sì, per gli avversari: regala infatti la palla da cui nasce il 2-0 dei belgi (dal 35′ del s.t. Zoma s.v.).

Romano 5 – le chiacchiere fanno male, sempre. Il povero Romano è stato presentato nelle ultime due settimane come il grande colpo della federazione, che lo ha scippato agli elvetici. Pisacane lo ha descritto come un incrocio tra Sergi Busquets e Kevin Strootman. Risultato: perde dopo 20’ la palla da cui nasce l’1-0 dei belgi. Da lì in avanti è una lenta agonia. E anche basta con il discorso della gioventù: i giocatori forti si riconoscono subito (dal 20′ del s.t. Frattesi 5 – ingresso soporifero, deve fare molto meglio, e forse parlare un po’ meno).

Tonali 5 – per il valore del giocatore, vale il discorso fatto per Barella. Ci aspettiamo molto di più, ma anche a dire il vero il minimo indispensabile rispetto a quanto visto ieri. Pesa probabilmente il momento del suo club il Tottenham, dove è ultimo in campionato.

Kean 6 – gioca in un ruolo atipico, senza dubbio non suo (altra stranezza del Mancini bis). Inizia male, poi va meglio. Finisce essendo uno dei migliori.

Pio Esposito 5.5 – fa qualcosa, si barcamena, corre, difende palla. Ma è spesso isolato o, come diceva Galeano, triste solitario y final. Ha tutto per essere l’attaccante della rinascita, ne siamo convinti. Ma deve dimostrarlo (dal 20′ del s.t. Maldini 5.5 – un po’ di voglia e qualche movimento interessante, ma potrebbe almeno provare a fare qualcosa quando si trova a contrastare Lukebakio lanciato verso il 2-0). 

Cambiaghi 5 – non ce ne voglia il ragazzo, ma l’Italia ha bisogno decisamente di altro. Perché Zaccagni è rimasto a Formello? (dal 35′ del s.t. Doumbia s.v.).