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Due squadre a cui piace dominare il gioco.

Dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali, dopo il ribaltone federale che ha portato Gravina alle dimissioni e all’avvento conseguente di Giovanni Malagò come presidente in FIGC, l’Italia ha vissuto dei mesi a dir poco turbolenti. Prima la suggestione Guardiola, poi l’esotico nome di Andrea Pirlo, voluto fortemente dai due responsabili della Nazionale Maldini e Leonardo – che si sono dimessi anche loro, a 16 giorni dal loro avvento, poiché destituiti e depotenziati dopo il no di Malagò (e non solo) proprio al nome di Pirlo.

Sorvoliamo sulle cause, discutibili, e concentriamoci sul presente. Via Maldini e Leonardo, dentro Claudio Ranieri. Che con Malagò ha scelto Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale. Un usato, per così dire, sicuro – nonostante il Mancio, pochi lo ricordano, sia stato uno dei tre allenatori ad aver fallito l’obiettivo qualificazione mondiale, con Ventura (prima) e Gattuso (poi). In ogni caso, la scelta è caduta su di lui. E la linea è molto chiara: sposare una linea verde, credere in un’Italia nuova e giovane, senza disdegnare le categorie minori come contenitore di talenti presenti e futuri.

Traduciamo, e veniamo alla sfida che aprirà la Nations League, nonché il cammino dell’Italia in questa delicata competizione: contro il Belgio, vedremo un’Italia diversa. Sì, ma non così diversa come le premesse ci avevano raccontato. Ci arriviamo tra un attimo, quando analizzeremo le scelte del Mancio in formazione. Di sicuro, poiché ci aspettiamo una partita aperta, e non di attesa, è bene spendere due parole anche sugli avversari – che anche loro hanno cambiato parecchio: ora il nuovo ct è Van Bommel.

Il Belgio di Van Bommel

Partiamo da alcuni dati certi di formazione: il Belgio dovrebbe affidarsi a un 4-2-3-1, con Senne Lammens candidato a difendere i pali dopo le rinunce di Courtois e Sels. Già solo questo dato non può essere sottovalutato.

La linea arretrata potrebbe essere composta da Castagne, De Winter, Theate e De Cuyper. Qui nessuna novità rispetto alla squadra vista al Mondiale. In mediana, il capitano Youri Tielemans dovrebbe fare coppia con Romeo Lavia, mentre Lukebakio, De Bruyne e il giovane Mika Godts sono indicati per sostenere Romelu Lukaku. Ecco, Godts è uno di quelli da tenere d’occhio. Van Bommel per lui ha speso parole al miele: è il vero crack della nuova generazione belga.

Tra le alternative offensive figurano anche Fofana e Fernandez-Pardo. Assenti per infortunio Onana, Trossard e Doku, quest’ultimo appena rientrato in campo dopo un lungo stop.

Modulo (4-2-3-1)

Lammens; Castagne, De Winter, Theate, De Cuyper; Tielemans, Lavia; Lukebakio, De Bruyne, Godts; Lukaku

L’Italia di Mancini

Veniamo agli azzurri. Come abbiamo accennato, non ci aspettiamo certo una rivoluzione in mezzo al campo, anzi.

Come ha scritto la Rosea semmai: «conferme in difesa e a centrocampo, variazioni sul tema in attacco». La variante delle quattro gare in undici giorni non deve essere sottovalutata, naturalmente. Ecco però che delle sfide che aspettano l’Italia nelle prossime due settimane, quella col Belgio rischia di pesare molto, non fosse che per il fattore casa.

In porta, Donnarumma ha un posto riservato, e giustamente insindacabile. La buona notizia per Mancini è arrivata dall’infermeria, dove Scalvini è pronto a giocare. Difficile vederlo dal 1’, ma sicuramente andrà in panchina.

Ci aspettiamo di vedere una difesa così composta: Di Lorenzo a destra, Mancini e Coppola in mezzo, Calafiori a sinistra. Ricordiamo che Bastoni è squalificato. Su Di Lorenzo invece serpeggia l’ombra di Kayode, che scalpita per giocare. Anche qui, però, Mancini sembra partire conservatore. Calafiori giocherà nel ruolo di terzino sinistro: un ruolo che ricopre abitualmente all’Arsenal. Possibili sorprese, magari non dal primo minuto? Ahanor sulla corsia mancina con il conseguente spostamento di Calafiori come marcatore, se Coppola non dovesse partire titolare.

A centrocampo il terzetto più gettonato e provato ieri in occasione delle palle inattive è quello con l’esordiente Romano in mezzo, Barella mezzala destra e Tonali mezzala sinistra. Stando a quanto riportato sempre dalla Gazzetta, «Frattesi, che sta attraversando un ottimo momento di forma con la Lazio, partirà dalla panchina e magari sarà titolare a Bursa per sfruttare la sua abilità negli inserimenti in un incontro che si preannuncia “caldo”», quindi dalla prossima partita. In ogni caso, a partita in corso, potrebbe già giocare nel suo Olimpico, che quest’anno vedrà pieno solo in due circostanze stagionali (i derby).

Veniamo all’attacco. Qui le gerarchie sono meno chiare, e la non-convocazione di Zaccagni in questo senso ha fatto parecchio rumore. Esposito (Pio) resta favorito come centravanti, davanti a Kean – che nell’ultimo allenamento sembrava averlo scavalcato. Ai suoi lati troviamo Maldini, in grande forma, favorito sia su Raspadori che Zoma, la grande novità delle convocazioni. A destra è corsa a tre con Zaniolo favorito, Cambiaghi e Vergara dietro. Seba Esposito è un jolly, e può ricoprire in corsa tutti e tre i reparti.

Modulo (4-3-3)

Donnarumma; Kayode, Mancini, Scalvini, Calafiori; Barella, Tonali, Romano; Zaniolo, P. Esposito, Raspadori