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Il primo Gran Premio di Spagna disputato sul nuovo circuito cittadino di Madrid incorona ancora una volta Kimi Antonelli. Il pilota della Mercedes conquista l’ottavo successo nelle prime quattordici gare della stagione e compie un altro passo pesantissimo verso il titolo mondiale. Una vittoria costruita con attenzione, ma favorita dalla Virtual Safety Car che ha stravolto una gara fino a quel momento dominata da Lando Norris. L’inglese della McLaren può considerarsi il grande sconfitto del Madring: dopo la splendida pole position e una prima parte di corsa impeccabile, si ritrova alle spalle di Antonelli e Verstappen per una combinazione di sfortuna e imprecisioni ai box. Ferrari lascia Madrid con il quarto posto di Charles Leclerc e il ritiro di Lewis Hamilton, fermato da un problema ai freni quando sembrava in grado di lottare almeno per il podio. Più che i sorpassi, quasi assenti, sono state le strategie e la neutralizzazione della gara a decidere il risultato. Ecco le nostre pagelle del GP di Spagna 2026.

Kimi Antonelli voto 9

La fortuna aiuta gli audaci, ma bisogna anche essere pronti ad approfittarne. Antonelli lo fa nel migliore dei modi, trasformando l’occasione offerta dalla Virtual Safety Car nell’ottava vittoria della sua straordinaria stagione. Dopo aver sfiorato la pole position in qualifica, il pilota della Mercedes vive una partenza non semplice e commette anche una piccola sbavatura nelle prime curve. Ritrova però rapidamente ordine e ritmo, riprendendosi la posizione su Verstappen e rimanendo nella zona giusta per cogliere qualsiasi opportunità. Norris sembra imprendibile, almeno fino al momento che cambia completamente il Gran Premio. Da quel punto in avanti Antonelli non sbaglia più nulla. Gestisce il vantaggio, evita rischi inutili e porta la Mercedes al traguardo. Non è la vittoria più spettacolare della sua stagione, ma potrebbe essere una delle più importanti. Il titolo mondiale è sempre più vicino e Kimi continua a dimostrare una maturità sorprendente.

Lando Norris voto 9

È il vincitore morale del GP di Spagna, ma la Formula 1 non assegna punti per i successi virtuali. Norris disputa probabilmente il weekend migliore della sua stagione: firma una pole position straordinaria e, allo spegnimento dei semafori, impone un ritmo che nessuno sembra in grado di sostenere. L’inglese conduce senza commettere errori e costruisce con autorevolezza una vittoria che appare meritata. Poi arriva la Virtual Safety Car nel momento peggiore possibile. A completare l’opera ci pensa una sosta lenta della McLaren, causata da un problema sulla posteriore destra. Nel giro di pochi istanti Norris passa dal controllo della gara alla necessità di inseguire. Nel finale si riavvicina a Verstappen e prova a metterlo sotto pressione, ma sul Madring superare è quasi impossibile. Chiude terzo con molti rimpianti, ma anche con la consapevolezza di essere tornato ai massimi livelli. Prestazione quasi perfetta, risultato bugiardo.

Max Verstappen voto 8

Magari non dispone della monoposto più veloce, ma quando si presenta un’occasione Verstappen raramente la lascia scappare. La sua gara inizia con qualche momento concitato: lotta con Hamilton, taglia una chicane ed è costretto a restituire due posizioni. Non perde però lucidità e continua a seguire il proprio piano. La Virtual Safety Car lo favorisce, permettendogli di ritrovarsi davanti a Norris. A quel punto Max fa ciò che sa fare meglio: guida senza sbavature e rende la sua Red Bull larghissima. Il circuito gli dà una mano, perché le possibilità di attacco sono pochissime, ma lui non concede mai all’avversario una vera opportunità. Il secondo posto è superiore alle aspettative della vigilia e premia una gara solida, concreta e intelligente. Anche nei weekend in cui non può vincere, Verstappen trova spesso il modo di massimizzare il risultato.

Charles Leclerc voto 7 e mezzo

Una gara coraggiosa, condizionata da una strategia tanto ambiziosa quanto rischiosa. Partito con le gomme dure, Leclerc prolunga il primo stint e si ritrova anche al comando, sperando in una Safety Car capace di regalargli il podio. L’intervento desiderato, però, non arriva. La Virtual Safety Car avrebbe potuto rappresentare il momento ideale per fermarsi, ma la posizione in pista e la strategia adottata spingono la Ferrari a proseguire. Charles gestisce bene le gomme e mantiene un ritmo competitivo, ma con il passare dei giri diventa evidente che la scommessa non pagherà. Il quarto posto finale non rende completamente giustizia a una prestazione pulita e convincente, soprattutto dopo le critiche ricevute a Monza.

Franco Colapinto voto 7

Una delle sorprese più piacevoli del fine settimana madrileno. Colapinto porta l’Alpine nelle posizioni che contano grazie a una qualifica eccellente e a una gara priva di errori. Non cerca imprese impossibili e non rovina tutto con eccessi di aggressività. Tiene un buon ritmo, gestisce le fasi più complicate e chiude davanti a una McLaren. Considerando il potenziale della monoposto, il suo è un risultato di grande valore. Weekend da incorniciare.

Lewis Hamilton S.V.

Il suo Gran Premio dura troppo poco per esprimere un giudizio completo. Hamilton parte bene, affronta Verstappen con decisione e sembra avere il passo necessario per inserirsi nella lotta per il podio. Poi iniziano i problemi ai freni, particolarmente pericolosi su un circuito cittadino rapido e delimitato dai muri. Il ritiro diventa inevitabile e non può essergli attribuita alcuna responsabilità. Per la Ferrari è uno zero pesante; per Lewis un’occasione svanita proprio quando la monoposto sembrava competitiva. La delusione è grande, ma questa volta il pilota non ha colpe.

George Russell voto 5

Il confronto interno alla Mercedes sta diventando sempre più difficile da sostenere. Russell parte sesto, chiude quinto grazie anche al ritiro di Hamilton e non riesce mai ad avvicinarsi al ritmo di Antonelli. Non commette errori clamorosi, ma attraversa il weekend senza lasciare un segno. In una stagione che avrebbe dovuto consacrarlo come principale candidato al titolo, George si ritrova progressivamente oscurato dal compagno più giovane. Antonelli vince ancora e amplia il vantaggio in classifica; Russell continua invece a perdere terreno e certezze.

Oscar Piastri voto 4

Un’altra prestazione anonima. Mentre Norris conquista la pole e domina la prima parte della gara, Piastri rimane lontano dalle posizioni di vertice e conclude solamente ottavo, alle spalle anche dell’Alpine di Colapinto. La sensazione è che l’australiano non abbia ancora trovato il modo di adattarsi pienamente alle nuove monoposto. Non mostra ritmo, aggressività o capacità di reazione. Porta a casa qualche punto, ma guidare una McLaren impone ben altre ambizioni. La crisi, ormai, non può più essere considerata passeggera.

McLaren voto 5 e mezzo

La monoposto più veloce del weekend torna a casa con un terzo e un ottavo posto. La Virtual Safety Car rappresenta una dose enorme di sfortuna, ma il problema durante il pit stop di Norris peggiora ulteriormente una situazione già complicata. Il team di Woking aveva la vittoria nelle proprie mani e non riesce a concretizzarla. Norris salva almeno il podio, mentre Piastri resta lontanissimo. Grande potenziale, raccolto decisamente insufficiente.

Ferrari voto 6

Le qualifiche avevano alimentato speranze importanti, ma il risultato finale racconta ancora di una Ferrari fuori dal podio. Leclerc disputa una gara di ottimo livello, senza però ricevere dalla strategia l’occasione giusta per attaccare i primi tre. Hamilton viene invece tradito dai freni quando sembrava in grado di giocarsi qualcosa di importante. La SF-26 mostra segnali incoraggianti sul passo, ma a Madrid la Rossa finisce nuovamente dietro Mercedes, Red Bull e McLaren. Le prestazioni dei piloti ci sono; manca ancora il risultato capace di cambiare davvero la stagione.

Madring voto 4

La curva Monumental è scenografica e suggestiva, ma una sola sezione non basta per rendere spettacolare un circuito. Il nuovo tracciato di Madrid offre pochissimi punti di sorpasso e trasforma buona parte della gara in una lunga attesa. Le strategie mantengono un minimo di incertezza, ma in pista succede troppo poco. Norris raggiunge Verstappen nel finale senza avere una vera possibilità di attaccarlo. Per un evento presentato come una delle grandi novità del Mondiale, il debutto lascia più dubbi che entusiasmo. Bella cornice, gara decisamente meno memorabile.