Il cammino della Serie A sembra per ora piuttosto lineare. Roma e Inter comandano, e con merito, la testa della classifica. Insieme a loro, in modo del tutto inatteso, la Lazio di Rino Gattuso. Poco dietro Milan, Juventus e Como, guardano con interesse.
Senza adesso sviscerare tutta la classifica da cima a fondo, ci interessa sottolineare un dato interessante: un campionato con nessuno zero-a-zero dopo tre giornate. Bisogna risalire alla stagione 2020/21, per trovare un dato analogo. In quel caso il primo pareggio a reti inviolate arrivò alla quarta giornata. Vediamo, ma intanto è chiaro che qualcosa è cambiato, e alcune partite come Inter v Napoli (3-2) o Roma v Atalanta (2-1) lo dimostrano: finalmente si gioca a calcio, ci si diverte, non ci sono tante interruzioni, e lo spettacolo ne beneficia.
Ecco allora che le nostre cinque sentenze della terza giornata dovranno fare necessariamente i conti anche con questo stato di cose:
- Grazie, Orsato! – il nuovo designatore e capo degli arbitri in Serie A Orsato ha dato una sterzata decisiva al nostro calcio. Niente più rigorini – niente più rigori, per ora…, non più punibili falli di mano risibili, cercati dagli attaccanti più che intercettati dai difendenti. Soprattutto: è finita l’era dei contatti leggeri. Insomma: calcio in pura essenza. E lo spettacolo, come detto, ne beneficia. Dopo tre partite possiamo dirlo: grazie Orsato.
- Frattesi alla Lazio eccome se è un fattore – lo avevamo scritto a denti stretti, quasi ritirando le mani dalla tastiera del PC, ma dopo 3 giornate – come i famosi indizi di Sherlock Holmes – forse abbiamo una prova: la Lazio quest’anno è tutta un’altra squadra. E il merito va certamente ad un mercato molto intelligente – ieri la decide il nuovo acquisto Gudmundsson, su assist dell’altro nuovo acquisto Doekhi – ma anche all’operazione Davide Frattesi: 3 gol in 3 partite, semplicemente mostruoso. Gattuso predica calma, ma è difficile vedendo dove è la Lazio dopo 3 partite e come ha rimontato l’Udinese, su un campo dove poche squadre quest’anno faranno punti.
- Inter e Roma se la giocheranno punto a punto fino alla fine – qualcuno potrebbe dire che è presto per dirlo, ma certe cose si vedono dall’inizio, come il buongiorno dal mattino. La Roma gioca un grande calcio, costruisce infinite palle gol, e se anche ne prende uno è poi in grado di ribaltarla grazie ad una profondità di rosa esaltante – Gasp contro la Dea l’ha vinta togliendo Mancini e Malen. Certamente alla lunga questo ritmo la Roma non potrà mantenerlo, e le competizioni europee incideranno. Ma lo stesso discorso si può fare per l’Inter, semplicemente più abituata a vincere. Uno dei grandi duelli degli anni 2010 è quindi tornato: Roma e Inter, testa a testa fino all’ultimo respiro. E noi qui, a godercelo.
- Allegri è davvero passato? – Chiediamo scusa per la sentenza in forma di domanda, visibile paradosso, ma sono le domande ad aprire orizzonti di senso. Il Napoli ha perso contro l’Inter giocando la sua migliore partita di questo avvio. Ha perso non da Napoli di Allegri, anzi: ha attaccato e poteva vincerla con Anguissa. È stato sfortunato, e ha subito la rete di Lautaro Martinez in pieno recupero. È lecita la domanda, quindi, ma la risposta deve essere più articolata e meno univoca possibile: è presto per dire se Allegri sia ormai arrivato, ma occorre fare punti al più presto per fugare questo genere di dubbi.
- Juventus e Milan non sono pronte per il titolo – Se la Serie A ha vissuto generalmente un weekend di gran belle partite, non possiamo dire lo stesso per il posticipo della domenica. Juventus e Milan, infatti, hanno regalato una partita molto simile a quella dello scorso anno. In questo caso almeno abbiamo assistito a due lampi, ma troppo poco per porre, al momento, queste due grandi del nostro calcio, in lotta per il titolo.

