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Mettere le mani avanti è d’obbligo: queste pagelle non guardano alla convenienza economica delle trattative, ma fotografano la competitività tecnica con cui le squadre escono dal mercato, valutando anche i verdetti delle prime 2 giornate. L’esempio lampante è il Bologna: monetizzare è legittimo, ma rimpiazzare i partenti con scommesse da rilanciare indebolisce inevitabilmente la rosa.

Discorso simile per un Napoli ambizioso ma immobile, mentre l’Inter riesce persino a perfezionare un organico già stratosferico.

INTER 8

L’innesto di 3 elementi con pedigree Premier League alza drasticamente il livello di fisicità e passo di una squadra già dominante. Stones blinda il reparto arretrato, Spence garantisce spinta furibonda sulle corsie esterne, mentre Jones amplia le soluzioni qualitative nella mediana a disposizione di Chivu. Reparto offensivo intoccabile, ma con Lautaro e Pio Esposito non servivano ritocchi.

NAPOLI 4.5

Il solco rispetto ai nerazzurri si è allargato ulteriormente. Il club partenopeo aveva l’esigenza prioritaria di snellire un organico extralarge di 35 elementi, e da questo punto di vista il lavoro di sfoltimento è riuscito; tuttavia, sul piano tecnico la squadra non ha compiuto alcun salto di qualità, anzi pare essersi indebolita. Le ambizioni Champions avrebbero richiesto un colpo a effetto che non è arrivato, costringendo Allegri a fare di necessità virtù con il materiale a disposizione.

ROMA 7

Gasperini cercava imprevedibilità e genio extra per non limitarsi al solo asse Dybala-Soulé, e l’arrivo di Rodrigo Mora porta proprio quella dose di inventiva e tasso tecnico superiore. C’è la curiosità legata alla sua giovane età, ma l’impatto in Serie A ha già fatto rumore. L’avvicendamento tra Celik e Molina regala maggiore affidabilità dietro, mentre la grinta di Castro, utile alternativa a Malen, completa un pacchetto competitivo. Resta scoperto solo il binario sinistro.

COMO 7.5

Cantiere curato in ogni reparto: retroguardia blindata, mediana arricchita (con un Milla che sembra calato perfettamente nella parte) e un reparto avanzato di spessore. La vetrina della Champions richiede profondità, e Fabregas è stato accontentato in ogni sua richiesta.

MILAN 6.5

Rivoluzione totale in avanti, con gli addii di Gimenez, Leao e Nkunku compensati dagli arrivi di Gonçalo Ramos, Hutchinson e Diego Moreira, affiancati dall’innesto di Gila in difesa. Le idee tattiche ci sono, ora la palla passa al campo per verificare la chimica del gruppo.

JUVENTUS 6.5

Operazioni mirate per Spalletti: Woltemade raccoglie l’eredità di Vlahovic, Kolo Muani prende il posto di David e Ekhator si alterna a Openda. A completare il quadro arrivano il rientrante Nico Gonzalez, l’affidabilità di Lucumi in retroguardia e la freschezza di Sarr in mezzo. Un mercato che soddisfa pienamente il tecnico toscano.

ATALANTA 7

L’uscita di Palestra rispondeva a logiche di bilancio inevitabili, ma la Dea ha reinvestito su profili già pronti e funzionali al credo di Sarri: Kessie, Elmas, Kristensen, Gaetano e Rowe costituiscono un pacchetto di rinforzi di primissima fascia.

BOLOGNA 4.5

Il plauso più grande va fatto a Vincenzo Italiano, l’unico a fiutare l’aria che tirava a Casteldebole scegliendo la via della fuga in terra turca. Le partenze eccellenti — da Castro a Lucumi, passando per Rowe e Dallinga, senza dimenticare i vari Orsolini, Ferguson e Bernardeschi — sono servite a fare cassa più che a competere. I sostituti designati, Piccoli e Dovbyk, arrivano da annate da dimenticare e vanno rigenerati, mentre a Mbangula toccherà l’arduo compito di non far rimpiangere Rowe. Per ora, Tedesco paga dazio con 0 punti.

LAZIO 6

La scia positiva delle prime 2 giornate trascina una valutazione di sufficienza, trainata soprattutto dai gol di Frattesi, autentico colpo da novanta di questa sessione. Gudmundsson rappresenta un’incognita che la Fiorentina non ha saputo decifrare dopo la parentesi ligure, ideale comunque come alternativa a Zaccagni. Sul resto del mercato è preferibile stendere un velo pietoso.

UDINESE 5.5

Le partenze di Atta, Payero, Zemura e Kristensen hanno sfoltito sensibilmente la rosa a disposizione di Runjaic, che ora affida a Jovanovic il ruolo di prima alternativa a Zaniolo. Operazione complessivamente prudente e al ribasso.

SASSUOLO 5.5

Privarsi di pedine come Muharemovic e Pinamonti rappresenta un rischio notevole, soprattutto per una guida tecnica esordiente nella categoria. Le sorti offensive dipenderanno quasi interamente dall’impatto di Bowie.

PARMA 5.5

La dirigenza sta affannosamente cercando l’erede designato di Pellegrino e dei suoi pesanti 9 gol, scommettendo forte sul talento verde di Lontani.

CAGLIARI 6

Fazzini, l’impatto immediato di Romano a Parma e l’innesto di Maldini regalano freschezza e imprevedibilità ai sardi, capaci di assorbire l’addio polemico di Sebastiano Esposito. In mezzo, la diga di Winks garantisce il giusto equilibrio tattico.

FIORENTINA 6.5

Un cantiere aperto e tutto da decifrare, dove i volti nuovi faticano ancora a trovare amalgama. Se da un lato profili come Atta e Gonçalves garantiscono sostanza, e scommesse come Oulai, Njie e Mastantuono stuzzicano la fantasia, restano 2 enormi punti interrogativi: il primo riguarda il reparto avanzato (né Beto né Pellegrino vantano la continuità realizzativa di Kean negli ultimi 2 anni), il secondo riguarda l’assenza di un vero faro d’esperienza in mezzo al campo.

GENOA 5.5

La cessione dolorosa di Ekhator era inevitabile, ma adesso De Rossi è chiamato a testare con mano la reale efficacia dei volti nuovi sbarcati nel reparto offensivo.

LECCE 5

Le turbolenze estive legate al caso Banda hanno inevitabilmente condizionato le strategie salentine, e gli addii pesanti di Camarda e Ramadani non facilitano certo il lavoro di Di Francesco.

FROSINONE 7

L’arrivo di 2 nazionali austriaci del calibro di Schmid e Grillitsch, la conferma di un terminale come Raimondo, il rientro di Zerbin e l’esordio trionfale per 3-0 a Firenze caricano l’ambiente neopromosso di entusiasmo e fiducia incondizionata.

VENEZIA 6.5

Stroppa ha ridisegnato l’ossatura della squadra in vista del ritorno nella massima serie. L’organico guadagna centimetri ed esperienza in ogni reparto grazie a innesti calibrati come Sohm e Juan Jesus, apparendo decisamente più robusto rispetto alla passata stagione.

MONZA 6.5

Varela offre a Juric quel punto di riferimento centrale che serviva come l’aria, mentre l’arrivo del quotato Zeballos alza il tasso tecnico nella corsa salvezza. A completare il quadro, la muscolarità a centrocampo garantita da Ngonge, Touré e Foe Ondoa.

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