Dall’Inferno dell’ultima parte dello scorso campionato al possibile Paradiso di un ritorno in Champions League. Nel mezzo ci sarà il Purgatorio dell’Europa League, una competizione che il Milan dovrà attraversare con pazienza, ambizione e continuità. Venerdì 28 agosto, dalle ore 13, il sorteggio di Monaco definirà le otto avversarie dei rossoneri nella fase campionato della stagione 2026/27. La squadra di Ruben Amorim partirà dalla prima fascia grazie al proprio coefficiente UEFA, ma il nuovo formato non assicura un percorso privo di ostacoli. Il Milan affronterà infatti due squadre provenienti da ciascuna delle quattro urne, per un totale di otto partite: quattro a San Siro e quattro in trasferta. Dopo il quinto posto della scorsa Serie A e il crollo vissuto nella parte conclusiva del campionato, l’Europa League dovrà rappresentare l’occasione per rialzare la testa. Il Milan non può considerarla una semplice alternativa alla Champions. È un trofeo mai conquistato nella storia rossonera e può offrire al club una strada privilegiata per tornare nella massima competizione continentale.
L’Inferno: le grandi della prima fascia
Essere una testa di serie non consentirà al Milan di evitare le altre squadre più forti. Ogni club dovrà affrontare due avversarie appartenenti alla propria urna, una in casa e una in trasferta. I rossoneri non potranno incrociare la Juventus nella fase campionato, perché il regolamento vieta gli abbinamenti tra formazioni della stessa federazione, ma potranno trovare tutte le altre big. Il principale pericolo è rappresentato dal Bayer Leverkusen, la squadra con il coefficiente più alto tra quelle già qualificate. I tedeschi uniscono qualità, intensità e organizzazione e costituiscono probabilmente l’avversaria meno desiderata del sorteggio. Un eventuale confronto, soprattutto in Germania, avrebbe già il sapore di una partita della fase a eliminazione diretta. Tra le possibili rivali figurano anche Olympiacos, AZ Alkmaar, Real Sociedad, Marsiglia e Lione. La Real Sociedad è particolarmente insidiosa per la qualità del possesso e la disciplina tattica, mentre il Marsiglia può contare su talento, aggressività e sulla spinta del Vélodrome. L’Olympiacos rappresenterebbe una trasferta difficile soprattutto sul piano ambientale, mentre AZ e Lione sono squadre dinamiche, capaci di valorizzare giovani interessanti. Bisogna poi attendere l’esito degli ultimi playoff. Il Benfica, forte del 3 a 1 ottenuto all’andata contro l’Aarhus, è vicino alla qualificazione e, grazie al proprio coefficiente, entrerebbe direttamente nella prima fascia. I portoghesi sarebbero un altro avversario da evitare: possiedono esperienza europea, qualità offensiva e una rosa costruita per competere ad alto livello. L’Inferno del Milan potrebbe quindi assumere le sembianze di Leverkusen e Benfica, oppure presentare trasferte molto complicate a Marsiglia o Atene. Nessun avversario appare imbattibile, ma gli errori contro queste squadre rischierebbero di pesare nella corsa alle prime otto posizioni.
Il Purgatorio: le insidie delle urne centrali
La seconda e la terza fascia costituiranno il vero Purgatorio del percorso rossonero. Qui il Milan troverà formazioni forse meno prestigiose, ma capaci di trasformare ogni partita in una prova faticosa. Saranno soprattutto questi incontri a determinare la posizione finale nella classifica generale. Tra le possibili avversarie della seconda urna figurano Celtic, Dinamo Zagabria, Union Saint-Gilloise, Sparta Praga e Rennes. Il quadro potrà essere completato da squadre come Ferencváros, Stella Rossa, Salisburgo e Anderlecht. Il Celtic rappresenterebbe una delle trasferte più affascinanti e difficili. A Glasgow il ritmo e la pressione del pubblico possono mettere in difficoltà anche le squadre più esperte. Dinamo Zagabria e Stella Rossa conoscono bene le competizioni europee, mentre il Salisburgo propone tradizionalmente un calcio giovane, veloce e aggressivo. Anche Rennes e Union Saint-Gilloise sono avversarie da non sottovalutare per organizzazione e intensità.
Ancora più particolare è la situazione della terza fascia, nella quale spiccano Crystal Palace, Bournemouth e Sunderland. Le tre inglesi non possiedono il blasone europeo del Milan, ma dispongono delle risorse e del ritmo della Premier League. Il loro coefficiente ridotto dipende dalla limitata esperienza continentale e non necessariamente dal valore attuale. Il Crystal Palace può contare su una rosa fisica e ricca di talento; il Bournemouth è una squadra organizzata, capace di giocare ad alta intensità; il Sunderland rappresenta comunque un avversario pericoloso, soprattutto in casa. Pescare una formazione inglese nella terza urna potrebbe quindi essere più complicato che incontrare alcune squadre della fascia superiore. Completano il quadro club come Sturm Graz, Celta Vigo, Hoffenheim e Lech Poznan. Il Celta presenta qualità tecnica e identità di gioco, mentre l’Hoffenheim può creare problemi attraverso velocità e forza fisica. Le trasferte in Austria o Polonia diventerebbero invece insidiose per il clima e l’atmosfera, specialmente nelle giornate invernali.
Il Milan sarebbe favorito contro quasi tutte le squadre delle urne centrali, ma non potrà permettersi di affrontarle con superficialità. Nel nuovo formato ogni punto può determinare la differenza tra l’accesso diretto agli ottavi e il passaggio attraverso gli spareggi.
Le possibili trappole della quarta urna
La quarta fascia dovrebbe offrire le avversarie più accessibili, ma anche qui il Diavolo potrebbe trovare qualche trappola. Tra le squadre già qualificate figurano Torreense, NEC Nijmegen, Levski Sofia e Celje. Dagli spareggi potrebbero invece arrivare Besiktas, Sint-Truiden, Universitatea Craiova, OFI Creta e Lillestom. La formazione da evitare è soprattutto il Besiktas. I turchi hanno vinto 3 a 0 la gara d’andata contro lo Zalgiris Kaunas e sono vicini alla qualificazione. Una trasferta a Istanbul sarebbe complicata per la pressione del pubblico e per il valore tecnico della rosa, all’interno della quale figura anche l’ex juventino Dusan Vlahovic. Il NEC Nijmegen potrebbe rappresentare una formazione giovane e propositiva, mentre le trasferte nell’Est europeo richiederebbero attenzione e capacità di adattamento. Contro queste avversarie, tuttavia, il Milan avrebbe l’obbligo di conquistare il massimo risultato. Per entrare nelle prime otto non basterà competere bene contro le grandi: sarà fondamentale non sprecare punti contro le squadre teoricamente inferiori.
Il Paradiso: il trofeo e il ritorno tra le stelle
Il primo obiettivo del Milan dovrà essere quindi chiudere la fase campionato tra le migliori otto, evitando due partite aggiuntive in una stagione già molto intensa. Ma la vera meta deve essere la finale e, possibilmente, la conquista del trofeo. L’Europa League è una delle poche coppe continentali assenti dalla bacheca rossonera. Per un club che ha costruito gran parte della propria identità sulle notti europee, vincerla avrebbe un significato storico. Sarebbe inoltre un risultato importante sul piano economico: il percorso completo potrebbe generare ricavi complessivi stimati tra i 60 e i 70 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbe la qualificazione alla Champions League successiva. Le cifre restano inferiori a quelle garantite dalla massima competizione europea, ma non possono essere sottovalutate. Soprattutto, il trofeo restituirebbe al Milan prestigio, fiducia e la possibilità di tornare immediatamente tra le stelle della Champions. Il cammino della squadra di Amorim può essere letto come un viaggio dantesco. L’Inferno è rappresentato dalla delusione dell’ultima stagione e dalle grandi avversarie della prima fascia. Il Purgatorio sarà il lungo percorso della fase campionato, fatto di trasferte difficili, avversarie aggressive e partite da non sbagliare. Il Paradiso, invece, si trova oltre la finale: alzare una coppa mai vinta e riconquistare un posto nella competizione che appartiene alla storia del Milan. Il Diavolo dovrà attraversare tutti e tre i regni senza paura. L’Europa League non è la Champions, ma può essere la strada più concreta per tornarci.

