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La Juventus è pronta a conoscere il proprio cammino nell’Europa League 2026/27. Venerdì 28 agosto, dalle ore 13, il sorteggio di Monaco stabilirà le otto avversarie che i bianconeri affronteranno nella fase campionato. Un appuntamento importante per la squadra di Luciano Spalletti, chiamata a considerare questa competizione non come un ripiego dopo la mancata qualificazione alla Champions League, ma come uno dei grandi obiettivi stagionali. Il sesto posto ottenuto nell’ultima Serie A ha inevitabilmente lasciato delusione nell’ambiente juventino. L’Europa League, però, può diventare il terreno ideale sul quale ricostruire entusiasmo, credibilità e ambizioni. Per storia, qualità della rosa e tradizione internazionale, la Juventus parte infatti tra le favorite e non può nascondersi. Il club bianconero non conquista un trofeo europeo dalla Champions League del 1996, vinta ai rigori contro l’Ajax. Sono trascorsi trent’anni, segnati da finali perse ed eliminazioni dolorose. Proprio per questo l’Europa League può rappresentare molto più di una competizione secondaria: può diventare il simbolo della rinascita juventina.

Il nuovo formato dell’Europa League

Le 36 partecipanti saranno inserite in una classifica unica. Ogni formazione disputerà otto partite contro otto avversarie differenti, quattro in casa e quattro in trasferta. Le squadre verranno distribuite in quattro fasce da nove club sulla base del coefficiente UEFA. Ciascuna partecipante affronterà due avversarie provenienti da ogni urna, giocando una partita in casa e una in trasferta. Essere in prima fascia, quindi, non permette più di evitare le altre teste di serie. Juventus e Milan, entrambe inserite nella prima urna, non potranno affrontarsi perché il regolamento vieta gli incroci tra club della stessa federazione. Al termine della fase campionato, le prime otto accederanno direttamente agli ottavi. Le squadre classificate dal nono al ventiquattresimo posto dovranno disputare i playoff, mentre dalla venticinquesima posizione in poi scatterà l’eliminazione.

I pericoli della prima fascia

Il coefficiente UEFA garantisce alla Juventus un posto nella prima urna, insieme a Bayer Leverkusen, Milan, Lione, AZ Alkmaar, Olympiacos, Real Sociedad e Marsiglia. La composizione definitiva dipenderà dagli ultimi playoff: se dovesse qualificarsi, anche il Benfica entrerebbe tra le teste di serie. Il pericolo principale è probabilmente il Bayer Leverkusen, squadra dotata di qualità, intensità e grande organizzazione. Anche il Benfica rappresenterebbe un’avversaria da evitare per talento, esperienza e tradizione europea. Real Sociedad e Marsiglia presentano caratteristiche diverse, ma sono entrambe molto insidiose. Gli spagnoli possono mettere in difficoltà la Juventus attraverso il possesso e l’organizzazione tattica, mentre i francesi possono contare sull’intensità e sull’atmosfera del Vélodrome. Lione e AZ Alkmaar sono squadre dinamiche e capaci di valorizzare i giovani, mentre una trasferta contro l’Olympiacos sarebbe complicata soprattutto dal punto di vista ambientale.

Seconda fascia: attenzione alle trasferte

Anche la seconda urna presenta avversarie di buon livello. Tra le squadre già qualificate figurano Celtic, Dinamo Zagabria, Union Saint-Gilloise, Sparta Praga e Rennes. A queste potrebbero aggiungersi Ferencváros, Stella Rossa, Salisburgo e Anderlecht. Il Celtic è una delle formazioni più pericolose: giocare al Celtic Park, davanti a un pubblico particolarmente caldo, rappresenterebbe una prova difficile. Anche Stella Rossa e Ferencváros potrebbero creare problemi soprattutto in trasferta. Il Salisburgo, in caso di qualificazione, sarebbe un’avversaria giovane, veloce e abituata a giocare con grande intensità. La Dinamo Zagabria possiede invece molta esperienza nelle competizioni europee, mentre Rennes e Union Saint-Gilloise possono mettere in difficoltà i bianconeri attraverso il gioco e l’organizzazione. La Juventus sarebbe favorita contro tutte queste squadre, ma per entrare tra le prime otto dovrà evitare passi falsi, soprattutto nelle partite teoricamente più accessibili.

Il pericolo inglese nella terza urna

La terza fascia potrebbe essere una delle più insidiose del sorteggio. Sono già certe della partecipazione Crystal Palace, Bournemouth e Sunderland, tre squadre inglesi che, pur non appartenendo all’élite continentale, dispongono del ritmo e delle risorse economiche della Premier League. Il Crystal Palace può contare su una rosa atletica e ricca di talento. Il Bournemouth rappresenterebbe invece un incrocio particolare per la presenza di Michele Di Gregorio, appena trasferitosi dalla Juventus al club inglese. Il Sunderland potrebbe apparire più abbordabile, ma le formazioni inglesi sono sempre difficili da affrontare per intensità e fisicità. Nella terza urna figurano anche Sturm Graz, Celta Vigo e Hoffenheim, oltre a possibili qualificate come Lech Poznań e Jagiellonia. Il Celta è una squadra tecnica e organizzata, mentre l’Hoffenheim può fare leva sulla forza fisica e sulla velocità. Il coefficiente europeo, però, non sempre riflette il valore attuale delle formazioni: alcune squadre della terza fascia potrebbero rivelarsi persino più complicate di quelle inserite nella seconda.

Le mine vaganti della quarta fascia

La quarta urna dovrebbe contenere le avversarie più abbordabili, ma non mancano le insidie. Tra le qualificate figurano Torreense, NEC Nijmegen, Levski Sofia e Celje, mentre dai playoff potrebbero arrivare Besiktas, Sint-Truiden, Universitatea Craiova, OFI Creta e Lillestrom. Il nome più pericoloso è certamente quello del Besiktas. Il club turco possiede tradizione, qualità e un pubblico molto caldo. Un eventuale incrocio avrebbe inoltre un significato particolare per la presenza di Dusan Vlahovic, che potrebbe ritrovare subito la Juventus dopo il suo addio. Una trasferta a Istanbul sarebbe probabilmente la peggiore opzione della quarta fascia. Contro tutte le altre, invece, i bianconeri avrebbero l’obbligo di conquistare il massimo risultato per evitare di complicare la corsa alle prime otto posizioni.

Un obiettivo da non fallire

Indipendentemente dal sorteggio, la Juventus sarà una delle principali favorite per la vittoria dell’Europa League. Bayer Leverkusen, Benfica, Milan, Lione e alcune possibili sorprese inglesi rappresentano rivali credibili, ma la squadra di Spalletti possiede storia e qualità per arrivare fino in fondo. Snobbare la competizione sarebbe un grave errore. Vincere significherebbe riportare a Torino un trofeo europeo dopo trent’anni e ottenere anche la qualificazione alla Champions League successiva. La stagione 2026/27 deve essere quella della rinascita. Dopo anni difficili, la Juventus ha bisogno di ritrovare continuità, mentalità vincente e credibilità internazionale. L’urna potrà consegnare un percorso più o meno complicato, ma una squadra che vuole tornare grande non può avere paura delle proprie avversarie. La Juventus non partecipa all’Europa League soltanto per arrivare il più lontano possibile. Partecipa per provare a vincerla e per riportare finalmente l’Europa al centro del proprio progetto.