Manca sempre meno alla chiusura del calciomercato estivo. Se per alcune squadre questo tempo è l’occasione per cogliere l’occasione vincente, per altre significa risolvere problemi portanti. Ci sentiamo di dire che per l’Inter non parliamo né dell’una né dell’altra ipotesi. Semmai, si tratta di rimanere alla finestra e capire se e come sfruttare possibili ulteriori uscite.
Per parlare più chiaramente: l’Inter cerca un quinto attaccante, ma lo inserirà in rosa solo se Luis Henrique lascerà i nerazzurri. Quella che era un’ipotesi molto concreta fino a 10 giorni fa, oggi pare indebolita: manca infatti l’accordo tra il brasiliano e la Roma, quindi la trattativa è in standby, se non già chiusa salvo clamorose riaperture negli ultimi giorni di mercato. La linea di Marotta rimane chiara: l’Inter cerca un attaccante abile nel dribbling, capace di saltare l’uomo e di giocare sia sulla fascia sia in posizione più avanzata, a supporto delle due punte. Un jolly in grado di cambiare le partite quando si complicano, ma senza costi troppo elevati né per il cartellino né per l’ingaggio. Ecco, dunque, i profili che potrebbero fare al caso della squadra di Chivu, anche se al momento non risultano trattative concrete.
Il sogno
Il primo nome risponde al nome di Jadon Sancho. Il rilancio dell’attaccante inglese non è riuscito a nessuno, negli ultimi anni. La scorsa stagione all’Aston Villa è stata tutt’altro che brillante, nonostante la conquista dell’Europa League; prima ancora, tra Chelsea, Manchester United e Borussia Dortmund — nella seconda esperienza in giallonero — Sancho non è mai riuscito a ritrovarsi. Gasperini, che lo voleva fortemente alla Roma nella scorsa estate, oggi ride sotto i baffi per aver scampato un pericolo virando su Donyell Malen (a gennaio). Oggi l’inglese è addirittura svincolato: un’occasione potenzialmente interessante per l’Inter, che potrebbe puntare a costo zero sulla voglia di riscatto dell’ex golden boy, pur dovendo fare i conti con le sue richieste d’ingaggio, molto elevate. Visto che i nerazzurri stanno costruendo una piccola colonia inglese alla Pinetina, chissà…
L’altro nome, caldo più che altro nel cuore dei tifosi, è quello di Ivan Perisic. Il croato era stato vicino al ritorno all’Inter a gennaio. Luis Henrique non aveva convinto, Dumfries era fermo per infortunio e destinato a restare fuori a lungo: per questo la dirigenza nerazzurra aveva valutato l’idea di riportarlo a Milano, trovando però il muro del PSV, deciso a trattenerlo a Eindhoven. Perisic sarebbe stato la soluzione ideale per gestire l’emergenza, ma oggi convince poco gli uomini mercato soprattutto per l’età — a breve saranno 38 anni. Il croato ha provato via social a riaccendere l’entusiasmo di molti tifosi interisti, ma l’ipotesi appare molto remota, se non impraticabile. Resta comunque il fatto che l’ex Bayern conosce bene il ruolo di esterno nell’Inter, si è appena confermato decisivo al PSV con un assist e una doppietta nelle prime tre giornate, e farebbe di tutto pur di tornare in nerazzurro.
L’intrigo
Il grande intrigo risponde al nome di Federico Chiesa. L’ex Juventus avrebbe il profilo ideale per caratteristiche sia tecniche sia ambientali. Può giocare da quinto nel 3-5-2 di Chivu, ma anche in una posizione più avanzata. Al Liverpool, finora, ha trovato poco spazio e difficilmente ne avrà di più in futuro, visto che è rimasto fuori dai convocati già all’esordio in Premier contro il Newcastle. Conosce bene il campionato italiano e dai Reds potrebbe liberarsi per una cifra relativamente contenuta. Il vero nodo resta l’ingaggio, oggi ben oltre i parametri che l’Inter intende rispettare.
La scommessa
L’ultimo nome è quello di Rahem Sterling. La sua situazione ricorda quella di Sancho: un talento purissimo che, con il tempo, si è smarrito in modo evidente. In questo caso il declino è stato ancora più netto, però (ne ha parlato bene Tifo Football): prima baby fenomeno del Liverpool, poi simbolo del City di Guardiola, quindi Chelsea, Arsenal, ancora Chelsea da fuori rosa di lusso — con uno stipendio enorme — e infine una stagione anonima al Feyenoord, l’arresto per guida in stato di ebbrezza e una situazione anche psicologica difficile da gestire. Ora si ritrova svincolato. È difficile immaginare che l’Inter punti su un profilo simile, ma a costo zero e con la giusta voglia di rivalsa potrebbe trasformarsi in un’occasione.


