Negli ultimi sei anni, il Venezia FC ha avuto in Serie A lo stesso andamento che hanno le gondole d’inverno, quando all’imbrunire si alza un vento non ancora di tempesta, ma neanche di calma piatta, e le barche ondeggiano nervosamente, aspettando la quiete. Sei anni, diciamo meglio, sette stagioni: due esperienze in Serie A, tre in serie cadetta. Ogni volta sapendo fin dall’inizio di doversela sudare, la categoria.
Alla terza esperienza in Serie A, in questo frangente temporale, le cose sembrano radicalmente cambiate. Il Venezia fa sul serio e il mercato dei lagunari è lì a dimostrarlo: magari non siamo al livello del Como o della Fiorentina, ma dopo le due citate c’è il Venezia assoluta protagonista della finestra estiva.
Undici giocatori acquisti per Stroppa, allenatore dei lagunari confermato alla guida del club dopo la promozione e circa 40 milioni di euro spesi, una cifra enorme per una neopromossa, considerando pure che il mercato è ancora molto lungo.
Piccola premessa, allora, di carattere informativo: il Venezia appartiene a un consorzio di investitori americani che attraverso la holding VFC Newco 2020 LLC hanno acquistato il pacchetto di maggioranza dalle mani di un altro americano (Duncan Niederauer), che è rimasto nell’organigramma come socio di minoranza. La presidente è Francesca Bodie, che insieme al padre, Tim Leiweke, ha messo mano al portafoglio, investendo oltre cento milioni. Tra i co-proprietari c’è anche il famoso rapper canadese Drake. Insomma, le analogie col Como ci sono. A livello tecnico, invece, cosa possiamo dire?

Il mercato del Venezia: la formazione dei sogni
È importante sottolineare che il mercato dei sogni il Venezia lo ha già fatto. Siamo a fine luglio e la rosa è praticamente completata. Dunque in questo paragrafo ci limitiamo a riportare giusto tre idee che porterebbero il Venezia in un’ottica non più di salvezza tranquilla ma anche europea.
In primis per il ruolo di difensore centrale, coperto parzialmente dall’acquisto di Bella-Kotchap dall’Hellas, ma ulteriormente completabile grazie all’acquisto di Matias Moreno dalla Fiorentina. Il 22enne ha una valutazione di 7 mln, ma la Fiorentina per lui ne vuole almeno 12. Sempre da Verona, l’idea è Belghali, esterno che si è messo in mostra nell’ultima stagione. La sua valutazione è però alta (12 mln) e in quel ruolo il Venezia ha già acquistato un calciatore forte come Thierry Correia dal Valencia. Lo stato fisico di quest’ultimo però non è dei migliori, spesso il ragazzo è soggetto ad infortuni, e allora attenzione alla pista Belghali.
Ultimo nome è quello di Scuffet, portiere in forza al Pisa che andrebbe a completare un reparto già molto affidabile nelle mani del titolare Stankovic.
I piani B e gli obiettivi più realistici: il Venezia ha già fatto un grande calciomercato
È bene sottolineare in questo paragrafo ciò che il Venezia ha già fatto. Perché quelli che potremmo definire piani b, o obiettivi più realistici, sono in realtà giocatori molto forti e pronti per la categoria.
Il pezzo pregiato è senza dubbio Akor Adams dal Sevilla: il 26enne è nella fase clou della sua carriera, e al Venezia può fare benissimo. Prima di lui erano arrivati: Albion Rrahmani, attaccante kosovaro 25enne, che potrebbe fare altrettanto bene, Lisman (non lo abbiamo messo nell’immagine di formazione di partenza, ma occhio alle sorprese), Bella-Kotchap, Gomes, Franjic, Pozzi e Berardi.
In più sono stati presi a costo zero: Basic, Correia ed Helgason. Ora escludendo un paio di giovani, che avranno con Stroppa comunque modo di crescere, il Venezia ha comprato almeno otto titolari. Non saranno tutti nomi conosciutissimi ai più, ma chi segue il calcio sa bene quant’è stata importante la campagna acquisti del club lagunare.
Il fiore all’occhiello come detto è il nigeriano Akor Adams, attaccante preso dal Siviglia, per una cifra che arriverà fino a 22 milioni, bonus inclusi. Un investimento importante. Attaccante come Albion Rrahmani. La difesa è stata rinforzata con Correia e Bella-Kotchap. A centrocampo Basic, che non ha rinnovato con la Lazio ed ha grande esperienza in Serie A.
La nostra valutazione della rosa
Portieri
L’arrivo di Scuffet, come detto, garantirebbe ancora più copertura ad un reparto già ben strutturato. Stankovic al momento non può essere insediato nel suo ruolo di titolare: dietro di lui Pozzi, nuovo acquisto, e l’esperto Grandi.
Difensori
La difesa è ben composta. C’è grande fisicità con il neo-acquisto Bella-Kotchap, ma anche lettura tattica con Schingtienne e Sverko. Franjic, altro nuovo acquisto, può fare bene, e dietro di lui il giovane Gomes alla lunga potrebbe insediarlo. Più dietro invece Sidibe, Venturi, Altare.
Centrocampisti
Il centrocampo, potenzialmente, può svoltare la stagione del Venezia. Se Basic non avrà infortuni e Busio finalmente sboccerà, ne vedremo delle belle. Insieme a loro sugli esterni gli ottimi Correia, nuovo acquisto, e Haps. Dietro di questi troviamo Sagrado e Hainaut, ma come detto occhio al polacco Lisman, classe 2006, che pur partendo dietro nelle gerarchie ha un talento tale da poter scalzare gli attuali titolari.
Sempre a centrocampo, il reparto è forte dei nomi di Bohinen, Dagasso, Bjarkason e Berardi, altro giovane di belle speranze preso dal Pescara. Scalpitano Perez e Duncan, che potenzialmente è un titolare. Nota a margine: occhio anche a Helgason, ex Lecce che al Venezia potrebbe rilanciarsi.
L’attacco
Abbiamo già ampiamente parlato dei due nuovi acquisti Adams e Rrahmani. Se troveranno la giusta intesa, potrebbero far sognare la Laguna come non accadeva dai tempi del Chino Recoba. Poco dietro di loro le due certezze Yeboah e Adorante. Ma occhio anche a Lauerbach e Casas, che completano un reparto già molto ricco di soluzioni.
Le aspettative stagionali
Stroppa parlando a Sky ha detto: “Io credo molto nell’ossatura della squadra della stagione scorsa. Ci sono profili davvero importanti per proseguire il percorso insieme a me. Chiaramente un occhio a profili che possano alzare l’asticella è importante. Oltre a chi continuerà con noi questa avventura, chi arriverà dovrà fare la differenza per darci la possibilità di migliorare ancora di più”.
L’allenatore del Venezia sa di avere tra le mani una squadra forte, ma non vuole screditare o scaricare quelli che già erano presenti in rosa. Se saprà conciliare passato e presente, il futuro del Venezia ha note di rosa all’orizzonte. Forse persino di verde, come è il colore della Conference League.


