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Non è stato facile. Ed è invece facile rifugiarsi nella nostalgia, cioè quando trovare 11 giocatori italiani forti, a volte fortissimi, nel nostro campionato, era praticamente una prassi di fine stagione. Ci si giocava la Nazionale più forte del mondo, del resto. Adesso rimangono le briciole anche per i pochi, pochissimi azzurrabili del nostro campionato.

Così, per trovare la migliore formazione possibile tra gli italiani in Serie A bisogna scavare e tornare a scavare, provare a prendersi spazio e tempo, ma soprattutto andare a cercare anche tra chi ha giocato meno. Un esempio? La tradizione dei nove si è ridotta a Pio Esposito. Che diventerà fortissimo, ma che dell’Inter non è certo un titolare.

Portiere: Falcone

Ancora oggi c’è da chiedersi come e perché Falcone non abbia fatto il grande salto, eppure anno dopo anno sta dimostrando di essere un elemento formidabile di questo campionato. Wladimiro è stato il principale artefice della salvezza del Lecce: sogna il salto triplo in una grande, intanto ha palesato l’ovvietà sul suo talento: è da top club.

Terzino destro: Palestra

Se ne tornerà all’Atalanta dopo una super stagione al Cagliari, dove ha avuto minutaggio e perciò la possibilità di sbocciare. Quanto è forte, Marco Palestra. E l’ha dimostrato anche in Nazionale: uno dei pochissimi azzurri a gestire con coraggio la pressione di un Mondiale da salvare. Destinato a grandi cose.

Centrale difensivo: Mancini

Forse, anzi sicuramente è stato l’anno della consacrazione. Mancini è stato formidabile in questa stagione e non è un caso che anche la Roma sia cambiata, cioè si sia per certi versi evoluta. Ormai è gran capitano e amato da tutti, con un alleato mica da ridere: ha ritrovato Gasperini ed eliminato gli equivoci sul suo conto.

Centrale difensivo: Bastoni

Sì, qualcuno sorriderà, ma solo perché Bastoni si è reso protagonista di una storia nel derby d’Italia. Sì, qualcuno contesterà. Però il giocatore è forte, fortissimo, a prescindere da quanto accaduto a Zenica. E la stagione è stata di livello. E poi non è che ci sia davvero così tanto altro. Anzi.

Terzino sinistro: Dimarco

Un anno fa ci si chiedeva se fisicamente avrebbe retto, un anno dopo siamo qui a chiederci il perché di tutte quelle sostituzioni. Quasi 20 assist stagionali e la qualità che lo contraddistingue ormai da tempo. Federico Dimarco, piaccia o non piaccia, è tra i migliori italiani in circolazione. Forse il talento più puro. E l’ha dimostrato anche quest’anno, soprattutto quest’anno.

Centrocampista centrale: Barella

Dopo una metà stagione non esattamente in scia con il suo talento, Barella ha trascinato l’Inter nella seconda metà. A chi gli chiede gol e assist, in realtà la spiegazione è che il suo calcio si è evoluto. Ha più senso tattico e meno anarchia. E ha la stessa forza nelle gambe. Quella che continua a fare la differenza.

Centrocampista centrale: Pisilli

Ecco, uno che gli somiglia parecchio è Pisilli: il gioiellino della Roma è forza bruta e ambizione, è l’equilibratore di Gasperini, che una volta visto ha deciso intanto di non mandarlo a giocare, quindi di inserirlo in pianta stabile nella sua squadra. Pisilli è destinato a grandi cose: coccolato da tutti, prenderà in mano il centrocampo dell’Italia.

Esterno destro: Politano

Almeno, chissà, potrà chiedere molto meno sacrificio al suo prossimo allenatore. Via Conte, per Politano si apriranno nuovi scenari: tornerà a fare l’esterno a tutta fascia come ha fatto negli ultimi due anni (benissimo) oppure resterà più avanzato? Anche nel 2024-2025, sul Napoli, c’è la firma di questo giocatore. Il più continuo di tutti.

Trequartista: Zaniolo

Chi si rivede. Pensavamo d’averlo perso e invece doveva solo riscoprire il piacere della tranquillità, l’importanza della continuità. Nicolò Zaniolo solleva il muro tra sé e il passato, prova a riprendere la rincorsa per dimostrarsi maturo e perciò da grande squadra. Per ora Udine è la piazza giusta: quella in cui è il numero 10, indiscutibile, e in odore d’azzurro.

Esterno sinistro: Bernasconi

Ci perdoneranno i puristi della tattica, ma la verità è che un esterno a sinistra, italiano, che sia mancino o a piede invertito, è tutto da trovare. Appello per le formazioni giovanili: sfornatene qualcuno. Intanto, giusto premiare un ragazzo che farà sicuramente strada, e che intanto si è preso l’Atalanta a suon di prestazioni. Forza, Bernasconi. Il tempo è dalla tua.

Centravanti: Pio Esposito

Dieci gol, sei assist, la sensazione che possa diventare ancora di più il centro di gravità della stessa Inter. Per carità: Thuram gli resta davanti, anche per una questione di caratteristiche, ma è inevitabile che il futuro sarà certamente di Pio Esposito. Ce lo auguriamo tutti, per certi versi: perché ha dimostrato di essere una gemma rara, sperando che non si perda.