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Il gruppo più geopolitico del Mondiale.

Chi si appresta a vedere i Mondiali da spettatore imparziale, non può rimanere indifferente dinnanzi al delirio costituito dal Girone G: il girone geopolitico del torneo iridato.

Nel gruppo troviamo infatti il Belgio, netto favorito per il passaggio alla fase a eliminazione diretta, l’Iran – che dovrebbe partecipare nonostante la crisi con gli USA continui a minacciarne la storia, non solo calcistica –, l’Egitto di Mohamad Salah e la Nuova Zelanda. Ci sarà da divertirsi.

Stando ai valori di Transfermarkt, il Belgio parte molto avanti (ha una rosa valutata tra i 520 e i 560 M), seguono l’Egitto e l’Iran, distanziati di 400 M dai belgi, chiude la Nuova Zelanda, che vuole scrivere la storia anche nel calcio.

Belgio

Identità tattica

Il Belgio non è più la “golden generation” di De Bruyne-Hazard-Lukaku al massimo livello, ma resta una squadra molto tecnica, abilissima in fase di possesso palla e pericolosa negli spazi. È costruita per dominare, e il suo modulo, il 4-2-3-1, ne è una traduzione sul piano schematico. Oltre a ciò, continua a vantare una certa dose di talento.

Formazione tipo

  • Casteels
  • Castagne
  • Faes
  • Debast
  • Theate
  • Onana
  • Tielemans
  • Doku
  • De Bruyne
  • Trossard
  • Openda

Uomini chiave

C’è un dettaglio che vogliamo svelarvi, perché è abbastanza clamoroso: tra gli uomini chiave citiamo Charles De Ketelaere, che non è neanche nell’Undici Tipo. Questo la dice lunghissima sulla profondità della rosa dei belgi, che dovrebbero schierare KDB al posto del calciatore atalantino, pronto comunque a subentrare per fare la differenza.

Il giocatore forse più in vista rimane però Jeremy Doku, che con Pep Guardiola quest’anno ha aggiunto ad un già ottimo bagaglio qualitativo, ordine e disciplina, ma anche una fase realizzativa invidiabile, che vuole ora riproporre in salsa nazionale. Poco dietro i citati, mettiamo Onana, mediano con una forza fisica che pochi possono vantare in questa edizione iridata.

Aspettative

Il Belgio dovrebbe vincere il girone, ma non trasmette più la sensazione di superiorità assoluta degli anni scorsi. La gara d’esordio può in questo senso risultare decisiva.

Egitto

Identità tattica

L’Egitto è una squadra molto più pragmatica di quanto si pensi: agisce con un blocco medio-basso, è densa centralmente, ricerca subito la transizione offensiva appena recupera palla e ha in Momo Salah un leader tecnico e carismatico come pochi.

Formazione tipo

  • El Shenawy
  • Hany
  • Abdelmonem
  • Hegazy
  • Hamdi
  • Elneny
  • Hamdi Fathi
  • Marmoush
  • Salah
  • Trezeguet
  • Mostafa Mohamed

Uomini chiave

Quasi superfluo citare Salah, all’ultima stagione col Liverpool quest’anno, un anno per lui difficile che vorrà senz’altro chiudere in salita con la sua Nazionale. Seguono Omar Marmoush, velocissimo attaccante del Manchester City, Mostafa Mohamed, riferimento fisico offensivo dei suoi, ed Elneny per l’esperienza e le geometrie.

Aspettative

L’Egitto vive quasi sempre una doppia dimensione: in Africa domina, ai Mondiali fatica tremendamente. Che sia questo l’anno buono per invertire la rotta?

Iran

Identità tattica

L’Iran è probabilmente una delle nazionali più sottovalutate del calcio mondiale. Ha un allenatore forte come Amir Ghalenoei, affiancato nello staff da tecnici italiani di rilievo internazionale come Antonio Manicone e Antonio Gagliardi. È una squadra disciplinata, fisica ma anche tecnica e difficile da pressare. Inoltre gioca con uno spirito che poche altre Nazionali hanno. Può stupire tutti. Il suo modulo è il 4-1-4-1.

Formazione tipo

  • Beiranvand
  • Moharrami
  • Kanaani
  • Hosseini
  • Rezaeian
  • Ezatolahi
  • Ghoddos
  • Gholizadeh
  • Jahanbakhsh
  • Taremi
  • Azmoun

Uomini chiave

Ne diciamo due: Mehdi Taremi, finalizzatore totale che, dopo un difficile anno all’Inter, quest’anno all’Olympiakos si è ritrovato, e Sardar Azmoun, vecchia conoscenza del nostro calcio (Roma) che aveva brillato soprattutto in Russia con la maglia dello Zenit.

Aspettative

L’Iran può realisticamente qualificarsi. Ha molta meno qualità del Belgio, e parte dietro l’Egitto, ma ha grande struttura difensiva, enorme esperienza, identità tattica chiarissima e un cuore gigantesco, quello di una Nazione che vuole urlare al mondo di esistere.

Nuova Zelanda

Identità tattica

La Nuova Zelanda è la squadra meno talentuosa del gruppo, ma arriva spesso ai Mondiali con organizzazione una discreta fase difensiva – dire di più sarebbe fuorviante.

Formazione tipo

  • Sail
  • Payne
  • Boxall
  • Cacace
  • Bindon
  • Bell
  • Garbett
  • Stamenic
  • Singh
  • Chris Wood
  • Barbarouses

Uomini chiave

L’uomo chiave delle Zebre è senza dubbio Christ Wood, leader assoluto – anche nel suo club il Nottingham Forest – e grande colpitore di testa: un attaccante vecchio stile, tipico di un’edizione iridata – Koller vi dice qualcosa?

Segue Liberato Cacace, conoscenza del nostro calcio (Empoli), giocatore di buona gamba e dotato di un bel cross. La connessione con Wood può essere un fattore.

Aspettative

Sulla carta è la quarta forza del girone. Dovrà giocarsi tutto con Iran ed Egitto, sperando nel miracolo con il Belgio

Calendario Girone G

GiornataPartitaData
Belgio vs Egitto15 giugno 2026
Iran vs Nuova Zelanda15 giugno 2026
Belgio vs Iran21 giugno 2026
Nuova Zelanda vs Egitto21 giugno 2026
Egitto vs Iran26 giugno 2026
Nuova Zelanda vs Belgio26 giugno 2026