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Le prime sette tappe del Giro d’Italia 2026 sono andate in archivio con la frazione del Blockhaus. In Rosa c’è a sorpresa il portoghese Afonso Eulalio, ma dopo la vittoria sulle rampe abruzzesi Jonas Vingegaard ha già dimostrato chi è il padrone della corsa.

Molto bene Felix Gall, leggera crisi per Giulio Pellizzari, molti dei candidati al podio della vigilia tipo Mas e Bernal già alla deriva.

Vediamo cosa ci ha detto, quindi, questo frizzante avvio della Corsa Rosa.

Vingegaard amletico ma già padrone del Giro d’Italia 2026

Ci ha provato in Bulgaria nella seconda tappa, una sgasata ben controllata dai rivali, poi ha acceso il motore di nuovo a cinque chilometri dal termine della settima frazione, sulle pendenze del Blockhaus, e ha fatto il vuoto o quasi.

Jonas Vingegaard non è in Maglia Rosa ma è come se lo fosse. Eulalio è in vetta alla generale, ma già martedì prossimo con la cronometro in Toscana le gerarchie dovrebbero raddrizzarsi definitivamente.

Felix Gall è sembrato essere il migliore tra i rivali del danese, con Pellizzari in difficoltà dopo aver tentato di tenere il passo di Vingegaard.

L’austriaco è abituato a battagliare al Tour e con la sua Decathlon sta dimostrando come la squadra francese abbia agganciato il treno buono, tra lui e Seixas.

Pellizzari è un diesel, viene fuori alla distanza. Lo ha dimostrato nelle ultime due edizioni del Giro d’Italia prima del 2026. I galloni da capitano di una grande squadra come la RedBull-Bora comunque non si improvvisano. Bene avere Hindley accanto.

Jonathan Milan è in crisi?

Tre tappe buone per una volata e nessuna vittoria: non è iniziato nel migliore dei modi il Giro d’Italia 2026 per Jonathan Milan.

Paul Magnier lo ha superato in due occasioni e veste per ora la Maglia Ciclamino, in generale il friulano sta manifestando un certo nervosismo.

La Lidl-Trek tutta in realtà non sembra aver chiara la strategia, visto che pure il modo in cui Ciccone ha dovuto “sbolognare” la Maglia Rosa, nella tappa con arrivo a Potenza, ha fatto molto discutere.

Di certo c’è che i giallo-rossoblù sono venuti al Giro d’Italia 2026 quantomeno per conquistare la classifica a punti con Milan, che non vince una gara da marzo, però; dalla Tirreno-Adriatico.

UAE, come ti reinvento il Giro d’Italia 2026

Arrivata in Bulgaria con Adam Yates pienamente battezzato come capitano, già dopo due tappe la UAE ha dovuto ribaltare la strategia.

Due successi di tappa consecutivi con altrettanti modi diversi di correre, il primo con Narvaez in uno sprint ristretto e il secondo con Arrieta, forse la storia più bella di questo inizio di Corsa Rosa, al termine di una lunga fuga tra freddo e pioggia.

Sia l’uno che l’altro avrebbero dovuto essere dei gregari di Yates, al Giro d’Italia 2026, ma una volta lasciati liberi (soprattutto Narvaez) hanno saputo dimostrare il loro talento.

Anche così si portano a casa i punti buoni per mantenersi in vetta alla classifica Uci a squadre, senza farsi abbattere dalle circostanze negative.

Eulalio, obiettivo top-10

Il portoghese Afonso Eulalio della Bahrain è stato uno dei nomi di punta di questo inizio di Giro d’Italia 2026. Bravo a riprendere la fuga solitaria di Arrieta verso Potenza, ha meritato la Maglia Rosa, che per i portoghesi sta diventando un’abitudine quasi, dopo le due settimane di Joao Almeida nel 2020 con il simbolo del primato.

La Bahrain ha perso il suo leader, Santiago Buitrago, nella rovinosa caduta della seconda tappa in Bulgaria, e ora ha il portoghese come prima punta.

Corridore completo, da vedere a cronometro naturalmente, Eulalio ha accumulato un gran bel vantaggio su moltissimi uomini di classifica. Dopo il nono posto ai Mondiali di Kigali nel 2025 punta a un piazzamento di prestigio e a un nuovo ricco contratto altrove, chissà, visto che è in scadenza a fine anno.